![]() Da "Umanità Nova" n. 38 del 17 novembre 2002 Camp Darby: uno sgarbo al cavaliereHanno voluto fare uno sgarbo a Berlusconi, il Cavaliere aveva confidato (o sperato) in incidenti o violenze, invece i "duri", i non sottomessi, gli iscritti ai sindacati di base, gli antagonisti, gli anarchici, mercoledì 6 novembre scorso, hanno sfilato pacificamente dalla stazione di Tombolo alla base militare di Camp Darby. Nemmeno un petardo, un "sampietrino" lanciato contro la polizia, o un tentativo di scavalcare la rete che protegge la base americana. Solo un fantoccio rappresentante un militare, dato alle fiamme insieme ad una bandiera americana: "quisquilie" come avrebbe detto l'immortale Totò. Per la questura erano duemila, per gli organizzatori diecimila, più realisticamente saranno stati quattro o cinquemila che hanno testimoniato la loro avversione alla guerra, a tutte le guerre. Hanno rivendicato come obiettivo irrinunciabile che la base americana venga restituita alla popolazione per essere utilizzata a scopi pacifici. Dicono le cronache che i militari di scorta al corteo fossero milleduecento tra polizia, carabinieri e guardia di finanza. Bisogna riconoscere che la loro presenza è stata discreta: erano rilassati, tranquilli, alcuni leggevano il giornale, addirittura fornivano gentilmente informazioni circa il percorso da effettuare per raggiungere il luogo di partenza del corteo. Ci è venuto un dubbio malizioso: anche le "forze dell'ordine" sono diventate antiberlusconiane? Sì, bisogna ammetterlo, veramente è stato fatto uno sgarbo al Cavaliere. Italino Rossi
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