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Da "Umanità Nova" n. 41 dell'8 dicembre 2002

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Lecce: buttiamoli tutti giù
Si è svolto il 30 novembre il presidio contro il centro di reclusione Regina Pacis diretto da "sua accoglienza" Cesare Lo Deserto. Un corteo di circa 250 persone è partito da San Foca per poi arrivare al lager dove, dalle finestre aperte, molti migranti ci mostravano lacerazioni ed ematomi in varie parti del corpo prima di essere avvistati dalle telecamere del centro e chiamati in ufficio da un megafono. Pian pianino le finestre hanno cominciato a serrarsi, tutte. Una giornata di protesta per ribadire lo schifo per la presenza di tali luoghi di mortificazione estrema di qualsivoglia espressione di libertà. Buttiamoli tutti giù e a calci in culo i carcerieri e i loro servi.
Ateneo Libertario Maya

Verona: quando il gatto va a Torino...
Sabato 30 novembre, approfittando del fatto che gli antirazzisti e gli antifascisti veronesi erano quasi tutti a Torino per la manifestazione contro il CPT di C.so Brunelleschi, Forza Nuova ha tenuto a Verona un suo corteo "contro l'immigrazione per l'identità nazionale e la tradizione", autorizzato dalla questura e protetto da uno schieramento spropositato di vigili urbani, carabinieri e poliziotti con tanto di blindati.
Così, dopo aver potuto manifestare impunemente a Padova e Treviso, Forza Nuova, assieme ai camerati del Veneto Fronte Skinheads, è riuscita a confermare ulteriormente la sua inquietante presenza in Veneto.
Dopo aver sfilato per Castelvecchio dove venne sancita la nascita la Repubblica di Salò, circa 400-500 militanti intruppati (quasi esclusivamente maschi) hanno concluso l'adunata ascoltando il comizio del loro caporione Fiore; i fascisti provenivano da tutta la regione, ma non solo, e vi era pure un drappello da Bolzano. "Fratelli d'Italia" cantata a squarciagola, slogan contro l'immigrazione, inni fascisti, tricolori e bandiere nazisteggianti, facce truci, saluti romani: immutata la coreografia.
In piazza Brà, comunque circa un cinquantina di antifascisti rimasti in città (Coord. Cesar K., Circolo Pink, Csoa La Chimica, Prc, Coll. Iqbal e anarchici) hanno tenuto un presidio con volantinaggio per tutto il pomeriggio.
In un momento in cui le aggressioni razziste aumentano, rimane aperto il problema degli spazi di agibilità politica che Forza Nuova a livello nazionale (vedi la recente indegna adunata di Roma con Borghezio superstar) sta riprendendosi grazie anche alla compiacenza governativa, dopo le storiche batoste che solo pochi anni fa si era presa a Bologna e Milano.
Se nel 1994, il prefetto ed il questore di Vicenza furono rimossi per aver permesso un'analoga adunata nazi, ormai anche questi tragici spettacoli sono divenuti tragica normalità.
Un compagno presente

Agrigento: corteo contro i CPT
Sabato 30 novembre si è tenuto un presidio di fronte al CPT di Agrigento. Pubblichiamo ampi stralci del comunicato pervenuto.
"Nell'ambito della mobilitazione nazionale per la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea, si è svolto un presidio antirazzista con più di cento persone provenienti da tutta la Sicilia davanti al CPT di contrada S. Benedetto ad Agrigento. Un luogo spettrale, fatto costruire in una zona industriale isolata e lontana dal centro urbano, in tutto e per tutto simile ad un carcere di massima sicurezza.
Soltanto il giorno prima era pervenuta la comunicazione da parte della Prefettura che sanciva il divieto d'ingresso di delegazioni composte da non parlamentari: una provocazione questa che mirerebbe a scoraggiare mobilitazioni e interventi di monitoraggio da parte di chi non ricopre incarichi istituzionali.
All'uscita dal CPT il resoconto di Lillo Miccichè, deputato regionale di Sicilia 2010, è stato agghiacciante: le condizioni in cui versano gli immigrati rinchiusi nel Centro sono pessime. "Neanche un cane riuscirebbe a tollerare la sporcizia e il degrado degli ambienti, delle suppellettili, dei giacigli in cui si dorme lì dentro" queste le considerazioni a caldo di Miccichè.
Il deputato ha poi raccontato di essere stato impossibilitato a riprendere tutto con una videocamera a causa del divieto impostogli dagli agenti di polizia.
Dopo diversi attimi di tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, si è poi deciso di andare ad Agrigento per inscenare una protesta davanti alla Prefettura.
Un massiccio volantinaggio anarchico ha veicolato alla cittadinanza agrigentina i contenuti dell'iniziativa. (...)
L'obiettivo è far chiudere (i lager), smantellarli, eliminarli dalla faccia della terra.
TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

Cimici a Palermo
Mercoledì 27 novembre i compagni del BoxUno autogestito della Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo presso il quale ha sede il Centro di documentazione libertaria "Piero Riggio", hanno rinvenuto nei rispettivi spazi due apparecchi un po' sospetti, risultati poi delle microspie, quelle che in gergo sono conosciute come cimici.
Il preside della facoltà esprimendo piena solidarietà agli studenti ha fatto sapere di voler presentare un esposto alla Procura della Repubblica.
Non si sa ancora a che periodo risalga l'introduzione di questi apparecchi all'interno degli spazi autogestiti dai compagni.
Certo è che ci troviamo di fronte a un altro inquietante segnale repressivo che ha per oggetto l'area anarchica quanto mai attiva e vitale a Palermo in questi ultimi anni.
Dalle mobilitazioni in occasione dei vertici internazionali alle quotidiane lotte di liberazione al fianco dei migranti e dei senza casa attraverso l'impegno per la costruzione di un ampio fronte di resistenza alla globalizzazione neoliberista, gli anarchici palermitani hanno dato e continuano a dare parecchio fastidio.
Nessuno tra di noi ha ovviamente intenzione di fermarsi.
TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

Milano: "Lotta sporca" all'Ateneo Libertario
Per iniziativa dell'Ateneo Libertario giovedì 28 novembre, si è svolta nella sede di Milano una iniziativa pubblica con la presentazione del filmato e del relativo libro sulla "lotta sporca". Consistente la presenza dei lavoratori protagonisti di questa significativa esperienza e di vari sindacalisti anche loro protagonisti nello sviluppo degli avvenimenti di cui parliamo, notando un grosso interesse che ha lasciato molti nervi scoperti. Una lotta che ha avuta la sua fase più acuta circa un anno fa, conseguenza delle nuove gare di appalto delle imprese di pulizia delle Ferrovie dello Stato, vinte da ditte nuove con un'offerta al ribasso di circa il 30%. Le nuove aziende appaltatrici prevedevano nell'immediato il licenziamento di circa 5 mila lavoratori e la riduzione dei salari per i restanti.
Questo ha determinato in una categoria già debole e soggetta a pesanti ricatti, la spinta per una grande iniziativa di lotte e scioperi generalizzati fino ad arrivare all'occupazione dei binari delle stazioni ferroviarie e allo sciopero della fame attuato da un gruppo di lavoratori asserragliati sul terrazzo della Stazione Centrale di Milano.
Il filmato, di buona fattura, documenta questi avvenimenti: l'elevata tensione presente fra i lavoratori, la loro rabbia, il contrasto netto con gli apparati sindacali e il loro sforzo di riprendere il controllo sulla situazione.
Tutto questo, testimoniato dai lavoratori presenti, protagonisti di questa lotta che denunciano un accordo pessimo fatto dai confederali, in una situazione che sta peggiorando di giorno in giorno, come la recente accettazione della cassa integrazione con l'espulsione di lavoratori, mentre i carichi di lavoro già pesanti diventano insopportabili, e l'introduzione del sub-appalto, attraverso cooperative che utilizzano immigrati con contratti interinali e condizioni da schiavitù. (Questo è sicuramente uno dei grandi problemi, e l'incontro e la solidarietà tra lavoratori è la scommessa futura.)
Ma quello che è gravissimo è la denuncia di 128 lavoratori per il blocco dei binari durante questa lotta.
Sicuramente si tratta di un'azione repressiva con lo scopo evidentemente intimidatorio di prevenire l'insorgenza di nuove lotte nel comparto di tutti i lavoratori delle ferrovie e nello stesso tempo serva di pesante avvertimento per quei lavoratori come quelli della Fiat (Alfa Romeo, Mirafiori, Termini Imprese, che sono impegnati in un duro scontro per la difesa del posto di lavoro, attuando forme di lotta equivalenti a quelle messe in campo dai lavoratori delle pulizie ferroviarie (blocchi stradali, dei traghetti, degli aeroporti ecc.) È necessario attuare forme di solidarietà attiva in difesa di questi lavoratori colpiti dalle denunce e unire tutta questa energia dei lavoratori indigeni e "stranieri" per tentare di progettare un mondo nuovo dove la Questione Sociale sia al centro per la liberazione dal lavoro, dallo sfruttamento, dallo stato.
E.M-A.D.

 



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