Da "Umanità Nova" n. 43 del 22 dicembre 2002
Bombe
e teoremi
Fantasie pericolose
Il 31 maggio 2000, dopo un processo durato più di tre anni a
carico di una cinquantina di imputati di gravi reati (dall'omicidio alla
banda armata), si concludeva il primo grado di giudizio contro una
fantomatica organizzazione terroristica anarchica. Il teorema
accusatorio del PM Antonio Marini veniva smontato dai giudici che
mandavano assolti la maggior parte degli imputati e negavano l'esistenza
della banda armata fantasticata dal pubblico ministero.
Il mese scorso è iniziato il processo di appello e il
PM è tornato a proporre le sue tesi a proposito del complotto
ordito dagli "anarchici insurrezionalisti" e della loro
pericolosità per l'ordine costituito.
Stando alla cronaca di "crocenera anarchica", ha anche sostenuto la
piena legittimità del famigerato articolo del Codice Rocco
sull'associazione sovversiva, ben noto per i recenti arresti di Cosenza.
E, proprio in una recente intervista pubblicata su "La Stampa"
(16/12), l'ineffabile PM Antonio Marini ha riproposto tutti i suoi
cavalli di battaglia, compresa la fantasiosa "espulsione" dalla
Federazione Anarchica Italiana (il cui Patto Associativo non prevede
nulla del genere), dell'ala "dura" degli anarcoinsurrezionalisti che
vengono accusati anche di essere gli ideatori dei pacchi esplosivi
scoperti in questi ultimi giorni.
L'intervento del pubblico ministero rientra chiaramente in un copione
ben conosciuto, quello che trova conveniente dividere gli oppositori fra
"pacifici" e pericolosi "sovversivi", pronti ad usare anche l'esplosivo,
per raggiungere i loro scopi. Tentativi che, dai fatti di Genova del
luglio 2001, fino agli arresti delle settimane scorse, si vanno facendo
sempre più insistenti e pressanti.
Alcuni leggono questi episodi come un tentativo di rilanciare
una "strategia della tensione" (stile anni '70), mentre altri ritengono
che facciano parte delle molte contraddizioni di un movimento che,
nonostante tutto, resiste e si radica sempre di più.
L'unico dato certo è l'utilizzo politico che viene fatto,
continuamente, delle divisioni esistenti, come abbiamo visto anche a
proposito dell'ultima manifestazione a Genova.
Come è già accaduto, dietro la presunta
volontà di colpire le frange etichettate come "estremiste", si
nasconde il tentativo di bloccare preventivamente qualsiasi teoria e
prassi che non sia pienamente compatibile con lo stato di cose presenti,
"violenta" o meno che sia.
Un tentativo che va stroncato sul nascere.
Pepsy
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