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Da "Umanità Nova" n. 4 del 2 febbraio 2003

Senza frontiere
Brevi dal mondo

USA - appello dei Lavoratori Ford per la pace e la solidarietà

Appello dei lavoratori della Ford delle Twin Cities Assembly Plant, Minnesota per la pace e la solidarietà fra lavoratori.
Nei nostri posti di lavoro, così come in tutte le aree di povertà del pianeta, i plutocrati e le multinazionali, attraverso i loro portaborse vengono a tentare di persuaderci di vedere gli altri lavoratori come concorrenti e nemici.
I sindacalisti venduti vengono a farci credere che il compito prioritario dei sindacati è tenere i nostri fratelli e sorelle lontani dal lavoro.
Noi vediamo come questa logica del "cane mangia cane" propagandata fra i lavoratori - coi quali abbiamo tutto in comune - ha la sua naturale prosecuzione nella nefasta e competitiva logica della guerra. Vediamo che la competizione fra lavoratori sminuisce tutti quanti ai nostri occhi.
Vediamo che in guerra i soldati - manodopera della guerra - perdono non soltanto il loro lavoro ma anche la vita, mentre i ricchi ne traggono profitto.
La guerra è la perfida concorrenza, portata all'estrema conseguenza.
Facciamo appello ai lavoratori di smettere ovunque la competizione fra noi, e di battersi per un mondo basato sulla solidarietà.
Tutti possiamo almeno parlare, e proponiamo di dire la nostra su ciò che tutti possiamo fare per rendere il mondo un posto più sicuro e felice. Facciamo appello ai lavoratori semplicemente di riprendere il discorso dei buoni vecchi metodi dell'azione diretta nel movimento operaio.
Saremmo capaci di rimettere all'ordine del giorno dei nostri incontri internazionali come sviluppare al giorno d'oggi le nostre tradizionali armi - rallentamenti, fermate, scioperi - per riportare giù quelli che ci ammazzano; e riportare a livello il più elevato possibile ma egualitario le paghe e le condizioni di lavoro in tutto il mondo?
Se dobbiamo combattere, combattiamo contro quelli che costantemente ci dividono e cercano di metterci gli uni contro gli altri per il loro proprio profitto, arrivando a farci uccidere fra di noi.
Se dobbiamo combattere, che lo sia per una guerra contro l'egoismo e la povertà.
Combattiamo uniti, tutti i lavoratori contro la voracità distruttiva e dittatoriale dei magnati del capitale. Combattiamo affinché quelli che meno hanno possano disporre di salari equi, cure sanitarie, educazione ed il diritto ad una vita felice.
Un semplice discorso questo, da riprendere fra i lavoratori che credono che i valori di classe della solidarietà, eguaglianza e democrazia diretta possono cambiare il mondo.
Cominciamo a scambiarci pacificamente queste parole e queste idee.
(Seguono le firme)

da haltWAR@yahoogroups.com
trad. AEnne

 

Nel quartiere ebreo di Praga i nazisti non passano

I neonazisti avevano indetto una marcia che avrebbe dovuto attraversare il quartiere ebreo di Praga; una manifestazione legale, visto che nella domanda avevano addotto che sarebbe stata in memoria delle vittime dell'Olocausto (!). Nei fatti, avevano intenzione di fare un corteo con le fiaccole intorno alle sinagoghe, come negli anni '30. Saputa la cosa, anarchici ed antifascisti tramite le loro organizzazioni hanno lanciato un appello per bloccare la marcia nazi. I nostri comunicati stampa sono stati perfino riprodotti dalla stampa borghese. Nostra intenzione era di attuare un blocco stradale dentro il quartiere ebreo, vicino alla Sinagoga Staronova, e non lasciarli passare.
All'inizio i nazisti erano poco più di 30, mentre nei dintorni del luogo di concentramento noi eravamo quasi tre volte tanti, e altrettanti erano accorsi all'appello delle organizzazioni ebraiche. Le autorità hanno dunque fermato i nazi all'ultimo momento, mandando un ufficiale di polizia ad avvertire il nostro concentramento, il quale però ha taciuto sul fatto che si trattava di un semplice cambio di programma: in pratica la polizia a piedi e a cavallo ha poi scortato su un altro percorso, per il quale non avevano il permesso e dunque era illegale, i nazi in modo da tenerli lontani dal quartiere ebreo. E così è stata sottratta la possibilità di un confronto diretto. Da registrare in positivo, la partecipazione di semplici cittadini al concentramento antinazista, cosa piuttosto insolita dalle nostre parti.

PZ (fonte: IFA)
Trad. AEnne

 

 

 


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