Da "Umanità Nova"
n. 6 del 16 febbraio 2003
Libertà negate
Federmeccanica: sanzioni per chi sciopera il 21
Il clima prima dello sciopero del settore privato indetto dalla
CGIL si è, improvvisamente scaldato. La Federmeccanica, infatti,
ha ipotizzato, e in questi casi, le ipotesi vanno prese sul serio, il
ritardato pagamento agli scioperanti dell'indennità di vacanza
contrattuale pari al 30% dell'inflazione programmata versata dalle aziende
durante l'attesa del rinnovo del contratto.
La Federmeccanica accusa la FIOM di avere indetto uno sciopero in aperta
violazione del codice d'autodisciplina che non consente iniziative unilaterali
nei quattro mesi che seguono la presentazione della piattaforma da parte
delle organizzazioni sindacali. Questo sulla base del famoso, meglio dire
famigerato, accordo del luglio 1993 sulla politica dei redditi. Uno degli
accordi che fonda quel modello concertativo che la CGIL vuole restaurare
e difendere dagli attacchi padronali.
È interessante notare che, almeno nelle dichiarazioni pubbliche,
la FIOM si difende sostenendo che lo sciopero del 21 febbraio non è
in contrasto con gli accordi e che quella delle Federmeccanica è
una provocazione. Di fatto, quindi, si riconosce nello stesso accordo
che le viene ritorto contro, quell'accordo che ha contribuito a definire
quando riteneva di poterne governare l'applicazione.
La UILM contesta le sanzioni e, con una dichiarazione surreale il suo
segretario dichiara "Non siamo d'accordo, scriveremo una lettera per dire
che non siamo d'accordo". Immaginiamo i tremiti di paura che vi saranno
in Confindustria all'arrivo della lettera in questione.
La FIM mostra pezzottiana durezza e il suo segretario dichiara che vi
è un "problema di rapporti tra la Fiom e la Federmeccanica", cosa
che fa pensare ad un litigio fra vecchi amici e aggiunge "noi tuteliamo
i nostri iscritti... Ai miei iscritti non tolgano un euro, noi non abbiamo
proclamato sciopero e quindi il ritardo dell'indennità contrattuale
non si deve applicare".
Insomma, assistiamo ad uno spettacolo che oscilla fra il disgustoso
e il divertente.
Sul piano formale, per l'essenziale, la Federmeccanica ha perfettamente
ragione. Le regole che vuole usare contro la CGIL le hanno fatte assieme
padronato e CGIL-CISL-UIL. È anche chiaro che, quando la CGIL ha
accettato e favorito l'attuale modello corporativo, partiva dall'ipotesi
che la sua egemonia in campo sindacale fosse un'invariante e che il padronato
non avesse nessun interesse a scalfirla.
Potremmo dire che se l'è cercata. Peccato che questa vicenda
riguardi le libertà sindacali di milioni di persone e non solo
né principalmente i dirigenti sindacali e confindustriali.
Ancora una volta verifichiamo che l'attenzione al metodo che caratterizza
l'approccio libertario alla questione sindacale non è un lusso
che ci prendiamo ma la realistica comprensione che solo l'autonomia del
sindacato dalle controparti lo pone in condizione di affrontare in maniera
adeguata lo scontro sociale.
Cosimo Scarinzi
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