Da "Umanità Nova"
n. 7 del 23 febbraio 2003
Il mondo contro la guerra
15 febbraio 2003: manifestazioni nei 5 continenti
Sono state più di seicento le città dove, tra venerdì
14 e domenica 16 febbraio, si sono svolte iniziative contro la guerra
e sono state più di 110 milioni le persone che vi hanno preso parte.
Manifestazioni diverse, come partecipazione e composizione, ma che hanno
sicuramente inviato un unico forte segnale ai signori della Terra.
Quello che segue è un primo tentativo, assolutamente parziale
vista l'ampiezza dell'avvenimento, di dare qualche notizia su quanto accaduto
con una attenzione prevalente a quelle che i media ufficiali hanno ignorato.
Australia - Oceania
Nel continente nuovissimo le manifestazioni sono iniziate venerdì
14 e sono terminate domenica 16. In decine di località ci sono
state grandi cortei, come a Sydney ed a Melbourne dove circa 200 mila
le persone hanno protestato contro la guerra e si è trattato della
più grande manifestazione vista dai tempi del Vietnam. Il corteo
è stato preceduto, nella mattinata, da una manifestazione organizzata
dagli studenti medi. Ma ci sono state anche piccole iniziative, come a
Tauranga, dove i manifestanti erano appena 10. A Bellingen hanno partecipato
al meeting per la pace 2500 dei 2600 abitanti.
Asia e Medio Oriente
In tutto il continente, dal Giappone all'India, è stato un brulicare
di cortei e sit-in, principalmente davanti ad Ambasciate e Consolati statunitensi.
Tra le più grandi, se si escludono quelle particolarmente affollate
svoltesi in Iraq, sicuramente quella di Giacarta, più di centomila
persone, quella di Damasco con 200 mila partecipanti e quella di Manila
con più di 10 mila presenze. Alla manifestazione di Manila, ha
preso parte, tra gli altri, un gruppo di anarchici e libertari della "Anticapitalist
Convergence", che da qualche anno unisce alcuni gruppi e collettivi che
si muovono principalmente su tematiche ambientaliste ed animaliste.
Africa
Più modeste sia come numero che come partecipazione le manifestazioni
in Africa, dove la guerra è uno stato purtroppo endemico e dove
quindi è più difficile anche preoccuparsi di una guerra
che scoppia da qualche altra parte. Nonostante questo ci sono stati diversi
cortei dall'Egitto al SudAfrica.
Centro e Sud America
Numerose e partecipate anche le manifestazioni nel Cono Sud. Dall'Argentina
al Brasile che ha ospitato la manifestazione più grande a San Paolo
(30 mila persone): in quel corteo è sceso in piazza il "Blocco
libertario ed anticapitalista" al grido di "No alla Guerra, No al Capitale.
Né Bush, né Saddam, né Lula!" ed alcuni anarchici
alla fine della manifestazione hanno scalato ed "occupato" un noto monumento
cittadino. A Rio De Janeiro, dove è stato organizzato una sorta
di "Carnevale contro la guerra", un gruppo di anarchici ha bruciato una
bandiera a stelle e strisce ed una maschera di Saddam davanti al Consolato
Usa.
A Santiago del Cile i cortei sono stati quattro: uno indetto dal Social
Forum locale, uno dai giovani comunisti, uno da Attac e un altro dagli
anarchici.
Manifestazioni anche negli altri stati sudamericani, la più affollata
a Montevideo.
America del Nord
Innumerevoli le iniziative nel nuovo continente.
In Canada la manifestazione più grande si è svolta a Montreal
ed ha visto la partecipazione di più di 150 mila persone; altre
grandi manifestazioni a Toronto (80 mila), a Vancouver (30 mila) ed in
decine di altre località piccole e grandi in tutto il paese.
Negli Stati Uniti le manifestazioni si sono sviluppate durate un giorno
intero (a causa del fuso orario) ed hanno attraversato il paese da costa
a costa: da Los Angeles a Seattle, da Minneapolis a Philadelphia, decine
di migliaia di persone hanno manifestato contro la politica del loro governo.
A New York la manifestazione più significativa, anche perché
vietata, è stata un sit-in di mezzo milione di persone che hanno
stazionato per ore nel centro della città completamente circondate
da transenne e poliziotti.
I pochi che hanno osato qualche iniziativa autonoma sono stati duramente
caricati e malmenati dalla polizia che ha effettuato più di trecento
arresti e ferito decine di manifestanti che hanno cercato di bloccare
alcune strade.
A Los Angeles un "Blocco Nero" che si era staccato dalla manifestazione
ufficiale è stato affrontato e caricato dalla polizia che ha operato
alcuni arresti. A San Francisco un "Blocco Nero", dopo la fine del corteo
ha proseguito la manifestazione per le strade del centro, segnando col
suo passaggio qualche vetrina ed un ufficio immigrazione.
Europa
In Europa è stata la Spagna, con le sue più di cinquanta
manifestazioni, 1 milione di partecipanti a Madrid ed altrettanti a Barcellona,
250 mila a Siviglia, il paese che più si è mobilitato contro
la guerra.
A Madrid un gruppo di manifestanti ha tirato giù dalla facciata
di un palazzo un cartellone pubblicitario dell'esercito alto 6 piani tra
gli incoraggiamenti del corteo; lo spezzone della CNT era aperto da uno
striscione contro la guerra ed il capitalismo; il MacDonald di Antocha
è stato ridipinto a nuovo con scritte contro la guerra.
A Barcellona l'imponente corteo ha paralizzato per ore il Paseo de Gracia
e le strade vicine, durante la manifestazione è stato occupato
un edificio al fine di creare uno "Espacio Liberado contra la Guerra".
Cariche invece a Siviglia contro uno spezzone che dopo la fine del corteo
si stava dirigendo verso il Consolato Usa.
A Londra, la partecipazione alla manifestazione (1 milione e mezzo di
persone) è andata oltre le più rosee previsioni degli organizzatori
ma, alla fine dei comizi ufficiali in Hyde Park, sono stati numerosi gli
arresti di compagni che hanno organizzato sit-in non autorizzati in numerose
strade e piazze del centro cittadino compresa la centralissima Piccadilly
Circus, dove i manifestanti hanno resistito fino alle nove di sera.
A Glasgow lo spezzone anarchico era aperto da una gigantesca (e improbabile)
colomba bianca con una a cerchiata disegnata sul petto.
Scontri a Salonicco tra gruppi di anarchici in coda al corteo e polizia
che li ha attaccati a freddo. Anche ad Atene, la polizia ha attaccato
con candelotti lacrimogeni lo spezzone anarchico dopo che era stata bruciata
una bandiera statunitense davanti all'Ambasciata. A Patros un folto spezzone
anarchico ha bersagliato con uova e iogurt il consolato Usa, il tribunale
ed altri edifici pubblici.
A Varsavia la manifestazione di circa 3 mila persone, ha visto la presenza
di circa 500 anarchici.
Spezzoni anarchici e bandiere rosso-nere e nere si sono visti un po'
dappertutto: da Dublino ad Istanbul, da Stoccolma a Lione, da Lisbona
a Mosca.
Pepsy
[Notizie ricavate da materiali pubblicati su Internet]
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