Da "Umanità Nova"
n. 7 del 23 febbraio 2003
Il sonno della ragione
Riforma della Ricerca Scientifica e Finanziaria 2003
"Dalla Seconda guerra mondiale questo e il peggior periodo storico per
la ricerca italiana" Ha dichiarato lo storico Luigi Capogrossi Colognesi
membro del direttivo del CNR (1).
La gravità degli eventi è testimoniata anche dalle dimissioni
di tutti i 75 rettori delle Università italiane la prima volta
nella quasi millenaria storia della nostra università.
Il bilancio della ricerca in Italia nel triennio passato si aggirava
intorno al 1.02% del prodotto interno lordo, il più basso in assoluto
tra le nazioni più industrializzate, la media europea è
del 2.2%. Con i nuovi tagli il bilancio sarà al disotto dell'1%
portando l'Italia ai livelli di investimento per la ricerca dei paesi
in via di sviluppo.
Il governo Berlusconi ha apportato in Novembre un taglio del 1.6 % al
già esiguo finanziamento alla ricerca e ridotto del 3% il bilancio
per le spese strutturali delle Universita. Inoltre ha bloccato tutte le
assunzioni di personale a fronte di un incremento delle immatricolazioni
universitarie (40.000 iscrizioni in piu nel 2002) (2).
Con il tetto di 100 miliardi delle vecchie lire per le Università
si crea una situazione difficile persino per il pagamento dei salari del
personale.Con questa finanziaria resta assolutamente esclusa qualsiasi
possibilità di supporto alla ricerca, mantenimento e aggiornamento
della didattica (3) e svecchiamento del personale
addetto alla ricerca e didattica.
Alcuni effetti in particolare:
1) il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) per gli atenei, si riduce
formalmente di 159 milioni di euro. Nei fatti il fondo è decurtato
da incrementi automatici della spesa, previsti da leggi, come le retribuzioni
dei docenti, e dal rinnovo del contratto per gli altri lavoratori, nonché
dall'incremento delle spese correnti. La Conferenza dei rettori (Crui)
ha stimato l'incremento complessivo di tali costi in 597 milioni di euro,
necessari per mantenere lo "statu quo" delle attività nelle università;
2) il Fondo di finanziamento ordinario degli enti di ricerca, che finanzia
i maggiori enti come il CNR, si riduce di oltre 50 milioni di euro, traducendosi
nel bilancio dei singoli enti in tagli che oscillano dallo 0,79 al 15,59
per cento, la cui punta massima è riferita alla ricerca sanitaria;
3) sono bloccate le assunzioni, per la prima volta anche dei docenti universitari,
per enti di ricerca e atenei; 4) i fondi per il diritto allo studio e
le risorse destinate agli alloggi per studenti sono formalmente pari a
quelli stanziati nella finanziaria 2002 ma nei fatti sono decurtati (mancato
recupero dell'inflazione e taglio dei finanziamenti a Regioni e autonomie
locali); 5) in luogo del previsto incremento del 12 per cento saranno
ridotte le risorse destinate al Piano nazionale per lo spazio - presentato
dall'Agenzia spaziale italiana e approvato dal governo nel luglio 2002
- a seguito dei tagli al fondo del ministero competente e ai bilanci degli
altri ministeri interessati (4).
I tagli non hanno effetti dannosi sulle future ricerche, progetti, diritto
allo studio, trattamento economico dei lavoratori della ricerca, disoccupazione
ed emigrazione intellettuale; ma impediscono lo svolgimento dei progetti
internazionali intrapresi negli anni passati. Per esempio il CNR ha annunciato
la sua uscita dalla European Science Fundation, ed il blocco di altre
collaborazioni internazionali. Da questo mese il Sincrotone di Trieste
verrà chiuso a causa dei tagli del 30% del suo bilancio, questa
struttura ospitava ogni anno 800 ricercatori provenienti da tutta Europa.
In più per poter solo proseguire nelle ricerche intraprese precedentemente
l'Instituto Nazionale per la Fisica della Materia necessiterebbe di 22
miliardi di vecchie lire che oggi non sono più in bilancio. L'Istituto
Nazionale per la Fisica Nucleare anche se accorpato potrebbe sopravvivere
ma rinunciando a partecipare a progetti internazionali. Complessivamente
la manovra finanziaria assesta il colpo di grazia alla ricerca italiana
già penalizzata dai precedenti governi (3).
Dal punto di vista culturale questo avvia un processo di arretramento
ed involuzione culturale del paese e mette le basi per una totale dipendenza
e subalternità tecnologica e scientifica verso quelle potenze come
USA e UK nelle quali i bilanci per la ricerca scientifica sono in continua
espansione (il budget USA per la ricerca avrà un aumento dell'8%
nell'anno fiscale 2003) (5).
Oltre ai tagli economici adozione della filosofia del "libero mercato"
per la produzione scientifica.
Il CNR verrà smembrato e ricomposto in pochi dipartimenti diretti
da manager nominati dal governo, quindi per nomina politica. Un fondo
speciale di 100 milioni di Euro sarà affidato alla gestione diretta
del nostro primo ministro che potrà deciderne l'utilizzo per sostenere
quei progetti scientifici che riterrà di maggior valore. Inoltre
i centri di ricerca italiani dovranno competere tra loro per ottenere
gli esigui finanziamenti (6).
È da notare che in questo modo l'intera ricerca scientifica viene
gestita autoritariamente dal potere politico-statale e che si introduce
in Italia una riforma della ricerca nazionale già sperimentata
in maniera fallimentare in Inghilterra dalla Thatcher negli anni '80.
Oggi sia USA che UK stanno praticando delle scelte diametralmente opposte
a quelle che si vogliono introdurre in Italia, in entrambi i paesi la
gestione dei centri di ricerca è autonoma dal potere politico,
gli stanziamenti sono aumentati progressivamente anno per anno (con oscillazioni
medie che vanno dal +13 USA al +7% per la Gran Bretagna). Questi due paesi
coprono rispettivamente il 34.3% ed il 9.1%, delle pubblicazioni scientifiche
mondiali. (5) Inoltre la riforma Moratti nel suo tentativo
di ottimizzare e rendere competitiva la ricerca italiana indirizza le
risorse principalmente per la ricerca finalizzata cioè quella che
viene considerata sfruttabile in termini economici nel breve termine.
Anche questa è un idea completamente sbagliata lontana dalla realtà.
Come tutti quelli che operano nel campo scientifico sanno, le applicazioni
più innovative ed i brevetti più importanti sono nati da
ricerche di base cioè svolte per soddisfare l'umana curiosità
e da scoperte casuali (serendipita). L'esempio migliore ci viene dalla
scoperta di Fleming nel 1925 della pennicillina, un altro esempio è
quello dei Bell Laboratories, fondati dalla AT&T, ora Lucent Technology,
leader mondiale delle telecomunicazioni. L'obiettivo dei Bell Labs è
naturalmente quello di sviluppare nuove tecnologie per la Lucent. Ma il
metodo seguito per ottenere questo risultato ha prodotto negli ultimi
75 anni scoperte di carattere fondamentale premiate con 11 Nobel. Il segreto
di questo successo è la libertà e l'indipendenza dei ricercatori.
(5)
Lo stato italiano sta utilizzando per ristrutturare la ricerca italiana
vecchi arnesi che i grandi trust privati non utilizzano e che hanno storicamente
portato a grandi fallimenti politici-sociali.
Ovviamente l'entrata in guerra dell'Italia aggraverà ulteriormente
la situazione, durante la guerra del Kossovo e la I Guerra contro l'Iraq
i finanziamenti all'Università ed alla ricerca subirono tagli extra
per sostenere lo sforzo bellico della nazione.
Ancora una volta il governo dimostra la sua incompetenza, miopia e cattiva
fede.
Questa ristrutturazione/riforma della ricerca in Italia sembra corrispondere
bene alle tendenze di accentramento del potere globale nelle mani di minoranze
sempre più ristrette. Anche in questo caso il diritto alla conoscenza
alla scienza viene negato ai paesi periferici e si trasferisce sempre
più nei centri di potere economico e militare del pianeta. Questo
è un altro aspetto da tener presente nella nostra lotta contro
la globalizzazione capitalista.
Kammellerna fraktion OACN-Ateneo Libertario Cosenza
Fonti bibliografiche:
1) A. Hellemanms. Italian Researchers facing lean times. Science. 298.
2002.
2) A.Abbott. Mass resignation forces Italian rethink on University funds.
Nature.420,,2002.722
3)M. Ballmaier. Italian government reneges on research promises. Nature
Medicine. 6. 2000. 9
4) Rassegna sindacale, n. 37, 15 ottobre 2002
5) Nature Biotechnology. News and views March 2002 Volume 20 Number
3 p 209
6) R Battiston . Modelli di sistemi per la ricerca a confronto. Universita'
di Perugia.
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