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Da "Umanità Nova" n. 16 del 4 maggio 2003

Indovina chi gioca stasera...
Carte truccate e poker d'assi nel mazzo di Bush



Che gli americani coltivino di sé la fama dei bambinoni è cosa risaputa. Un luogo comune, addirittura. Del quale, però, anche se contiene qualcosa di vero, da più parti si comincia a dubitare. Troppo spesso, infatti, quelle che sembrano essere le bambocciate di un popolo "giovane e ingenuo" si rivelano essere cose maledettamente serie... e per nulla divertenti. A meno che non si trovino divertenti le guerre infinite, le politiche imperialiste, il disprezzo dei diritti civili, gli interventi umanitari, le ingerenze internazionali, le prepotenze diplomatiche e compagnia cantante.

Consapevoli che la loro potenza non poggia solo sullo strapotere economico e militare ma anche sulla capacità di rappresentare la realtà come se fosse un fumetto (e la american way of life, infatti, non è imposta ma è accettata), le teste pensanti dell'Amministrazione hanno capito che bisognava riparare i guasti delle troppe perle allegramente inanellate in questi giorni. Ed ecco allora che, tra lo sganciamento di una bomba a grappolo e l'ennesimo errore al posto di blocco ("sorry, siamo veramente dispiaciuti per quei bambini uccisi!"), finalmente ci viene offerto uno scampolo di buonumore, un capolavoro di comunicazione demenziale, un puro esempio del pragmatismo e del senso dello spettacolo yankee: un mazzo di carte. Confessiamolo, ci aspettavamo qualcosa del genere! E ce lo hanno dato!

A prima vista questo mazzo di carte, dal quale ammiccano le trucide ghigne di 52 baffuti gerarchi iracheni, non ha nulla di allettante. Volete mettere il vecchio e rassicurante mazzo con le donnine nude? Eppure, poiché arriva dagli States, anche questa americanata va presa con rispettoso favore. Quello stesso che abbiamo letto nei servili, ancorché imbarazzati, sorrisi dei giornalisti durante la presentazione in Qatar e che ritroviamo, concorde e unanime, nei servizi dei giornalisti "iracheni". Non passa giorno, ormai, che non ci venga data la trionfale informazione che il fante di cuori è stato arrestato, che il due di quadri ha patteggiato la resa, che il corpo del sette di fiori è stato recuperato sotto le macerie.

È la solita storia del dito che indica la luna. Tutti a guardare il dito ma nessuno la luna. Tutti attenti alle carte calate sul tavolo e nessuno che si chieda chi siano i giocatori di questo poker. Del resto non sarebbe politically correct immaginare che nello studio ovale George daboliù e Rumsfeld se la stiano passando con il vecchio Bin e quel burlone di Saddam. Ancora una volta. E ancora una volta, facendosi delle grasse risate come ai bei vecchi tempi.

MoM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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