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Da "Umanità Nova"
n. 18 del 18 maggio 2003
Inform@zione
Napoli: occupata un'aula dell'Orientale
Il 7 maggio studenti del Centro Studi Anarchici e del Collettivo dell'Orientale
hanno occupato l'aula S1 del seminterrato di Palazzo Giusso, per rispondere
alle politiche repressive esercitate dal Rettorato che, dopo 23 giorni
di occupazione dell'università contro la guerra, ha deciso di eliminare
totalmente l'agibilità politica e gli spazi autogestiti da più
di vent'anni, blindando le porte delle due aule occupate: R5 e C.I.P.C.
da un comunicato del Centro Studi Anarchici
25 aprile a L'Aquila: la targa della discordia
In occasione delle cerimonie ufficiali per il 25 aprile alcuni anarchici
aquilani hanno deciso di collocare una targa dedicata a Rachel Corrie,
Thomas Hurndall, Carlo Giuliani e Davide Cesare. L'iniziativa, svolta
nelle prime ore del 25 aprile, ha suscitato le polemiche degli esponenti
cittadini da AN e Forza Italia ma anche la riprovazione della cosiddetta
"sinistra", eccezion fatta per alcuni esponenti di Rifondazione. La targa
era stata collocata nei pressi di quella dedicata ai 9 martiri della resistenza
aquilana per indicare una linea ideale di continuità tra la Resistenza
di ieri e quella di oggi, tra i fascisti di ieri e quelli odierni. La
polemica contro l'iniziativa anarchica è durata sui giornali cittadini
sino al 7 marzo.
Come scrivono i compagni aquilani in un loro comunicato "Gli assassini
dei '9 martiri aquilani' sono gli stessi che, la notte tra il 16 e il
17 marzo 2003, uccidevano a Milano Davide; gli stessi che a Genova, questa
volta in divisa da servi dello stato, uccidevano Carlo Giuliani; gli stessi
che, sotto la bandiera sionista, pilotavano il mezzo militare sul corpo
di Rachel Corrie; gli stessi che, in giacca e cravatta, siedono sulle
poltrone del democratico potere: sono cambiati i metodi d'azione ma la
puzza di merda di un fascista del ventennio, di un attuale liberale di
destra di AN o Forza Italia, di un militante di Forza Nuova o di uno sbirro
è la stessa."
Liberamente tratto da un comunicato di Edoardo del Centro Studi Libertari
AQ
contatti: centrostudi_aq@hotmail.com oppure zombie3000@hotmail.com
Torino: una torta per il sindaco
Sabato 10 maggio era stata fissata la data per la cerimonia di inaugurazione
del "nuovo" Balôn. L'antico mercato delle pulci torinese dopo anni
di attacchi da parte delle amministrazioni comunali di turno è
sul punto di subire la definitiva normalizzazione. Il Comune, guidato
dal diessino Sergio Chiamparino, con il pretesto di ripavimentare la zona
dove straccivendoli ed artigiani esponevano le loro merci ha di fatto
sgomberato la zona dai pezzenti, dagli zingari, dai vecchi senza reddito,
dai tanti che nel piccolo commercio del Balôn trovavano un mezzo
per racimolare qualche soldo. Finita la ristrutturazione le promesse fatte
in precedenza sono state tutte disattese e l'area, rivestita a nuovo con
finto pavé e arredo urbano da ottocento parigino è stata
consegnata a commercianti con le licenze, gente per bene che rispetta
le regole e attira i turisti. Una merda. Così è stato definito
il nuovo Balôn su un grosso e pesante cartello di legno che sabato
mattina ha aperto la manifestazione di protesta organizzata da alcuni
vecchi irriducibili balunari, tra cui un noto compagno anarchico, Tobia.
Alla manifestazione, allestita come funerale del Balôn con tanto
di bara, candele, drappi e corteo funebre hanno partecipato alcune decine
di anarchici tra squatter e compagni della FAI. All'arrivo del sindaco
la protesta, animata da slogan e fischietti, ha raggiunto il clou rappresentato
dal lancio di una torta alla panna farcita da pasta di acciughe in faccia
al sindaco.
Il Balôn era uno dei pochi posti non normalizzati, non asserviti
alle regole del profitto, del decoro e del bon ton subalpino. E allora
via! Via alla rincorsa dei voti dei benpensanti, via all'allestimento
di un'asettica vetrina per antiquari, via alle ambizioni sfrenate del
Sermig di Ernesto Olivero.
L'allegra confusione del Balôn, la sua irriducibile avversione per
i regolamenti, i recinti, le barriere doveva essere cancellata. Non c'è
posto per gli stracciaiuoli, per i venditori di cose invendibili, per
quelli senza licenza, per i cibi senza etichetta, per gli immigrati e
per gli zingari, per chi non ha niente da vendere e niente da comprare,
per tutti quelli che sanno che il sapore della vita non si gusta nei supermercati.
Spazio libero ed autoregolato, il Balôn dava fastidio perché
è l'ultima piazza rimasta in città, l'ultimo luogo di socialità
non mercificata, dove si va per il piacere di incontrarsi, scambiare idee,
scovare un libro introvabile, assaggiare una spezia orientale, rifarsi
il guardaroba con poche migliaia di lire.
Torino si sta preparando per le olimpiadi, per il business miliardario,
allestisce una vetrina linda e pulita per i suoi visitatori.
In questa città oppressa dalle periodiche lussuose ostensioni di
un vecchio lenzuolo non c'è posto per gli stracci, per le scarpe
scompagnate, per un mercato dove la merce più importante, il gusto
per la libertà, è totalmente gratuita.
Ma non è ancora finita. Il fallimento dell'inaugurazione di sabato,
annegata nel ridicolo e negli sberleffi non è che un'altra tappa
per far rivivere il Balôn. La lotta va avanti.
Mortisia
Mestre riunione dei Senzapatria
Domenica 4 maggio, si è tenuta a Mestre la prevista assemblea regionale
del Coordinamento dei Senzapatria, a cui hanno partecipato compagni e
compagne delle province di Venezia, Padova e Treviso.
Durante la discussione si è constatato un relativo abbassamento
della mobilitazione contro la guerra, anche se la situazione in Iraq appare
tutt'altro che pacificata e nonostante il fatto, grave, che il governo
italiano abbia deciso un ulteriore intervento militare in Iraq che si
aggiunge a quello già dispiegato in Afganistan.
Per cui, paradossalmente, proprio quando truppe italiane entrano in guerra
come rincalzi e supplenti dell'esercito d'occupazione Usa, il movimento
pacifista mostra tutta la sua debolezza e la sinistra istituzionale annega
nelle sue contraddizioni.
Da qui la necessità di fare il possibile affinché l'opposizione
antimilitarista non smobiliti e quella sociale si allarghi.
In questo senso abbiamo quindi deciso di proporre e organizzare una giornata
d'incontro, comunicazione e festa, che abbia come punti principali, oltre
all'antimilitarismo, l'annunciata apertura di un famigerato CPT in Veneto
e le iniziative contro il summit di Riva del Garda (Tn) in settembre.
Infatti, nei primi giorni del prossimo settembre, a Riva del Garda si
terrà un summit dei ministri degli esteri dell'Unione Europea in
Riva al lago; tra tappeti rossi, banchetti e regali per ministri e portaborse,
i quindici si metteranno d'accordo su quali servizi mettere in vendita
e quali settori liberalizzare (come quello vitale dell'acqua) al WTO di
Cancun, in Messico, che inizierà solo una settimana dopo e che
sarà l'oggetto delle proteste del movimento no-global a livello
internazionale. (il programma della festa è nel comunicato a pag.
5).
Coord. dei Senzapatria
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