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Da "Umanità Nova" n. 19 del 25 maggio 2003

E in Italia mano libera al governo sull'ambiente



Il 14 maggio il Senato ha dato carta bianca al governo in tema di rifiuti, risorse idriche, difesa del suolo, aree protette, valutazione di impatto ambientale e tutela dell'aria. In pratica è stata approvata una legge delega che permetterà al governo di legiferare nei prossimi 3 anni e mezzo senza dover ritornare di fronte alle camere. Sarà stata l'aria pre-elettorale, sarà stata una botta di ruvido decisionismo ma il governo ha rotto gli indugi e per sbloccare questa delega (di cui il parlamento sta discutendo dall'ottobre 2001) ha posto la fiducia. A parte qualche problema con la Lega - problema che per essere superato avrà bisogno di un po' di limature alla Camera - l'obiettivo pare raggiunto: il governo di centro destra potrà riscrivere la legislazione ambientale demolendo quel poco di buono che qua e la si era salvato dalla politica del compromesso condotta per cinque anni dai governi di centro sinistra che avevano cercato di dare un colpo al cerchio (interessi ecologici) e uno alla botte (interessi economici forti). Il decreto infatti è talmente generico da consentire ogni tipo di porcherie che a scanso di equivoci verranno certificate da una commissione di esperti composta da 24 membri scelti tra "professori universitari, dirigenti di istituti pubblici e esperti di alta qualificazione". Per far funzionare la commissione che avrà il compito di stilare i decreti sono stati stanziati 1 milione e 300 mila euro fra il 2003 e il 2004: una bella torta da spartire fra questi "esperti". Per inciso il decreto provvede anche a creare l'Istituto di alti studi ambientali - un altro carrozzone che sembra destinato ad esautorare almeno in parte l'Anpa, l'Agenzia nazionale per la protezione ambientale - e a finanziare lautamente - 7 milioni e mezzo di euro - lo sconosciuto Icram, presieduto da Folco Quilici.

Ma a parte la mano libera garantita al governo e alcuni provvedimenti biecamente clientelari, la legge delega contiene già alcune disposizioni, considerate talmente urgenti da dover essere fatte passare alla bersagliera, che delineano quale sarà il trattamento che il centro destra riserverà alla tutela ambientale. Innanzitutto si stabilisce che i rottami ferrosi vengano considerati materie prime e non rifiuti (quindi vengono svincolati dai relativi controlli e restrizioni). Poi che i rottami ferrosi provenienti dall'estero possano essere conferiti da ditte che siano iscritte in una apposita sezione dell'Albo delle imprese che gestiscono i rifiuti sulla base di una certificazione rilasciata dallo Stato estero. Con questa geniale trovata il governo è riuscito a superare le difficoltà nate dai blocchi che la magistratura aveva effettuato su molte partite di rottami ferrosi provenienti dai paesi dell'Est europeo, partite che avevano evidenziato gradi di radioattività superiori a quelli consentiti per i rifiuti. Il secondo colpo di mano è quello relativo alla sottrazione del CDR, il combustibile derivato da rifiuti, dal gruppo dei rifiuti, anche questo provvedimento tende a "liberare" queste schifezze altamente inquinanti dalle restrizioni imposte ai rifiuti. Infine non manca il rituale condono relativo agli abusi edilizi in zone a vincolo paesaggistico. Insomma: se piove di quel che tuona... c'è da prepararsi ad una lunga stagione di lotta in difesa dell'ambiente e della salute.

M. Z.

 

 

 


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