Da "Umanità Nova"
n. 27 del 7 settembre 2003 Summit UE di Riva del Garda
Controvertice new-global: prove tecniche di
cogestione del conflitto
Nel primo fine settimana di settembre a Riva del Garda, nella suggestiva
cornice del lago, si tiene l'annunciato summit dei ministri degli esteri
dell'Unione Europea, nell'ambito del semestre italiano della presidenza;
all'ordine del giorno del vertice, che precede di poco il round del WTO in
programma a Cancun, vi sono le trattative tra governi sulla liberalizzazione
dei servizi (GATS) che prevedono la privatizzazione e la mercificazione nei
settori vitali dell'acqua, dell'energia, dell'agricoltura e di tutti i servizi
sociali.
Facile prevedere che ogni eventuale decisione non sarà altro - bene che
vada - la ratifica di accordi già presi altrove, dato che è ormai
evidente l'aspetto spettacolare e rituale di tali appuntamenti; ma tale
scadenza appare interessante e allo stesso tempo preoccupante per come,
nell'ambito del cosiddetto movimento no global, il ceto politico dirigente di
questo ha realizzato un vero esperimento di controllo sociale attraverso la
co-gestione istituzionale di un Forum apparentemente alternativo che tutto
può dirsi fuorché un controvertice.
Vediamo comunque i diversi protagonisti con le rispettive
responsabilità.
I promotori del Forum alternativo si sono ritrovati nel Tavolo Riva 2003, del
quale fanno parte non solo associazioni della cosiddetta società civile,
social forum residuali e Disobbedienti, ma anche veri e propri partiti politici
(Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e settori Ds, quali la Sinistra
Giovanile e Socialismo 2000) e la Cgil.
Il Tavolo Riva 2003 ha quindi subito cercato e trovato una sponda politica
istituzionale nell'amministrazione comunale di centro-sinistra di Trento che,
da parte sua, ha stanziato un primo finanziamento di 300.000 Euro (!!!) solo
per l'accoglienza dei partecipanti al forum e alla manifestazione conclusiva,
oltre a mettere a disposizione mezzi di trasporto pubblici e le strutture
fieristiche del Palafiere alla Baltera.
Grazie ai soldi del Comune i Disobbedienti trentini (EZTN) pagano già
metà affitto della nuova sede di via Roma.
L'accordo è stato raggiunto a fine luglio: la giunta Pacher s'impegna a
versare 3.500 euro all'associazione "Los Quinchos". Il 50 % è stato
già elargito, il resto verrà saldato a fine anno, dopo la
presentazione di un rendiconto sull'attività svolta. Riferiscono i
giornali che il sindaco Pacher a chi (in privato) gli chiedeva spiegazioni,
replicava: "Per noi sono un'associazione come un'altra. E poi non vogliamo
disordini in campagna elettorale".
Sul piano dell'ordine pubblico è stato invece avviato un dialogo col
neo-questore di Trento che è lo stesso Colucci già questore a
Genova ai tempi del G8, e nell'ambito di tale dialogo questi è stato
pure invitato ad un pubblico confronto dal comitato trentino "per la
verità e la giustizia".
Contemporaneamente, a Rovereto polizia e comune (di centrosinistra) decidevano
di sgomberare per la seconda volta l'ex-Bocciodromo occupato e venivano
preventivamente criminalizzati gli anarchici che l'avevano occupato, anche se
questi con un loro documento annunciavano e motivavano la propria scelta di
disertare le manifestazioni di Riva del Garda.
La stampa locale, oltre a contribuire in modo significativo ad amplificare le
prese di posizione anti-anarchiche dei vari partiti (da Rifondazione Comunista
ad AN), sosteneva spudoratamente che in vista delle iniziative di Riva del
Garda i possibili nemici dei No-global erano "l'estrema destra e l'estrema
sinistra" intenzionate a turbare il loro normale svolgimento delle
manifestazioni, riprendendo l'arcaica tesi degli opposti estremismi.
Per evitare tale "pericolo", sull'esempio di Firenze nel novembre dello scorso
anno, la Cgil assicurerà il servizio d'ordine per il corteo finale del 6
settembre.
Lo spettacolo poteva quindi dirsi allestito in ogni dettaglio, onde mettere
fuori gioco ogni eventuale opposizione radicale; emblematico il titolo di un
dibattito in programma la sera del primo giorno del Forum: Il cantiere del
"nuovo municipio". Incontro tra cittadini e amministrazioni locali.
Altrettanto significativa una delle parole d'ordine del corteo finale: "per una
reale partecipazione democratica dal basso, per una politica di giustizia
sociale dei governi verso i cittadini e le cittadine".
Evidentemente, c'è ancora chi ci crede o almeno fa finta di crederci.
Sandra K.
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