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Da "Umanità Nova" n. 42 del 21 dicembre 2003

Napoli: tre giorni di convegno su Malatesta
Verso l'anarchia oggi, domani, sempre


Il Palazzo dello Spagnuolo, nel cuore del popolare quartiere della Sanità, spicca per l'eleganza del recente restauro. A chi vi giunge, attraverso il brulicare delle bancarelle di via Vergini, appare come luogo quieto ed ameno, atto a piacevoli conversazioni tra le alte volte nobiliari delle sue stanze. Qui, per tre giorni, si è dipanato il convegno dedicato ad Errico Malatesta a 150 anni dalla nascita. Sebbene talora i rumori, gli odori e le suggestioni della strada facessero irruzione nella sala dedicata ai dibattiti, l'atmosfera è stata quella gradevole che caratterizza i conversari attuati senza direzione precisa che scaturiscono dal semplice piacere che li genera e che rappresentano per chi vi partecipa una ricchezza consistente - come scrivevano gli organizzatori nel testo di presentazione - nell'"attivare una palestra dialogica in cui sperimentare le attuali possibilitˆ del pensiero malatestiano".

L'incontro è altresì vissuto ben oltre le relazioni ed il dibattito, peraltro stimolanti ed interessanti nonostante qualche imprevisto cambiamento di programma. Intensi momenti spettacolari hanno rappresentato uno dei motivi forti della tre giorni: ricordiamo, tra gli altri, la coinvolgente perfomance di Anna Redi "A Errico", le canzoni di Daniele Sepe, la tammorriata, i canti anarchici di Alessio Lega, per concludere con la canzone anarchica giapponese con cui Misato Toda ha terminato il proprio intervento.

Il convegno, che ha registrato una prevalente presenza di pubblico dalla città partenopea, ha coinvolto nel corso dei tre giorni circa duecento persone, di cui almeno una settantina erano sempre presenti in sala. È un segnale inequivocabile dell'interesse per la vita ed il pensiero di Errico Malatesta, l'anarchico italiano che più di ogni altro ha contribuito ad innescare diversi percorsi intellettuali ma, soprattutto ad ispirare le pratiche politiche e sociali che caratterizzano ancor oggi l'anarchismo sociale ed organizzatore.

"L'attualità" di un anarchico si verifica negli stimoli che questo propone alla nostra riflessione: questo è certamente vero anche per il nostro Malatesta ma sarebbe altresì riduttivo restringere la sua avventura umana ad un mero itinerario intellettuale, poiché quella malatestiana è sempre stata "vita activa" costantemente caratterizzata dalla tensione all'agire. La prassi rivoluzionaria è la palestra in cui si forgiano le idee di Errico Malatesta, il cui costante richiamo alla necessità della coerenza tra mezzi e fini si traduce in un continuo sforzo di calare il metodo nella realtà.

Le diverse relazioni, pur nella grande varietà delle suggestioni e degli angoli interpretativi, si sono tutte misurate con la concreta presenza di un compagno che, sempre, si è confrontato con la vita politica e sociale del suo tempo, finendo col rappresentare un punto di riferimento importante per la componente maggioritaria del movimento anarchico.
Sebbene la scienza dell'interpretazione sia, costitutivamente, il luogo in cui l'interprete tende a tracciare più un autoritratto che un ritratto, in numerose relazioni gli stimoli ad una riflessione sul percorso malatestiano hanno saputo innescare un dibattito interessante e foriero di sviluppi.

Più di un relatore ha messo in luce tanta parte dello sforzo compiuto dal Nostro per fare dell'anarchismo un'utopia concreta e non un mero orizzonte normativo.

D'altro canto la vitalità dell'approccio malatestiano la misuriamo quotidianamente nella capacità di innervare con stimoli e suggestioni l'agire concreto degli anarchici di oggi, che nel rifiuto di ogni determinismo, nella consapevolezza del ruolo della volontà, nella spinta etica a costruire una società libera per tutti e per ciascuno sanno, come scrive Di Lembo nella sua relazione, che "l'anarchia non può avvenire che a poco a poco, crescendo gradualmente d'intensità ed in estensione. Non si tratta dunque di fare l'anarchia oggi o domani o tra dieci secoli; ma di camminare verso l'anarchia oggi, domani, sempre."

Sulla collina di fronte al golfo di Napoli, nell'aria frizzante di dicembre, a degna conclusione dell'iniziativa partenopea si è svolta una vivace festa con musica, cibo e vino.

Mort.








 

 



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