Umanità Nova, numero 8 del 7 marzo 2004, Anno 84
È trascorso un anno, da quando la notte del 16 marzo a Milano veniva ucciso per mano fascista Davide Cesare, militante del centro sociale O.R.So. ed attivista nelle lotte per la casa.
Poche ore dall'aggressione, in cui rimasero feriti i due compagni
che erano in strada con Davide, altri squadristi - stavolta in divisa -
si rendevano protagonisti di inaudite violenze ai danni dei compagni e
degli amici di Dax accorsi invano all'ospedale S. Paolo. Alcune e
alcuni di loro, dopo aver subito i pestaggi, venivano anche denunciati.
Una notte da cui non siamo ancora usciti, perché neanche la
morte di Davide è servita ad espellere definitivamente dal
presente sociale ed anzi in questi ultimi mesi si è dovuto
registrare il rientro in pieno servizio dell'estrema destra, con un
crescendo di aggressioni, attentati, provocazioni di ogni genere.
Ma se gli assassini di Davide hanno avuto subito un'identità di infime controfigure di un sistema di dominio, sfruttamento e sopraffazione che semina morte a livello mondiale, le responsabilità politiche e sociali di quanto avvenuto rimangono democraticamente coperte e intoccabili.
Gli assassini di quella notte non venivano infatti da un altro pianeta, ma erano l'eco insensata di una cultura dominante che considera "naturale" il fatto che ci sia qualcuno che comanda, che la società sia divisa in classi, che i ricchi siano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, che la guerra sia la continuazione dell'economia con altri mezzi.
Le stesse destre di governo con il loro continuo seminare paure
razziste, disprezzo e discriminazione, sicuramente hanno fatto del loro
meglio per rendere meno vivibile la società italiana che
vorrebbero blindare dentro un orizzonte di telecamere e televisioni, in
cui ogni pratica di libertà, uguaglianza e solidarietà
tra sfruttati diviene un crimine da reprimere, ma ancor prima da
denigrare e deridere.
Gli assassini di Davide, imbevuti di fascismo ma certo non facenti
parte della Milano-bene, appaiono in questo senso come degli automi
telecomandati da un potere ben contento di vedere eliminata una persona
che non aveva rinunciato a porsi domande, ad opporsi e a scegliere da
che parte stare.
Per questo saremo in tanti alle iniziative che dal 12 al 16 marzo saranno organizzate a Milano (concerti, teatro, assemblea antifascista con attivisti europei, raccolta fondi per gli avvocati e per la figlia di Davide) e, in particolare, al corteo di sabato 13.
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