Umanità Nova, numero 27 del 12 settembre 2004, Anno 84
Era scontato che la "Convention" del Partito Repubblicano, tenutasi a
New York dal 30 agosto al 2 settembre, non avrebbe riservato sorprese e
la riproposizione della candidatura di Bush II alla Casa Bianca non ha
stupito certo qualcuno. Anche per questo gli obiettivi dei media erano
puntati su quello che sarebbe accaduto all'esterno delle sale
congressuali, in quanto eventi del genere sono stati sempre
accompagnati da manifestazioni di protesta alcune delle quali, come
quelle in occasione della "Convention" democratica del 1968 a Chicago,
sono poi finite sui libri di storia.
La vigilia della kermesse aveva visto i soliti annunci giornalistici
che paventavano la calata di falangi anarchiche che avrebbero messo a
ferro ed a fuoco la grande mela. In questo caso però la
realtà è stata decisamente diversa e le uniche orde
violente a spadroneggiare sono state quelle dei poliziotti.
Protagoniste indiscusse della settimana di mobilitazione sono state le biciclette, sia quelle della "critical mass", che quelle inforcate dalla polizia cittadina e questo fin dal 27 agosto, quando quasi 10 mila ruote hanno invaso le strade di Manhattan inseguite dagli agenti da subito sul piede di guerra. E già dal primo giorno si capisce che la repressione sarà pesante: vengono arrestati più di 250 ciclisti.
Il giorno dopo, mentre iniziano ad arrivare i primi delegati repubblicani, si tengono diverse manifestazioni in varie parti della città. Tra le tante, un corteo di 10 mila persone (March for Women's Lives) attraversa con studiata lentezza (3 ore) il ponte di Brooklyn, mentre alcune centinaia di lavoratori della IWW protestano davanti ad un locale della Starbucks (una nota catena di bar-caffè) contro le paghe basse e le cattive condizioni di lavoro. Intanto il Partito "verde" tiene un festival e 2749 campanelle vengono fatte suonare a "ground zero". Continuano anche gli arresti: tra gli altri, ancora ciclisti e due compagni dell'IWW.
Domenica 29 è il giorno della manifestazione principale, il
corteo parte venti minuti prima visto l'alto numero di partecipanti.
Gli anarchici sono raggruppati per la maggior parte nello spezzone
"Don't Just Vote, Take Action", uno dei più visibili grazie al
lungo serpente cinese che lo accompagna. Dopo circa cinque ore il
grosso del corteo (400 mila persone) si scioglie, ma continuano, fin
oltre la mezzanotte e in tutto il centro, blocchi e barricate che
però vengono immediatamente dispersi.
La polizia prosegue con arresti di massa e iniziano le prime proteste
davanti all'edificio nel quale vengono trasferiti i fermati.
30 agosto, quarto giorno di manifestazioni. Tra le altre iniziative, quella contro una struttura antiabortista nella mattina ed almeno due cortei (alcune migliaia di persone) nel pomeriggio: "Still We Rise" e "Poor People's", il secondo, non autorizzato, riesce lo stesso a partire. I cortei, dopo brevi percorsi, si disperdono in assembramenti più piccoli che si sparpagliano per le strade continuando la protesta. Secondo il gruppo di assistenza legale il numero di arresti ha raggiunto già quota 800 e si parla di 700 biciclette sequestrate.
Impossibile rendere conto di tutte le iniziative del 31 agosto, giornata dell'azione diretta non violenta. Si comincia alla Biblioteca Pubblica dove due attivisti cercano di appendere uno striscione e vengono arrestati. Le azioni principali si concentrano in tre punti della città, ma la protesta dilaga e la polizia inizia ad usare la mano pesante: manganellate, spray al pepe e via reprimendo con centinaia di arresti. In alcuni punti della città vengono segnalati piccoli incendi.
Il 1 settembre è la volta della manifestazione dei sindacati "ufficiali" contro la politica economica del Governo, ancora decine di migliaia di persone in piazza. Continuano anche le piccole e grandi azioni in diverse zone della città e soprattutto davanti al centro di detenzione visto che gli arresti hanno superato il migliaio.
Giovedì 2 settembre, giorno conclusivo della "Convention", l'acqua di alcune fontane di New York si tinge di rosso sangue. Un giudice intende multare la Polizia di 1000 dollari per ognuno dei 470 arrestati rilasciato oltre il termine legale di detenzione. Secondo alcuni magistrati sarebbero almeno una cinquantina gli arrestati dei quali si sono "perse le tracce", per i difensori il loro numero è 700. Il gruppo più colpito sono i ciclisti, con 400 arresti; il totale complessivo arriva a 1827. Le manifestazioni proseguono fino alla chiusura della "Convention" nella notte del 3 settembre.
Tenere in piedi una mobilitazione di una settimana non è cosa da poco, specialmente quando ci sono centinaia di arresti al giorno; altro dato positivo è che, nonostante tutto, le manifestazioni si sono svolte senza incidenti di particolare rilievo.
La tattica di polverizzare la protesta in una miriade di più o meno piccole iniziative si è però scontrata con una precisa attitudine delle forze della repressione. Queste hanno agito quasi sempre preventivamente arrestando persone anche prima che avvenisse una qualunque azione di disturbo, il che ha portato in galera una discreta quantità di passanti e di curiosi.
Paradossale, ma non per gli anarchici, lo scontro tra i giudici, che chiedevano il rilascio degli arrestati entro i termini legali e la polizia che ha continuato a tenerli chiusi anche per 48 ore nel "Pier 57", una struttura detentiva approntata per l'occasione.
Il comportamento delle forze del disordine e gli arresti di massa anche per comportamenti decisamente poco "sovversivi" hanno fatto chiaramente capire a chiunque che la politica dell'amministrazione statunitense prevede non solo la "lotta al terrorismo internazionale", ma pure un aumento del livello di repressione interna. Repressione destinata a colpire anche chi si limita ad una protesta pacifica, ma la determinazione a manifestare - anche senza autorizzazione - che ha attraversato le strade di New York la scorsa settimana dimostra che il movimento è ancora deciso a far sentire la sua voce.
Pepsy
NB Le notizie sulla mobilitazione sono state tratte, per la maggior
parte, dai siti www.nyc.indymedia.org - www.dontjustvote.com -
www.infoshop.org