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Umanità Nova, numero 31 del 10 ottobre 2004, Anno 84

Berlusca deporta nei kampi in Libia... Turco vorrebbe più CPT in Italia
Repressione: stile di Destra o di Sinistra?



Finalmente gli accordi Italia-Libia per la gestione dei flussi migratori cominciano a funzionare ed in un batter d'occhio centinaia di migranti son stati imbarcati su confortevoli aeromobili charter a Lampedusa e scaricati a Tripoli ove li attendono appositi campi dotati di (quasi) tutti i confort: qui troveranno la notoriamente accogliente polizia libica che li metterà a proprio agio, offrendo tutto il supporto per la formulazione di domande di visto di ingresso nel paese europeo più gradito al migrante o di domande per il riconoscimento dello status di rifugiato politico (in Libia?!…). Per semplificare le operazioni, la polizia italiana ha preferito non fare differenze ed ha caricato tutti, ma proprio tutti, sui charter appositamente affittati (alcune compagnie aeree ringraziano). Ci penseranno poi i colleghi libici a far la cernita tra i migranti, nei sicuramente più ampi spazi dei campi nel deserto, con calma e ordine. Del resto, come ha detto la ex ministra Livia Turco, mamma della legge sui cittadini extracomunitari che porta il suo nome (assieme a quello di Napolitano) e quindi nonna della legge Bossi-Fini, quel che sta accadendo a Lampedusa sotto i nostri occhi è solo colpa del governo Berlusconi, che in questi tre anni se ne è stato con le mani in mano e non ha costruito nemmeno un centro di permanenza (detenzione) temporanea per migranti nuovo sul suolo patrio. Già, perché la ministra non mette certo in discussione la filosofia della sua creatura, il CTP, dove uomini e donne la cui unica colpa è essere entrati illegalmente (ma come si fa... legalmente?!) in Italia sono detenuti in attesa di espulsione verso i loro ridenti paesi di origine. Le deportazioni di massa ed indiscriminate di questi giorni da Lampedusa avrebbero potuto essere evitate, secondo la nostra, costruendo tante altre carceri per migranti qui da noi. Geniale! Non c'è limite all'imbarbarimento della gestione dei flussi migratori da parte dell'Europa ed in particolare del nostro paese. Ora siamo arrivati alla deportazione di massa dei migranti nel deserto libico, con la collaborazione del governo di Tripoli, in quel deserto dove ai tempi del colonialismo italiano venivano imprigionati e uccisi i libici stessi ribelli all'occupazione del loro paese. Certo che la storia è piena di sorprese…

S. B.





















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