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Umanità Nova, numero 40 del 12 dicembre 2004, Anno 84

Export di Morte
Cina: Ciampi piazza il made in Italy tra militari e boia




"L'Italia guarda con favore all'abolizione dell'embargo sulle armi alla Cina": questa la dichiarazione del presidente Ciampi in visita a Pechino il 6 dicembre. Il presidente della repubblica italiana ha incontrato il presidente della Repubblica Cinese Hu Jintao affermando pure che "l' Italia ha sempre sostenuto il partenariato strategico tra Ue e Cina".
In questo modo il democratico Ciampi si è candidato ad assumere anche il ruolo di piazzista d'armi made in Italy; d'altra parte da tempo l'Italia che produce fa ottimi affari con la Cina "socialista".
Il caso più lugubre è rappresentato dal noto caso dei furgoni Fiat per le esecuzioni capitali, un caso che vale la pena ricordare.
Oltre un anno fa, l'associazione "Nessuno tocchi Caino" denunciò come furgoni prodotti dalla Iveco-Fiat fossero utilizzati in Cina per giustiziare le persone.

La notizia era emersa a partire da un lancio dell'agenzia AFP secondo il quale la Corte Suprema della Cina avrebbe esortato le corti del paese a dotarsi di furgoni dove giustiziare, subito dopo il verdetto, le persone condannate a morte. Il quotidiano Pechino Oggi (Beiing News) aveva inoltre reso noto che l'Alta Corte della provincia di Liaoning nel nord del paese aveva acquistato un totale di veicoli per 48.300 dollari e che un ufficiale del dipartimento di polizia avrebbe detto che "in base alla raccomandazione della Corte Suprema le corti di molte province hanno acquistato furgoni. Le grandi città hanno luoghi fissi per compiere le esecuzioni ma questo è difficile nei piccoli centri per cui vi sono i furgoni per giustiziare i condannati." Il funzionario ha anche riferito che i furgoni sono prodotti nella città di Nanjing, nell'est della Cina, dall'IVECO, un ramo della italiana FIAT e sono poi attrezzati per l'esecuzione.
Nel marzo 2003 il giornale Beijing Today aveva riferito che i furgoni sono attrezzati con tecnologie necessarie per l'iniezione letale, un metodo diverso dal tradizionale colpo di pistola alla nuca. Il giornale ha riferito anche che diciassette corti intermedie nella provincia dello Yunnan nel sudovest si sono attrezzate con questi furgoni .
Amnesty International, invece, va denunciando da tempo i massacri legali compiuti ogni anno dallo stato cinese.
Secondo le dichiarazioni ufficiali pubblicate sul Giornale della Gioventù cinese (governativo): "ogni anno in Cina vengono emesse circa 10.000 condanne capitali che vengono immediatamente eseguite. Questo numero è circa 5 volte quello di tutti gli altri paesi mantenitori"

Il giornale Beijing News ha riportato che il governo cinese sta considerando la possibilità di riservare alla sola Corte Suprema la possibilità di emettere condanne a morte. Lo avrebbe affermato il presidente della Corte Suprema stessa Xiao Yang.
Attualmente oltre 300 tribunali provinciali possono infliggere la pena capitale.
Le esecuzioni avvengono tramite un colpo di pistola alla nuca, ma recentemente lo stato è ricorso alle iniezioni letali somministrate in furgoni parcheggiati fuori dai tribunali.
Nel giugno scorso lo stato cinese ha "festeggiato" la Giornata Mondiale contro la Droga con esecuzioni di massa; soltanto nella settimana precedente alla Giornata Internazionale si è avuta notizia di 50 esecuzioni pubbliche per reati di droga in solo 8 delle 23 province cinesi. Il numero reale chiaramente è molto più alto, probabilmente diverse centinaia di persone sono state uccise in pubblico.

Ma, ovviamente, si tratta di dettagli; vero presidente?!

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