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Umanità Nova, numero 8 del 6 marzo 2005, Anno 85

Filosofi e Balordi



Lo scrittore tedesco August Wilhelm Schlegel ebbe a scrivere che "filosofi si può solo diventare, non essere; in quanto appena uno crede di esserlo, smette anche di diventarlo".

Questa bella osservazione mi è tornata in mente leggendo le dichiarazioni del filosofo (o ex-nuovo filosofo?) Massimo Cacciari in visita a Firenze per un convegno e riportate sui quotidiani locali del 13 febbraio.

Intervenuto a tale convegno per ricordare la figura dell'intellettuale Eugenio Garin, Cacciari è finito per rilasciare dichiarazioni a dir poco allucinate contro i "balordi" (questa la sua sottile definizione sociologica) che sono soliti ritrovarsi e stazionare sui gradini della chiesa di piazza S. Spirito, dichiarazioni del tipo: "È una vergogna che un manipolo di persone rovini una piazza come Santo Spirito. È incredibile, li caccino a calci sul sedere. E non capisco perché chi ha il dovere di vigilare non lo faccia. Qualcuno deve intervenire".

Frasi degne del sindaco-sceriffo di Treviso, il noto Gentilini.

Invece questo è Massimo Cacciari, l'ex-sindaco chic di Venezia tanto amato da certa sinistra, che in virtù del suo essere filosofo in passato si è amabilmente confrontato con "pensatori" sia del populismo leghista quali Gianfranco Miglio e Fabrizio Comencini, sia della cosiddetta nuova destra quali Marco Tarchi e Alain De Benoist.

Ma queste, si sa, sono persone civili: non puzzano di emarginazione, non dicono volgarità, non si ubriacano di birra, non chiedono soldi e non girano con grossi cani.

Ad ognuno la sua filosofia di vita.

Sandra K.







































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