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Umanità Nova, numero 15 del 1 maggio 2005, Anno 85

Verso il controllo totale
New York: se ti pettini sulla metro, vai in galera




"Una delle cose che più mi inquieta nella mia vecchiaia è il pensiero di vivere in un mondo in cui la tolleranza non è più una virtù" (Edgar Morin)

Tolleranza Zero è una delle parole-chiave che segnano la nostra epoca. Invocata come panacea universale di tutti i mali, è puntualmente usata per ogni genere di campagna liberticida. Adesso viene promessa agli ultras negli stadi, ieri l'altro è stata lanciata per le sigarette, tra poco saranno i consumatori di droghe proibite a finire sotto le sue forche caudine. Per quanto il primo ad usare l'espressione "tolleranza zero" sia stato Ronald ai tempi della sua crociata contro la marijuana nei primi anni '80, è stata la città di New York a partire dal decennio successivo il luogo dov'è stata sperimentata scientificamente la filosofia barbara della Tolleranza Zero. 

Zero Tollerance fu la promessa elettorale con cui Rudolph Giuliani conquistò la poltrona di sindaco di New York nel 1994. La promessa fu tragicamente mantenuta, anche se i suoi risultati sono ancora tutti da verificare. Molti dei cosiddetti successi della Tolleranza Zero a New York sono in realtà delle vere e proprie gabole statistiche. Nel 1999, l'amministrazione newyorkese dichiarò che grazie alle sue politiche i furti erano diminuiti di quasi un terzo, ma si scoprì poi che il dato della riduzione del 30% dei furti era stato ottenuto dal confronto tra i furti stimati nel 1992 e quelli denunciati nel 1998. Un paio d'anni fa tutta la stampa italiana andò in sollucchero quando l'attuale sindaco di New York Bloomberg dichiarò che per la prima volta dagli anni '70 nella metropoli statunitense c'erano stati meno di 500 omicidi. Questo dato fu accompagnato fu accompagnato nella nostra Italiettta da un coro unanime di politicanti che, dal neonazista Castelli allo stalinista Violante, faceva la gara a chi diceva più forte "anche da noi bisogna fare così". In effetti, però, 500 omicidi a New York (8 milioni circa di abitanti) equivarrebbero a circa 3500 omicidi in Italia (57 milioni circa di abitanti), dove invece avvengono circa 700 omicidi l'anno. Gli esperti, peraltro, attribuiscono il fenomeno del calo della criminalità ad una combinazione di migliori scelte politiche e declino complessivo nella popolazione di giovani maschi adulti a New York, la fascia d'età responsabile della maggior parte dei reati.

La Tolleranza Zero, comunque, continua. Se nella prima fase dell'amministrazione repubblicana della metropoli statunitense la Zero Tollerance fu rivolta in particolare a repressione di "reati senza vittime", come quelli legati a droghe, prostituzione e immigrazione, in breve si è arrivati al sanzionamento penale di qualunque comportamento considerato deviante. Una delle prime leggi del sindaco Giuliani fu un regolamento che permette di ballare solo nelle discoteche e in alcune palestre e di proibirlo in tutti gli spazi all'aperto, negli altri locali pubblici (caffè musicali e sale concerto comprese), nei negozi e persino nelle case private. All'epoca vennero anche denunciati presidi e insegnanti per aver organizzato nei loro istituti i tradizionali balli di fine anno scolastico. La lista dei reati perseguibili penalmente in questi anni non ha fatto che allungarsi. Attualmente si può finire in arresto (e trattenuti fino al pagamento di una multa o di una cauzione) per aver buttato rifiuti per terra, non aver pagato il biglietto sull'autobus, aver bevuto alcolici per strada o nei parchi pubblici, aver fatto disegni o scritte sui muri, essere stati seduti sul marciapiede, aver attraversato a piedi la strada fuori dalle strisce, essere andati in bicicletta in zone vietate al traffico ciclistico, aver urinato o defecato in spazi aperti, aver fumato negli edifici municipali, aver utilizzato strumenti musicali o apparecchiature stereo nelle piazze o nelle stazioni della metropolitana.

Dato che l'intolleranza e la galera non sono mai abbastanza, nella metropolitana e nei trasporti pubblici vige dalla fine di marzo quello che è stato definito "un galateo di ferro", con multe fino a 100 dollari e 10 giorni di carcere per chi venga sorpreso a pettinarsi, limarsi le unghie, scattare una foto, salire a bordo con una lattina di Coca cola aperta.

Intanto, a New York la vita è sempre più triste. Nella metropoli un tempo famosa per la sua vita notturna, migliaia di ristoranti, cinema, discoteche e club hanno chiuso negli ultimi anni e quelli rimasti aperti e perfino le corse notturne della metropolitana registrano da anni un costante calo delle presenze.

Nel frattempo, prosperano lo strapotere e la corruzione della polizia. Come ha scritto lo storico settimanale Village Voice, "tutti a New York usano le carte di credito, ma hanno anche un biglietto da 50 o da 100 dollari nel portafoglio. Servono a pagare lo sbirro che potrebbe farti parti passare una notte in prigione perché stai viaggiando sulla metro con un biglietto scaduto da dieci minuti".

robertino














































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