Umanità Nova, numero 16 dell'8 maggio 2005, Anno 85
Uccidere per molti non è un reato, uccidere una donna lo è ancora di meno.
In Afganistan, nell'Afganistan "libero", dopo le "libere" elezioni presidenziali e alla vigilia delle "libere" elezioni parlamentari, Amina, una donna di 29 anni è morta lapidata. Chi abbia deciso la pena non è ancora chiaro (un consiglio degli anziani, una corte coranica), ma per noi non fa nessuna differenza. E soprattutto non lo fa per Amina che è morta… colpita in faccia dalle pietre del marito, dei parenti e di tutto il villaggio. Uccisa perché aveva "tradito" il marito (che era stato lontano dal suo paese per 5 anni), uccisa perché non poteva decidere del suo corpo e della sua mente.
La lapidazione è una delle forme più brutali di condanna a morte: la condannata viene sepolta fino alle spalle. La morte è lenta, sopravviene dopo ore, il supplizio è infinito. Sul volto della donna sotterrata viene scaricato tutto l'odio di una comunità maschile che in questo modo continua la sua guerra, squallida e vigliacca, contro le donne. Non è un caso che in Afganistan le lapidazioni, sotto il regime dei talebani, erano eseguite negli stadi.
Ed ora nell'Afganistan "liberato" le donne possono formalmente votare, togliere il burqa ed addirittura guidare l'automobile, ma l'Unicef stima che l'80 delle bambine nella provincia di Kandahar non vanno a scuola, contro il 45% dei maschi e gli insegnanti che lavorano nelle poche scuole per ragazze dichiarano di ricevere minacce di morte continue.
Le tradizioni non cambiano perché cambiano i governi, se non
cambia il modo di riconoscere l'altro e le donne continuano a
"oltrepassare la soglia di casa nel giorno del matrimonio e a uscirne
solo in una bara".
E come Amina in Afganistan altre donne corrono oggi lo stesso rischio:
uccise a sassate perché hanno avuto un rapporto sessuale "non
consentito", e poco importa se erano consenzienti o violentate.
Oggi in Nigeria ed in Iran sono 5 le donne condannate alla lapidazione in attesa che la sentenza venga eseguita: e forse potrebbero essere anche di più, perché una donna in più o in meno non fa notizia.
Del resto anche in Italia Giovanna, a 16 anni, è stata uccisa a colpi di mattone (e di coltello) dal fidanzato perché era stato "tradito": da noi la sharia non esiste, ma la legge del maschio padrone è sempre quella.
R. P.