Umanità Nova, numero 26 del 17 luglio 2005, Anno 85
Come era già accaduto in questi ultimi anni, la riunione del G8 in Scozia è stata accompagnata da una fitta serie di iniziative di protesta organizzate dalle diverse componenti del movimento. Come sempre accade in occasioni del genere è impossibile rendere conto di tutto quanto è avvenuto e quello che segue è solo un parziale resoconto basato sulle notizie diffuse attraverso Internet.
Sotto i riflettori dei media
Sabato 2 luglio, a Edimburgo, si tiene la "Make Poverty History march", più di 200 mila persone sfilano per la città senza troppi problemi anche se poi finiscono ad ascoltare i comizi dei politicanti di mezza Europa, Italia compresa. Un tentativo del "blocco anticapitalista" di manifestare viene immediatamente represso dalla polizia che opera diversi fermi e qualche arresto.
Domenica 3, all'Università di Edimburgo, durante l'assemblea indetta da una coalizione di Anarchici ed Anti-autoritari, viene individuato ed espulso un giornalista della BBC travestito da compagno. Piccole iniziative si tengono a Glasgow.
Lunedì 4, due manifestazioni. La prima davanti alla base per sommergibili nucleari di Faslane, alla quale partecipano in 2-3 mila. Ad Edimburgo un allegro "carnevale" di strada (non autorizzato) invade il centro città. La militarizzazione di tutta la zona e dei possibili "obiettivi" della protesta, si parla di 16 mila agenti, è molto alta ma non si registrano incidenti di rilievo, salvo alcuni arresti e discrete dosi di manganellate "preventive".
Martedì 5, ad Edimburgo, prima manifestazione di
solidarietà con gli arrestati, mentre continuano fermi,
identificazioni e perquisizioni anche a Glasgow, Bristol ed altre
località. Il gruppo legale parla già di un centinaio di
arresti e dei primi processi per direttissima.
Continuano le piccole azioni di protesta in diverse zone di Edimburgo.
La polizia concentra le sue attenzioni sull'eco-villaggio di Stirling,
organizzato dalla coalizione "Dissent" e popolato da 2-3 mila attivisti.
Mercoledì 6 è il giorno di apertura del G8 e dei
tentativi concreti per bloccarlo. Una manifestazione dovrebbe partire
da Auchterarder (5 chilometri dalla "zona rossa") mentre altri gruppi
tentano di bloccare, fin dalle prime ore del mattino, i delegati e gli
staff che da Edimburgo devono dirigersi verso la sede della riunione.
Poco prima dell'alba, nei dintorni di Stirling, arrivano gli incidenti
"attesi" quando alcune centinaia di compagni si scontrano con la
polizia e saltano numerose vetrine e parabrezza. Intanto continuano i
blocchi stradali, ad opera di piccoli gruppi e le autorità fanno
sapere di voler vietare la manifestazione di Auchterarder. Il
tira-e-molla sull'autorizzazione del corteo va avanti per diverse ore,
infine arriva l'autorizzazione delle forze del disordine che tengono
sotto stretto controllo militare tutta la zona vicina alla sede
dell'incontro.
Nonostante tutto, un corteo di 5-6 mila persone riesce ad arrivare
davanti alla barriera metallica eretta per proteggere il vertice.
La pressione dei manifestanti provoca l'abbattimento di parte della
barriera e l'invasione della zona proibita con conseguenti tafferugli
con la polizia. Numerose le persone che, a causa dei controlli
pressanti, non riescono ad arrivare a Gleneagles e organizzano
manifestazioni di protesta ad Edimburgo. Fermi ed arresti un po'
dappertutto durante tutta la giornata. A Bristol, un gruppo di "South
Bristol Anarchists" occupa un lussuoso appartamento in centro.
Giovedì 7, all'alba, viene circondato l'eco-villaggio di
Stirling, la polizia controlla l'unica via d'uscita (il campo è
circondato dall'acqua su 3 lati) e identifica chiunque entri o esca. Un
tentativo di corteo viene impedito e un presidio davanti al tribunale
disperso con la forza. La polizia dichiara di aver effettuato fino ad
oggi 342 arresti, ma secondo il gruppo di supporto legale sarebbero
molti di più. A causa della pressione continua da parte delle
forze della repressione, il villaggio di Stirling inizia a spopolarsi.
Intanto, le notizie arrivate da Londra provocano una comprensibile
reazione emotiva ed una reazione politica, decisamente meno
giustificabile, che causa - nei fatti - l'immediato annullamento di
buona parte delle altre iniziative di protesta previste.
Venerdì 8, giornata di azione "contro i cambiamenti climatici", vengono effettuate piccole azioni di protesta mentre la manifestazione per festeggiare la fine del G8, prevista per il pomeriggio a Glasgow, viene bloccata dalla polizia su un ponte e dopo qualche ora (e diversi arresti) dispersa. Intanto in altre zone della città alcuni blocchi stradali rendono la situazione abbastanza caotica. A Stirling prosegue una sorta di "assedio elastico" da parte di decine di agenti che - senza apparente logica - impediscono ingressi e uscite o li consentono senza problemi. Si tratta evidentemente di una tattica tesa ad esasperare i compagni che ancora resistono nell'eco-villaggio. Altri tentativi di manifestare ad Edimburgo vengono repressi.
Durante queste giornate, in diverse parti del mondo, Germania,
Russia,Austria, Svizzera, Stati Uniti, Australia ed Argentina, ci sono
state piccole iniziative di solidarietà con le proteste contro
il G8.
Lontano dalle luci della ribalta
Fino allo scoppio delle bombe a Londra il copione di questo genere di eventi è stato rispettato fin nei minimi particolari, anche se l'ennesima replica dello spettacolo mostra oramai i suoi limiti, sia per quello che riguarda le inutili dichiarazioni di principio dei "grandi" che - in parte - anche per quello che riguarda il movimento.
Nonostante l'ampia partecipazione le forze della repressione sono riuscite a controllare, senza fare troppo sfoggio di violenza, tutte le iniziative e questo anche grazie all'uso del "Terrorism Act" vigente nel Regno Unito. In particolare è stato sistematicamente usato il "Section 60" un provvedimento che permette alla polizia di fermare ed identificare le persone anche solo in base al "sospetto" che vogliano commettere un reato. Nel Regno Unito, dove ancora non esiste la carta di identità obbligatoria, questo genere di comportamento ha sollevato numerose proteste, ma si è rivelato particolarmente efficace. E infatti, a leggere le cronache, la maggior parte dei fermi e degli arresti sono stati operati "preventivamente" piuttosto che in seguito ad episodi specifici.
Intanto, proprio mentre in Scozia si era alla vigilia del G8, ad
Evian (Francia) tra il 4 ed il 5 luglio si teneva, praticamente
inosservato, una riunione del G5, il solito "incontro informale" dei
Ministri degli Interni di Francia, Spagna, Italia, Regno Unito e
Germania.
Dalle scarne notizie uscite dal vertice si è saputo che
verrà inaugurato un nuovo sistema di deportazione di massa che
prevede la creazione di veri e propri "voli comuni" finalizzati a
raccogliere, in giro per l'Europa, gli immigrati provenienti dal
medesimo paese. I charter tour dell'infamia.
Meno pubblicizzata la decisione di "armonizzare" le informazioni biometriche presenti nei vari documenti di identità europei in vista del previsto passaporto comunitario. Per il momento viene fatto sapere che i 5 si sono accordati sul dito dal quale prelevare l'impronta digitale. Non è ancora dato sapere di quale dito si tratti ma la volgarità sarebbe d'obbligo.
Le decisioni dei G5, alla luce di quanto accaduto durante il G8 e delle bombe di Londra, appare terribilmente sinistra: aumentare il controllo poliziesco sulla società non servirà, come si è visto, a fermare le stragi ma funzionerà benissimo per controllare ed impedire qualsiasi manifestazione di dissenso.
In questi giorni, in Italia, c'è già chi chiede la proclamazione dello stato di guerra o annuncia leggi "straordinarie" antiterrorismo, il che fa temere che il peggio debba ancora arrivare.
Pepsy