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Umanità Nova, numero 28 dell'11 settembre 2005, Anno 85

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Udine: contro le frecce tricolori
Domenica 4 settembre si è svolta a Rivolto, una base aerea militare vicino ad Udine, una gigantesca parata di strumenti di morte: le "Frecce tricolori" con altre pattuglie provenienti da varie nazioni europee, hanno infatti "festeggiato" il loro quarantacinquesimo compleanno volteggiando nei cieli friulani, rilasciando inquinanti fumi colorati e distraendo, anche se per un pomeriggio soltanto, le persone accorse allo spettacolo dalla tristezza della loro vita quotidiana.
Il giorno prima a Udine, in una delle piazze centrali, circa cinquanta compagni hanno ricordato ai passanti che gli arerei "acrobati" non sono diversi, se non per dimensioni, da quelli che ogni giorno scaricano bombe in Afganistan ed Iraq. Non sono diversi da quelli che hanno seminato morte in Serbia e Kosovo nel 1999. Non sono giocattoloni, sono ordigni mortali.
I compagni presenti, provenienti da tutto il Friuli-Venezia Giulia, hanno srotolato uno striscione che recava la scritta " F(r)ecce tricolori: acrobazie di morte - centro sociale autogestito - anarchiche/i friulane/i", ed hanno distribuito un volantino sulla guerra in Iraq e sul ruolo della Croce Rossa Italiana, schierata palesemente dalla parte dell'esercito italiano. Va ricordato che la C.R.I.. "sponsorizzava" lo show di Rivolto, per raccogliere fondi "per i bambini in difficoltà".
In una piazza vicina a quella in cui gli anarchici facevano sentire le loro ragioni, era stato "parcheggiato" un cacciabombardiere F-104, sul quale sono stati attaccati alcuni volantini antimilitaristi mentre altri venivano distribuiti ai suoi ammiratori.
La manifestazione è stata accolta con alcune perplessità da parte dei passanti, sebbene in molti si siano fermati a leggere il volantino e a parlare con i compagni.
Ultima nota: il giorno dopo è stata presentata, da parte dell'ineffabile consigliere comunale Diego Volpe Pasini di «Sos Italia», una denuncia alla magistratura per vilipendio per la scritta «F(r)ecce Tricolori».
La scritta è stata definita da Volpe Pasini "un'offesa intollerabile sia nei confronti della nostra bandiera che nei confronti dei piloti e di tutta l' aviazione italiana".
Che dire... "sarà una risata che vi seppellirà!"
un compagno presente

Carrara: l'importanza del metodo
Nell'ambito delle serate di intrattenimento che corredavano il Simposio di scultura a Carrara, gli organizzatori, il sindaco (eletto come DS) e la giunta hanno ritenuto di svolgerne alcune nella cava Morlungo, a oltre 1000 metri di altitudine, con un pubblico scelto di soli 150 invitati, malgrado il posto consentisse un pubblico ben più numeroso. Una delle serate era dedicata a De Andrè, in un'altra Moni Ovadia avrebbe recitato delle poesie.
Questa esclusività non è piaciuta e varie iniziative ne sono conseguite: in primo luogo, l'accompagnamento a passo d'uomo del corteo di auto e pullman che vi si recava (oltre due ore di percorso); quindi l'assedio dell'ingresso, risoltosi con l'ammissione di tutti i presenti; infine, la promessa ricevuta da Ovadia di tornare presto per tenere un concerto gratuito e aperto a tutti in centro città. Il che puntualmente è avvenuto sabato 27 agosto, alla piazzetta delle Erbe, dove oltre 600 persone hanno preso posto per lo spettacolo. Poi un acquazzone ha guastato le festa, e da qui una nuova promessa dell'artista, che non ha potuto portare a termine la serata, di tornare di nuovo.
La contestazione ha preso fin dal primo momento la strada dell'autorganizzazione, dell'autofinanziamento, della partecipazione diretta e delle decisioni prese in maniera assembleare, con incarichi validi solo per scopi precisi e delimitati. E questo nonostante all'interno vi fossero presenti persone aderenti un po' a tutte le formazioni politiche, sia quelle al potere che quelle all'opposizione, compresi alcuni fra gli autoritari più sfegatati.
Una conferma della validità del metodo, che ci auguriamo si mantenga fino al raggiungimento dello scopo (il concerto di Moni Ovadia) e prosegua anche in altri ambiti della vita sociale, continuando a far proprio quello spirito libertario che storicamente appartiene a questa terra.
Alfo

Torino: Laudi… santo subito!
Quest'anno nel programma della Festa Provinciale dell'Unità era previsto un dibattito sulla "giustizia": tra i numerosi "esperti" del settore invitati alla tavola rotonda di lunedì 5 settembre anche un magistrato molto vicino ai Democratici di Sinistra, un personaggio tristemente noto alle cronache torinesi, il P. M. Maurizio Laudi. Uno che la sua carriera l'ha costruita sulla pelle degli anarchici. Come dimenticare quella terribile primavera del 1998 di cui furono tragicamente protagonisti tre anarchici, accusati con "granitiche prove" di essere autori di attentati ed esponenti di una fantomatica associazione sovversiva? Due di loro morirono "suicidi" in carcere, il terzo vide riconosciuta l'inconsistenza del "granito" con cui Laudi & C. avevano costruito le loro prove dopo sei anni di detenzione. Ma Laudi è uno dalle salde convinzioni e continua imperterrito a costruire teoremi accusatori anche di fronte all'evidente fallimento delle sue fumose teorie.
Lui, assieme al noto compagno di merende Tatangelo, ha costruito il teorema con il quale sono stati accusati di devastazione, saccheggio, resistenza, lesioni 19 tra anarchici ed antagonisti, rei di aver manifestato contro lo squadrismo fascista e contro i lager-CPT per migranti. Dopo la "retata" del 20 luglio sette di loro sono ancora rinchiusi agli arresti domiciliari, tre sono latitanti, due hanno l'obbligo bisettimanale di firma mentre i restanti 10 attendono a piede libero il processo.
Laudi e Tatangelo costruiscono contro le lotte sociali un castello accusatorio folle con il quale tappare la bocca a chi, nella Torino olimpionica dello sfruttamento e della repressione, osa opporsi alla devastazione ambientale, ai baracconi mangiasoldi, all'erosione degli esili spazi di libertà, al fascismo che avanza.
Ma la Torino antifascista ha mostrato in più occasioni di saper reagire: con i cortei del 2 e del 28 luglio, con un'opera di costante controinformazione.
Questa Torino non poteva mancare all'appuntamento del 5 luglio con Maurizio Laudi.
Ad attendere gli antifascisti un folto nugolo di poliziotti in divisa, esponenti della Digos ed il servizio d'ordine dei DS. Nonostante lo schieramento, i compagni, una settantina tra anarchici, autonomi, squatter, ha dato vita ad una vivacissima contestazione appena il moderatore ha dato la parola a Maurizio Laudi.
Tre striscioni sono stati aperti di fronte al palco: in quello degli squatter si leggeva "Laudi assassino", in un altro non firmato "Libertà per gli antifascisti", in quello aperto dalla FAI "Laudi santo… subito!".
Il nostro eroe ha tentato ugualmente di parlare nonostante gli slogan e i fischi di una platea in gran parte composta da compagni. Intorno al magistrato solo poliziotti e energumeni dei DS. Sommerso dalle grida Laudi è stato obbligato a chiudere in fretta con invettive rivolte ai contestatori il suo "intervento".
La giornata si è conclusa con un breve corteo tra gli stand della triste "Festa dell'Unità", dove sono stati distribuiti volantini tra la gente.
Comunicato, testo del volantino distribuito dalla FAI Torino e foto a quest'indirizzo: http://italy.indymedia.org/news/2005/09/867533.php
Eufelia











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