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Umanità Nova, numero 1 del 15 gennaio 2006, Anno 86

Arrestato No Tav a Torino


Il 22 dicembre è stato arrestato Marco, anarchico attivo nel movimento No Tav. Lo hanno preso immediatamente dopo il presidio al tribunale dove quel giorno è iniziato il processo agli antifascisti ed antirazzisti alla sbarra per le manifestazioni del 19 maggio davanti CPT e del 18 giugno in via Po. I fatti di cui è imputato Marco risalgono al 6 dicembre, una data che tra Torino e la Val Susa è impressa nella memoria di tanti. La notte precedente la polizia aveva spazzato via con ruspe e manganelli il presidio di Venaus, mandando all'ospedale numerose persone.

Mentre in Val Susa scoppiava la rivolta con blocchi stradali e ferroviari, scioperi spontanei e barricate, a Torino in mattinata e poi ancora la sera presidi improvvisati si trasformavano in cortei che attraversavano la città. All'ora di pranzo i manifestanti hanno occupato i binari della stazione di Porta Nuova, più tardi l'Olimpyc Store di Piazza Vittorio veniva coperto di scritte e danneggiato. In serata un corteo di alcune migliaia di persone attraversava il centro: davanti ad Atrium, la vetrina olimpica di piazza Solferino, partiva qualche sasso e venivano fatte scritte. Quest'episodio come quello della mattina al negozio olimpico è stato del tutto marginale all'interno di una manifestazione di migliaia e migliaia di persone scese in piazza spontaneamente per testimoniare la propria indignazione per la ferocia poliziesca e in solidarietà con la rivolta in Val Susa. Solo la volontà criminalizzatrice di una stampa asservita alla lobby tavista ha dato rilievo ad azioni che hanno coinvolto una esigua minoranza di manifestanti. Pare che mentre il corteo sfilava di fronte ad Atrium un poliziotto sia stato colpito alla testa da un manifestante mascherato che brandiva una bottiglia di birra. Per quest'episodio è stato arrestato Marco: è accusato di aggressione, resistenza e travisamento. Marco si è dichiarato estraneo all'episodio. I giornali del giorno successivo rilevavano che al momento dell'arresto aveva in tasca due bottiglie di birra della stessa marca di quella usata per colpire il tutore del disordine statale. Gli amanti di una delle birre più vendute nel nostro paese, la classica "morettona" da 66 cl, sono avvertiti: rischiano l'arresto per possesso di arma impropria. Se non ne andasse della libertà di un compagno ci sarebbe da ridere. Purtroppo di occasioni per ridere all'ombra della Mole ce ne sono sempre meno. 

All'assemblea di Bussoleno del 3 gennaio le centinaia di No Tav riuniti per organizzare la manifestazione di Chambery del 7 gennaio hanno espresso la propria piena solidarietà a Marco. 

Il tentativo di magistratura, media e politici di dividere il movimento No Tav in buoni e cattivi è ancora una volta fallito.

Il 10 gennaio il tribunale del riesame ha deciso che a Marco, dopo 20 giorni di galera ed isolamento, venissero concessi i domiciliari.

M. M.







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