Umanità Nova, numero 8 del 5 marzo 2006, Anno 86
Negli ultimi giorni si erano susseguite moltissime voci riguardo l'imminente apertura del CPT di Gradisca d'Isonzo, uno dei campi d'internamento per migranti più discussi e contestati. Da moltissimo tempo, infatti, la lotta contro la sua apertura condotta dall'associazionismo locale e dal movimento antirazzista ha avuto il merito di ritardare l'attivazione del CPT e, soprattutto, di denunciare le compromissioni istituzionali che a destra come a sinistra hanno coinvolto gli enti locali nella volontà del ministero dell'interno di creare al confine friulano questo nuovo agghiacciante lager per soli immigrati (concepito già nel 2000 dal ministro Enzo Bianco).
Lunedì 27 febbraio è iniziato un presidio permanente davanti l'ingresso del CPT.
Nonostante il freddo, il presidio è stato animato da circa un centinaio di persone con striscioni, gazebo, adesivi e volantini diffusi massicciamente. Il presidio è stato mantenuto per tutta la notte, e l'indomani mattina alle 8,30 un furgone della Cooperativa Minerva (legata al centrosinistra e vincitrice dell'appalto per la gestione del futuro CPT) ha tentato di entrare nell'area dell'edificio. Subito i manifestanti hanno circondato il furgone impedendogli l'ingresso e costringendolo infine ad andarsene. Il tutto si è svolto in maniera assolutamente ferma ma pacifica.
Circa mezz'ora dopo, quattro auto di addetti della stessa cooperativa hanno cercato di entrare e dopo un primo tentativo di blocco pacifico, poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa hanno caricato gli antirazzisti ferendone alcuni. Due delle quattro auto sono state comunque costrette a tornare indietro.
In un clima molto teso, il presidio si è ricompattato e i partecipanti hanno deciso di proseguirlo fino alla sera di mercoledì 1 marzo.
Attualmente nessun migrante è ancora recluso all'interno, mentre è da confermare una manifestazione per sabato 4 marzo.
La forzatura voluta dal ministro Pisanu affinché il CPT
friulano apra prima delle prossime elezioni politiche si è
scontrata con la ferma volontà da parte del movimento
antirazzista di non archiviare o congelare questa battaglia proprio nel
momento più delicato. Alle compagne e ai compagni del Friuli
Venezia Giulia va la nostra completa solidarietà.
TAZ laboratorio di comunicazione libertaria
(da diverse corrispondenze telefoniche di anarchici presenti sul posto).