Umanità Nova, n.1 del 14 gennaio 2007, anno 87

Inform@zione

 

L'Aquila: fascisti al museo

Tauromachia, ancestrale proiezione del mito dell'uomo che sfida il proprio destino, in un confronto di incisioni di Picasso e Goya. L'ex convento Santa Maria dei Raccomandati dell'Aquila ospita l'interessante mostra (dall'8 dicembre 2006 al 28 gennaio 2007) organizzata dall'assessorato alla cultura del comune.
Per l'occasione, dalle pagine dei giornali locali del 15 dicembre, si legge che, essendo "arrivato il momento di storicizzare gli eventi e procedere nel solco della vera pacificazione nazionale", gli ex partigiani e gli ex repubblichini potranno entrare gratis al museo. Nessuna differenza. "La giunta di centrosinistra delle Marche" – si legge – "ha stabilito di far viaggiare gratis sui mezzi pubblici gli ex partigiani. Mi sono detto: perché non i repubblichini?". I fascisti ex appartenenti alla repubblica di Salò "hanno una associazione, l'Unione nazionale combattenti RSI (Uncrsi), e una tessera. Dovranno mostrare quella" per entrare e non pagare il biglietto. (Cfr. Repubblichini gratis al museo, in «Il Centro», Quotidiano dell'Abruzzo, a. XXI, n. 339, L'Aquila, 15 dicembre 2006).
Le parole sono dell'assessore comunale alla cultura Maurizio Dionisi, avvocato cassazionista, già Vice Presidente del Centro turistico Gran Sasso, Presidente del Consorzio per i Beni culturali della Provincia dell'Aquila, Presidente dell'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente (ARTA), Consigliere della Circoscrizione di San Sisto. È stato nominato assessore alla cultura al comune dell'Aquila nel marzo 2006 dal Sindaco Biagio Tempesta (ex MSI, ora in FI), ricevendo contemporaneamente anche le deleghe alle Politiche Giovanili, Informagiovani, Avvocatura comunale e contenzioso, Turismo e promozione turistica e Rapporti con le Istituzioni culturali pubbliche e private. La stessa giunta comunale che intitolava anni prima la piscina comunale al gerarca fascista aquilano Adelchi Serena, firmatario delle leggi razziali del 1938 e per un breve periodo anche segretario del PNF.
L'assessore Dionisi attualmente è anche vice segretario nazionale del Movimento Idea Sociale con Rauti ed è stato coordinatore nazionale per la manifestazione del 2 dicembre 2006 a Roma. Sarà un caso che qualche giorno prima, l'11 dicembre 2007, il segretario nazionale di Movimento Sociale-Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, rilasciava a Matrix dichiarazioni "poco conformi" in merito al fascismo e alla repubblica sociale italiana, spiegando a Mentana che forse non era stata totalmente quella "la parte giusta"?
Nella città dell'Aquila infatti non c'è nessun ex-repubblichino né tanto meno una sezione dell'Uncrsi.
Risposte implicite locali alla politica nazionale?
A voi la risposta.
Quello che di cui possiamo star certi è che, come se nulla fosse, nel 2006, la giunta comunale della città dell'Aquila è composta da più di un fascista dichiarato:
D. «Ma se qualcuno le dice che lei è fascista, si offende e querela?»
R. «Beh, no, perché mi dovrei offendere. La mia storia politica non l'ho mai nascosta»
D. «Dunque lei è un assessore fascista?»
R. «Non mi offendo».
Per la cronaca, il pomeriggio del 15 dicembre stesso abbiamo tenuto un presidio antifascista non autorizzato davanti al museo, spiegando ai passanti che, grazie ai nostri politicanti, i fascisti non pagheranno 7 euro per visitare la mostra ma, anzi, riceveranno gratuitamente il biglietto.
edo

Torino: arrestati e denunciati tre antirazzisti

Il famigerato Cpt di corso Brunelleschi a Torino è gestito dalla Croce Rossa militare secondo le regole di una galera anche se una galera ufficialmente non è. Venerdì 15 dicembre alcuni antirazzisti hanno occupato per qualche ora un locale della sede di via Bologna della CRI. La polizia, intervenuta in forze, ha tratto in arresto tre occupanti, che, dopo tre giorni di reclusione, sono stati rilasciati con obbligo di firma. L'accusa nei loro confronti è di occupazione e violenza privata. Di seguito il comunicato di solidarietà emesso dalla Commissione Antirazzista della FAI: "Esprimiamo la nostra solidarietà agli anarchici torinesi arrestati e denunciati per aver occupato per alcune ore gli uffici della Croce Rossa della loro città con l'intento di denunciare pubblicamente il ruolo di questa come di altre organizzazioni che gestiscono i Centri di permanenza temporanea per immigrati e spacciano per assistenza umanitaria lo squallido business della segregazione. Segnaliamo inoltre il particolare accanimento con il quale si è manifestata la repressione poliziesca che non ha esitato ad arrestare e denunciare gli anarchici agitando accuse pesantissime per criminalizzare la libertà di espressione e l'antirazzismo militante che non conosce né padroni né governi amici."
Euf.

Catania: anarchico torturato dalla polizia

Una brutta faccenda quella capitata a Catania il 18 dicembre scorso. Un giovane anarchico di ventisette anni, Peppe (conosciuto da molti col nomignolo di "sucamorvo"), è stato sequestrato per alcune ore dalla polizia e pestato a sangue nel commissariato di San Cristoforo. Non solo botte, ma anche vessazioni e torture psico-fisiche: minacce di morte, pistola puntata nel retto con il solito corollario machista dei poliziotti fascisti che danno del "frocio" per offendere, colpi assestati per bene in modo da non lasciare tracce.
Una volta portato in ospedale da amici e compagni che per ore lo avevano cercato facendo la spola tra la questura e altri commissariati, gli sono state riscontratate contusioni sul fondoschiena e sul costato, lividi, tensione muscolare proprio in corrispondenza dei punti dove sarebbe stato pressato per tenere la schiena dritta. E ora piscia pure sangue. Il referto del pronto soccorso chiarisce inequivocabilmente le violenze subite. Non ci sarebbe bisogno neppure della denuncia, viene spiegato, perché il reato è di quelli perseguibili d'ufficio. Non è la prima volta che Peppe si trova nel mirino della polizia catanese. Gli hanno cucito addosso una montatura pesante riguardo a un attentato incendiario a una caserma di carabinieri di Catania ma, ovviamente, senza uno straccio di prova. In tutti questi mesi è stato fermato spesso dalla polizia che ha creato attorno a lui un'atmosfera pesantissima, una vera e propria persecuzione. Un obiettivo facile facile per gli infami in divisa, forti con i deboli e debolissimi con i forti: Peppe è un proletario, di origini proletarie, refrattario alla brutalità di questa società e non ha mai nascosto di essere anarchico. L'intento persecutorio che si è scatenato contro di lui e che si è concretizzato in una violenza così brutale dimostra come le forze dell'ordine siano tra i principali protagonisti degli scenari di ferocia e violenza metropolitana nel nostro paese. Antifascisti, militanti di sinistra, immigrati, soggetti non inquadrabili: tutti nel mirino di chi esercita il monopolio legittimo della violenza statuale. Gli stessi oscuri personaggi che, ogni tanto, compaiono sulle pagine dei giornali nelle vesti di assassini che sparano tra le mura domestiche a moglie fidanzate, schiacciati essi stessi nella loro intimità dalla loro natura di miserabili professionisti del terrore.
TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

Trapani: in piazza a 7 anni dal rogo del "Vulpitta"

Giovedì 28 dicembre si sono svolte a Trapani le iniziative antirazziste promosse e organizzate dal Coordinamento per la Pace in occasione del settimo anniversario della strage del Centro di permanenza temporanea "Serraino Vulpitta" (sei migranti morirono in seguito a un incendio divampato durante un tentativo di fuga). Per tutta la mattina, alcune decine di persone si sono ritrovate davanti il CPT per esprimere la propria solidarietà agli immigrati reclusi i quali hanno manifestato grande apprezzamento per l'iniziativa denunciando le pessime condizioni in cui sono costretti a vivere: scarsa qualità e varietà dei pasti somministrati, impianto di riscaldamento mal funzionante, docce gelate o bollenti, mancato rispetto delle ore d'aria. E dire che, negli scorsi mesi, il sottosegretario all'Interno Marcella Lucidi e il presidente della Commissione ministeriale sui CPT De Mistura avevano apertamente lodato le caratteristiche di funzionalità e operatività del "Serraino Vulpitta". Le ultime proteste dei migranti e le fughe che sono avvenute poco tempo fa sono state la risposta migliore a questi goffi tentativi governativi di occultare la realtà dei fatti.
Nel pomeriggio del 28 circa cento persone hanno partecipato al corteo antirazzista. Volantinaggio, megafonaggio e interventi agli altoparlanti hanno scandito per tutta la sua durata il ritmo della manifestazione. Gli antirazzisti, provenienti in massima parte da Trapani e provincia ma anche dal resto della Sicilia, hanno poi fatto una sosta davanti il Centro di permanenza temporanea rilanciando le parole d'ordine della manifestazione: ricordo di tutte le vittime dell'immigrazione e delle frontiere, chiusura di tutti i CPT, abolizione delle leggi razziste, valorizzazione dell'autonomia del movimento. Il corteo si è poi sciolto in una piazza centrale della città. Quella stessa sera, gli immigrati reclusi nel CPT hanno iniziato uno sciopero della fame per rivendicare innanzitutto la libertà, per protestare contro la loro insensata carcerazione e per ottenere migliori condizioni di vita. Il Coordinamento per la Pace ha indetto la mattina del 31 un altro presidio davanti il CPT inoltrando a tutti gli organi di stampa i contenuti della protesta dei migranti che hanno avuto adeguata copertura soprattutto sui giornali locali. Dopo alcuni giorni lo sciopero della fame dei migranti è rientrato, ma gli antirazzisti trapanesi sono venuti a conoscenza di un ulteriore restringimento delle possibilità di ingresso al CPT che somiglia tanto a una ritorsione di matrice istituzionale: le visite saranno consentite solo ai familiari degli immigrati e saranno sottoposte a un rigido controllo da parte delle prefettura. In ogni caso, come in tutti i CPT, resta il divieto assoluto di ingresso alla stampa e ad associazioni o soggetti indipendenti.
La manifestazione di Trapani ha conseguito alcuni risultati molto importanti: innanzitutto ha sollevato ancora una volta l'attenzione sul CPT di Trapani e sulla sua natura repressiva; in secondo luogo è servita a dare forza e coraggio agli immigrati reclusi che si sono mobilitati partecipando direttamente e rivendicando con forza i loro diritti; infine è stato confermato e rilanciato un percorso di autonomia e indipendenza nella lotta antirazzista che costituisce una boccata d'ossigeno in una fase di generale asfissia del movimento, sempre più soffocato da chi vorrebbe ridurre l'antirazzismo a un serbatoio di voti per il governo di centrosinistra.
TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

Livorno: contro i rigassificatori

"Quanti sono?" chiede il primo "Un po' tanti" risponde il secondo. Ecco, in questa breve botta e risposta fra due vigili urbani riferitaci da un compagno, sta gran parte del senso della manifestazione del 16 dicembre. Eravamo tanti, almeno 3.000 (2.300 per la polizia), alla manifestazione organizzata dal Comitato cittadino contro il progetto di rigassificatore offshore di Livorno. Una manifestazione cresciuta mentre il lungo serpentone punteggiato di striscioni ("No al rigassificatore né qui né altrove", "10,100,1000 rigassificatori ma sotto le poltrone degli amministratori", "Giù le mani dal nostro mare", fra gli altri), cartelli, bandiere si snodava nelle vie centrali della città. Numerosi cittadini si sono infatti uniti solidarizzando con la lotta che da almeno un anno il Comitato, ad adesione individuale e indipendente da ogni partito e associazione, sta conducendo contro l'arroganza di una classe politica locale e nazionale che cerca di imporre una scelta pericolosa, perché quello di Livorno sarebbe il primo rigassificatore offshore al mondo con tutti i rischi di incidente catastrofico che questo comporta, dannosa per l'ambiente marino e gli interessi economici del territorio, inutile perché il gas arriverà in Italia in grande quantità grazie al rafforzamento dei gasdotti esistenti e alla realizzazione di quelli nuovi (dalla Grecia e dall'Algeria via Sardegna e Piombino). L'amministrazione di centro-sinistra (fuori Verdi e Rifondazione) sta arrogantemente cercando di imporre alla città il progetto perché questo è apparso il modo più semplice per salvare l'ASA, ex municipalizzata del gas ridotta ad uno stato comatoso dalla cattiva gestione di politicanti da strapazzo riciclati manager. Per salvare l'ASA, acquistata dai genovesi di AMGA solo perché inserita nel progetto offshore, la classe politica cittadina mette a repentaglio un territorio e sacrifica gli interessi del suo sviluppo turistico ma anche quelli della sicurezza portuale (a Livorno è ancora vivo il ricordo del disastro del Moby Prince, il traghetto schiantatosi per cause rimaste senza spiegazione, contro una petroliera nella rada del porto, 140 morti). La manifestazione è stata un grande successo del combattivo comitato contro il rigassificatore che l'ha saputa realizzare in modo assolutamente autogestito. Gli unici partiti che hanno partecipato sono stati Rifondazione e Verdi, oltre alla lista civica locale "Città diversa". Presenti con la loro bandiera i compagni della Federazione Anarchica Livornese ma si sono notate le bandiere rosse e nere degli anarchici anche nel folto spezzone degli studenti. Presenti e combattivi anche i centri sociali Gozzilla e Rifugio e i sindacati UNICOBAS e COBAS.
Fra gli interventi finali, caratterizzati anche dalla partecipazione di rappresentanti dei Comitati di Taranto, Rovigo, Pisa e Rosignano Solvay, il più apprezzato è stato quello della compagna Maria Matteo, intervenuta a nome dei Comitati No TAV. La manifestazione si è conclusa fra la soddisfazione unanime dei partecipanti.
Nei giorni successivi la risposta del "palazzo" è stata come sempre insolente: "Il progetto è già stato autorizzato non vedo perché dovremmo confrontarci con chi vi si oppone" ha dichiarato il capogruppo Ds in Comune, mostrando una solida cultura stalinista. Complimenti.
Da parte mia concludo questo breve resoconto ribadendo lo slogan con cui si è chiusa la manifestazione: "Sarà dura, ma per loro!"
Uno che c'era

home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti