Mirko Castellino e la sua compagna sono due "artisti di strada", del
"Piccolo teatrino del non saprei". Ci hanno inviato una cronaca di
ordinaria repressione di cui vi proponiamo ampi stralci.
"Il 3 novembre 2006 eravamo a Civitavecchia e lavoravamo vicino al
mercato. I numerosi complimenti dei passanti e degli ambulanti erano
chiari segni che non davamo nessun fastidio ma anzi veniva apprezzato
ciò che facevamo.Tutto bene sino a quando si presenta un
personaggio che ci sventola davanti al naso un tesserino e poi ci
carica direttamente nella volante della polizia senza chiederci alcun
documento.
Da qui sono seguite quattro ore in caserma dove questo personaggio,
rivelatosi poi il capo della polizia S. Quarantelli, ha sempre gridato
senza ascoltare le nostre obiezioni e difese e neppure ha voluto
parlare al telefono con il nostro avvocato".
Ne è derivato per i due malcapitati protagonisti di questa
vicenda un "foglio di via dalla città di Civitavecchia con
l'obbligo di rientro entro 24ore nel comune di residenza, il sequestro
del nostro organetto (con cui si lavorava), sanzione di 1032 euro!
Tutto questo in base all'art.121 del TULPS, articolo abrogato 5 anni or
sono e cosa che più di una volta abbiamo tentato di far presente
al Quarantelli e compagnia bella, avendo come risposta che loro su
questo non erano informati e che al limite poi avremmo potuto far
ricorso.
Pare che la legge non ammetta ignoranza solo quando fa comodo."
matop
Sui quotidiani continua lo stillicidio di dichiarazioni e
controdichiarazioni in merito al progetto di linea Tav-Tac tra Torino e
Lione, segno evidente della volontà di andare avanti con un
affare lucroso che tuttavia si scontra con la ferma opposizione delle
popolazioni interessate.
Mentre la cosiddetta "sinistra radicale" tenta di smarcarsi dalla
posizioni "si tav" del governo, in finanziaria sono stati stanziati ben
13 miliardi per coprire i "buchi" dell'alta velocità nella
penisola.
Sul fronte sempre caldo che oppone la lobby del cemento e del tondino
ad un movimento popolare ampio e ben deciso a non accettare
l'imposizione di un'opera dannosa, inutile e costosa, nonostante i
media tentino di imporre la sordina, le iniziative si susseguono.
Assemblee e serate informative a ritmo serrato in Val Susa, ma anche in
Val Sangone sono il segnale di un movimento che continua ad informarsi
e che segue con attenzione le acrobazie della politica. L'anno si
è aperto con il capodanno sui prati di Venaus mentre la Befana
ha visto alcune centinaia di No Tav manifestare alla discarica della
Colombera, a Chiomonte.
Sabato 13 gennaio il sindaco di Oulx, Cassi, voglioso di trovare
benemerenze all'interno dell'Italia dei Valori, partito con il quale ha
in atto uno stretto corteggiamento, aveva convocato in municipio un
convegno sull'alta velocità al quale erano invitati il ministro
delle infrastrutture, Di Pietro, la presidente della Regione Bresso,
onorevoli vari, i sindaci della Val Susa e della Val Sangone, il
vescovo, il commissario per la Torino Lione, Mario Virano e varie altre
"autorità". In un sabato mattina dal sapore primaverile, con 16
gradi e un sole che rendeva sfolgoranti i profili del Rocciamelone e
del Seguret, il povero Cassi si è ritrovato in compagnia di un
paio di sfigatissimi sindaci della Val Sangone, di un buon numero di
poliziotti, carabinieri e digos e, non invitati, ma presenti con
bandiere, striscioni, fischietti, banda musicale, i No Tav.
Evidentemente i suoi illustri invitati non se la sono sentita di
affrontare l'assedio ed il dileggio del movimento e hanno preferito
disertare in massa l'appuntamento convocato dall'ambizioso e sciocco
Cassi. La giornata si è chiusa con le note di "Figli
dell'Officina" suonate da una banda della Valle.
Il lunedì successivo era convocata in prefettura a Torino
un'ennesima riunione della Conferenza dei servizi sulla Torino Lione.
O, meglio, una misteriosa "riunione preparatoria" della stessa,
poiché i furbacchioni del governo, consci che la procedura
seguita da agosto in poi non era propriamente legale, si arrampicano
sugli specchi per inventare trucchi per andare avanti.
Ricordiamo che la Conferenza dei servizi è la procedura
ordinaria attraverso la quale il progetto di un'opera viene sottoposto
agli organismi interessati. Questa procedura è stata riattivata
dopo la fuoriuscita della Torino Lione dalla legge obiettivo in seguito
alla rivolta del dicembre del 2005. Infatti la legge obiettivo
consentiva di "saltare" il parere dei comuni interessati all'opera,
mentre la Conferenza dei servizi da loro la possibilità di dire
la propria, anche se il parere dei Comuni ha mero valore consultivo.
Ormai da mesi la Comunità Montana Bassa Val Susa e la maggior
parte dei sindaci della Bassa Valle contestano la legittimità
della conferenza dei servizi, poiché non esistono progetti sui
quali i comuni interessati possano esprimere il loro parere. Si
è giunti al paradosso che non si sa neppure quali siano i comuni
interessati, poiché continuano ad essere prospettate ipotesi di
percorso differenti. Nel frattempo vanno avanti i lavori del cosiddetto
"Osservatorio Virano", il cui ruolo, dopo l'avvio della Conferenza dei
servizi appare del tutto misterioso, poiché non è un
ambito decisionale e, vista l'assenza del rappresentante del ministero
delle infrastrutture, pare difficile dargli la dignità di luogo
ovi si tentino mediazioni "tecniche" tra i rappresentanti di istanze
diverse. Molti No Tav mettono in rilievo il conflitto di interessi del
presidente Virano che, oltre a sedere nel consiglio di amministrazione
di una società con interessi nell'opera, è anche
commissario governativo per la stessa.
Lunedì 15 la "riunione preparatoria" della Conferenza dei
servizi è stata disertata dalla maggior parte dei comuni della
Bassa Val Susa. Circa trecento No Tav di Torino, Gronda Ovest, Val Susa
e Val Sangone hanno accolto con il consueto "calore" i pochi
amministratori che hanno deciso di sfidare il movimento partecipando
alla riunione.
A sarà dura!
M. M.