Umanità Nova, n.2 del 21 gennaio 2007, anno 87

Mussolini "privato" in TV
La storia come gossip

 
L'apologia di fascismo non è soltanto quella truce delle manifestazioni dell'estrema destra tricolore. Domenica 7 gennaio, la berlusconiana Rete 4 ha offerto un buon esempio di revisionismo all'italiana, con la puntata del programma "Vite Straordinarie" dedicata a "Mussolini privato".
Sia chiaro, i dati Auditel (appena 1.675.000 spettatori) ci rincuorano sulle conseguenze di una simile operazione, eppure è interessante osservare come oggi passa un certo tipo di distruzione della memoria storica e del sentire collettivo antifascista.
La conduzione del programma è affidata alla frizzante Elena Guarnieri, giornalista di Studio Aperto, che in una puntata precedente aveva fatto, in minigonna, un reportage dal lager di Auschwitz: stile professionale dinamico, modernista ed accattivante.
Storicamente parlando, invece, una barzelletta: al punto da confondere Costanzo e Galeazzo Ciano, facendo partecipare quest'ultimo (nato nel 1903) all'impresa guerresca di Buccari con D'Annunzio, durante il primo conflitto mondiale.
Splendida anche la definizione di "radical chic" usata per l'anarchica Leda Rafanelli, così come quella di "anarchico" per lo stesso Mussolini.
D'altra parte, se l'ex presidente Cossiga viene interpellato come consulente, non ci si può aspettare di più.
Ma l'aspetto più interessante del racconto televisivo è stato, ancora una volta, il privilegiare quell'aspetto "privato", e quindi umano, di Mussolini figlio-marito-padre-amante, del tutto funzionale a preparare emotivamente lo spettatore al tetro finale in piazzale Loreto, additato come esempio insuperato di barbarie antifascista, con appendice horror sul trafugamento del cadavere del duce (che però, anche se non detto, fu opera di fascisti e preti). D'altra parte recentemente, persino sul quotidiano comunista "Il manifesto" si è potuto leggere un'affermazione come "Mussolini fu sparato dai partigiani... un gesto spregevole" (editoriale di Marco D'Eramo del 2 gennaio 2007).
Notevole anche il tentativo di separare le responsabilità di Mussolini da quelle di Hitler e, quindi, quelle del fascismo dal nazismo; mentre, sul piano interno, a parte un accenno a "l'incidente Matteotti", il regime è apparso generalmente acclamato e meritorio di imprese memorabili come le bonifiche.
E, a completare l'ameno quadretto, le foto dell'album familiare, nonché le interviste a Romano, figlio del duce, e ad Alessandra Mussolini.
Forse neanche il Minculpop avrebbe potuto produrre di meglio.

Anti

home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti