L'apologia di fascismo non è soltanto quella truce delle
manifestazioni dell'estrema destra tricolore. Domenica 7 gennaio, la
berlusconiana Rete 4 ha offerto un buon esempio di revisionismo
all'italiana, con la puntata del programma "Vite Straordinarie"
dedicata a "Mussolini privato".
Sia chiaro, i dati Auditel (appena 1.675.000 spettatori) ci rincuorano
sulle conseguenze di una simile operazione, eppure è
interessante osservare come oggi passa un certo tipo di distruzione
della memoria storica e del sentire collettivo antifascista.
La conduzione del programma è affidata alla frizzante Elena
Guarnieri, giornalista di Studio Aperto, che in una puntata precedente
aveva fatto, in minigonna, un reportage dal lager di Auschwitz: stile
professionale dinamico, modernista ed accattivante.
Storicamente parlando, invece, una barzelletta: al punto da confondere
Costanzo e Galeazzo Ciano, facendo partecipare quest'ultimo (nato nel
1903) all'impresa guerresca di Buccari con D'Annunzio, durante il primo
conflitto mondiale.
Splendida anche la definizione di "radical chic" usata per l'anarchica
Leda Rafanelli, così come quella di "anarchico" per lo stesso
Mussolini.
D'altra parte, se l'ex presidente Cossiga viene interpellato come consulente, non ci si può aspettare di più.
Ma l'aspetto più interessante del racconto televisivo è
stato, ancora una volta, il privilegiare quell'aspetto "privato", e
quindi umano, di Mussolini figlio-marito-padre-amante, del tutto
funzionale a preparare emotivamente lo spettatore al tetro finale in
piazzale Loreto, additato come esempio insuperato di barbarie
antifascista, con appendice horror sul trafugamento del cadavere del
duce (che però, anche se non detto, fu opera di fascisti e
preti). D'altra parte recentemente, persino sul quotidiano comunista
"Il manifesto" si è potuto leggere un'affermazione come
"Mussolini fu sparato dai partigiani... un gesto spregevole"
(editoriale di Marco D'Eramo del 2 gennaio 2007).
Notevole anche il tentativo di separare le responsabilità di
Mussolini da quelle di Hitler e, quindi, quelle del fascismo dal
nazismo; mentre, sul piano interno, a parte un accenno a "l'incidente
Matteotti", il regime è apparso generalmente acclamato e
meritorio di imprese memorabili come le bonifiche.
E, a completare l'ameno quadretto, le foto dell'album familiare,
nonché le interviste a Romano, figlio del duce, e ad Alessandra
Mussolini.
Forse neanche il Minculpop avrebbe potuto produrre di meglio.
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