A Vicenza la politica riparte dal basso. In questi giorni la
città ha reagito con forza alla svendita del proprio territorio
e all'ulteriore militarizzazione, lanciando il proprio grido di rabbia
verso i politici locali e nazionali. L'occupazione della stazione
ferroviaria da parte di più di settemila persone, la
contestazione in consiglio comunale, la manifestazione degli studenti
sono solo le ultime di una lunga serie di iniziative che hanno
coinvolto e continueranno a coinvolgere tutta la città. Quando
il palazzo è sordo - e lo è sempre - i cittadini
insorgono. Se la politica istituzionale si arrocca, i cittadini
decidono di riappropriarsi delle proprie vite. Questo è quanto
traspare dalle mobilitazioni vicentine. E il segnale forte che si
delinea da questo percorso è sostanziale oltre che di metodo. Di
fronte alla sordità dei partiti la cittadinanza ha scelto la
partecipazione attiva nei comitati e nell'assemblea permanente,
già promotrice della grande manifestazione del 2 Dicembre a cui
hanno partecipato più di 20000 persone e molti compagni
anarchici. Nessuna gerarchia, nessun portavoce, nessun meccanismo di
voto. Un processo collettivo che ha dato vita ad un meccanismo di
discussione e di azione corale. Lo stesso si può dire del
presidio che da ormai una settimana vive nei pressi dell'aeroporto Dal
Molin. Finalmente una piazza dove discutere, incontrarsi, scambiare due
parole attorno al fuoco e bere un buon bicchiere. Un luogo aperto a
tutti e trasversale dove non è difficile vedere i ragazzi del
Nuovo Capannone Sociale ballare il liscio con gli abitanti del
quartiere. Dove la solidarietà della popolazione viene espressa
dalle tantissime visite, dai messaggi di solidarietà e dai
continui regali: salami, soppresse, damigiane di vino e torte che
continuano ad arrivare. La città non è sola, la lotta non
appartiene ad un piccolo gruppo di facinorosi come abbiamo sentito dire
indegnamente da qualche politico nazionale. E di certo non finisce qui.
Abbiamo promesso fin dall'inizio di resistere un minuto in più
di qualsiasi governo e manterremo la promessa.
L'Assemblea Permanente ha lanciato per il 17 febbraio la manifestazione
europea "contro la guerra e le basi di guerra. per la pace e la
giustizia". In questi giorni discuteremo ulteriori iniziative da
affiancare alla raccolta delle schede elettorali (che arrivano numerose
al presidio e con le quali scaldiamo le fredde nottate), ai numerosi
incontri, al seminario del 3 febbraio al quale parteciperanno i
movimenti per la difesa dei beni comuni (NO TAV, NO MOSE, NO PONTE,
ecc.). come ci hanno insegnato in Val Susa: Sarà Dura.
Francesco Marangoni dal Presidio permanente contro il Dal Molin, Vicenza