Umanità Nova, n.4 del 4 febbraio 2007, anno 87

No Dal Molin. Testimonianza dal presidio

 
A Vicenza la politica riparte dal basso. In questi giorni la città ha reagito con forza alla svendita del proprio territorio e all'ulteriore militarizzazione, lanciando il proprio grido di rabbia verso i politici locali e nazionali. L'occupazione della stazione ferroviaria da parte di più di settemila persone, la contestazione in consiglio comunale, la manifestazione degli studenti sono solo le ultime di una lunga serie di iniziative che hanno coinvolto e continueranno a coinvolgere tutta la città. Quando il palazzo è sordo - e lo è sempre - i cittadini insorgono. Se la politica istituzionale si arrocca, i cittadini decidono di riappropriarsi delle proprie vite. Questo è quanto traspare dalle mobilitazioni vicentine. E il segnale forte che si delinea da questo percorso è sostanziale oltre che di metodo. Di fronte alla sordità dei partiti la cittadinanza ha scelto la partecipazione attiva nei comitati e nell'assemblea permanente, già promotrice della grande manifestazione del 2 Dicembre a cui hanno partecipato più di 20000 persone e molti compagni anarchici. Nessuna gerarchia, nessun portavoce, nessun meccanismo di voto. Un processo collettivo che ha dato vita ad un meccanismo di discussione e di azione corale. Lo stesso si può dire del presidio che da ormai una settimana vive nei pressi dell'aeroporto Dal Molin. Finalmente una piazza dove discutere, incontrarsi, scambiare due parole attorno al fuoco e bere un buon bicchiere. Un luogo aperto a tutti e trasversale dove non è difficile vedere i ragazzi del Nuovo Capannone Sociale ballare il liscio con gli abitanti del quartiere. Dove la solidarietà della popolazione viene espressa dalle tantissime visite, dai messaggi di solidarietà e dai continui regali: salami, soppresse, damigiane di vino e torte che continuano ad arrivare. La città non è sola, la lotta non appartiene ad un piccolo gruppo di facinorosi come abbiamo sentito dire indegnamente da qualche politico nazionale. E di certo non finisce qui. Abbiamo promesso fin dall'inizio di resistere un minuto in più di qualsiasi governo e manterremo la promessa.
L'Assemblea Permanente ha lanciato per il 17 febbraio la manifestazione europea "contro la guerra e le basi di guerra. per la pace e la giustizia". In questi giorni discuteremo ulteriori iniziative da affiancare alla raccolta delle schede elettorali (che arrivano numerose al presidio e con le quali scaldiamo le fredde nottate), ai numerosi incontri, al seminario del 3 febbraio al quale parteciperanno i movimenti per la difesa dei beni comuni (NO TAV, NO MOSE, NO PONTE, ecc.). come ci hanno insegnato in Val Susa: Sarà Dura.

Francesco Marangoni dal Presidio permanente contro il Dal Molin, Vicenza

home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti