Umanità Nova, n.9 dell'11 marzo 2007, anno 87

Senza Frontiere - Brevi dal mondo


Messico: comunità zapatiste sotto attacco

Dagli ultimi giorni di febbraio si susseguono in diverse zone del Chiapas attacchi e provocazioni da parte dei paramilitari filo-governativi messicani. La comunità autonoma Emiliano Zapata, del municipio ribelle Ricardo Flores Magón, è stata oggetto di un attacco armato, che ha causato numerosi feriti tra gli abitanti. Per tutto il 2006 gli episodi di aggressioni e provocazioni, sempre da parte di gruppi paramilitari, si sono susseguiti in questa zona, occupata dagli zapatiste fin dal 1994.
La Red por la Paz ("Rete per la pace"), composta da 15 organismi non governativi che si occupano di difendere i diritti umani in Chiapas, è stata oggetto da diverse minacce di morte da parte degli stessi paramilitari, sempre coperti e difesi dal governo centrale messicano.

Guatemala e Uruguay: i contadini occupano le terre

La comunità di San José las Lágrimas, che raccoglie 126 famiglie, sta occupando dal giugno del 2006 750 ettari di terreno situati nel dipartimento di Chiqimula, nella parte orientale del Guatemala, vicino al confine con l'Honduras. I terreni recuperati dai contadini della comunità facevano parte di un insediamento militare ed anche per questo motivo i paramilitari stanno cercando di uccidere tutti i maggiori esponenti della comunità. Uno di loro, Vicente Ramírez López, è stato ucciso il 13 febbraio scorso, mentre Leonardo Ramírez, presidente della comunità e membro del Comitato di Unità Contadina (Comité de Unidad Campesina – CUC) è ricercato e con una taglia sulla testa. I contadini sono intenzionati a resistere alla violenza militare, anche perché la coltivazione di questi terreni rappresenta l'unica forma di sostentamento per le famiglie della comunità di San José las Lágrimas.
Anche in Uruguay i contadini si stanno organizzando per occupare terreni incolti e recuperarli per la coltivazione e l'allevamento. Lo scorso 14 gennaio il gruppo Madiyú – costituito da piccoli allevatori di mucche da latte – ha occupato un'area di 338 ettari della Colonia Eduardo Acevedo nella località di Bella Unión, nel nord dell'Uruguay. È la seconda occupazione nel paese, dopo quella dei cosiddetti "peludos" che un anno fa occuparono 32 ettari di terra incolta da più di 10 anni. Anche questa occupazione è sotto attacco da parte del governo uruguayano, che ha iniziato il processo di sgombero contro i contadini.

Cile: contro la devastazione ambientale

Nel 2006 il governo cileno ha approvato un progetto (denominato "Pascua Lama") per la costruzione di una miniera nelle montagne sopra le valli di San Felix e di Huasco, a cavallo tra Cile e Argentina. Tale progetto prevede la creazione di due grandi gallerie nei ghiacciai che ricoprono le montagne per estrarre oro e argento. Le costruzione della miniera comporterebbe la distruzione dei ghiacciai e il conseguente stravolgimento delle falde acquifere e del corso dei due fiumi che nascono da quei ghiacciai. Inoltri i lavori comporterebbero l'inquinamento delle acque che si trasformerebbero in veleno per le persone e per gli animali. I danni per l'ambiente sarebbero incalcolabili e verrebbe seriamente messa in pericolo la vita e salute dei circa 70.000 abitanti che vivono sul lato cileno. Le più colpite sarebbero le comunità di indigeni Diaguita che da secoli vivono in quelle valli.
La compagnia che ha presentato il progetto (la Barrick) è statunitense  e vede tra i suoi soci onorari anche Gorge Bush senior, padre dell'attuale presidente degli Stati Uniti.
Il progetto fino ad ora è stato bloccato grazie alla determinazione dei contadini e degli abitanti della zona, che si stanno organizzando per resistere e diffondere il più possibili le informazioni sulla questione.

A cura di Raffaele

Informazioni tratte dai siti internet: www.ipsnet.it/chiapas/unotiz07.htm; http://italy.peacelink.org/latina; www.indymedia.org; www.uruguay.indymedia.org; www.noapascualama.org.

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