Umanità Nova, n.11 del 25 marzo 2007, anno 87

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Lucca: manifestazione antifascista

Un giovane appartenente al collettivo Cantiere resistente nella notte del 24 febbraio a Lucca veniva pedinato, inseguito, costretto a scendere dall'automobile e letteralmente massacrato di botte da un gruppo di nazifascisti. È questo l'ultimo di una lunga serie di agguati, aggressioni e pestaggi da parte di estremisti di destra a Lucca, una città oltremodo infestata da organizzazioni quali Forza nuova, Fiamma tricolore e Bulldog 1998 (gruppo che allo stadio egemonizza la curva dei tifosi della Lucchese). Una città, quindi, in cui il pensiero e la pratica antifascista sono di stringente attualità e necessità, per non soccombere ad una realtà quotidiana fatta di vetrine luccicanti, lavoro precario, squadristi, videocamere, sbirri e indifferenza verso i più deboli. In solidarietà con Emanuele (il ragazzo colpito dai fascisti e che ha subito anche la perdita del posto di lavoro, non essendogli stato rinnovato il contratto a termine con il quale era stato assunto tre mesi prima), un corteo antifascista di alcune migliaia di persone ha percorso le strade del centro di Lucca sabato 17 marzo. Ad aprire la manifestazione lo spezzone numeroso del Cantiere resistente, nel cui volantino veniva evidenziato il fatto che "Lucca non ha bisogno di interventi emergenziali repressivi... ma di un progetto di liberazione della città fondato sulla partecipazione attiva dal basso; liberazione da tutte le forme di fascismo, squadrismo, razzismo e omofobia e dalle connivenze con esse, ma anche dalla guerra e dall'economia di guerra, dal precariato in tutte le sue declinazioni che precarizza la vita, dalle lobby politico-affaristico-massoniche che dettano legge e speculano sul nostro territorio...". Moltissimi sono stati i manifesti con messaggi e contenuti antifascisti affissi sui muri durante il corteo, che ha toccato vie e piazze di solito sporcate dalla merda nazistoide. Buona la diffusione della stampa anarchica (Umanità nova e Senza governo) da parte dei compagni del Gruppo anarchico versiliese.
Uno che c'era

Milano: aula occupata alla Statale

Martedì 13 Marzo dopo un corteo interno, circa un centinaio studenti dell'ASSO (Assemblea Studenti Statale Occupata) hanno occupato un'aula dell'Università degli Studi di Milano per dare sfogo alle loro esigenze autogestionarie.
Dopo l'occupazione dell'anno scorso si è rivelata sempre più necessaria la presenza di uno spazio libero nel quale poter uscire dalle logiche burocratiche e creditizie dell'università-istituzione, dove poter distribuire materiale auto prodotto, organizzare seminari di auto formazione, presentazione di libri, workshop e far confluire tutte le novità culturali della critica radicale.
In un ateneo dove sempre maggiore e arrogante è la presenza della cultura clericale legata alle componenti di Comunione e Liberazione, più o meno nascoste sotto false sigle, dove l'aula magna viene concessa a multinazionali, banchieri, petrolieri (Eni, Monsanto...) che allestiscono i loro convegni con sicurezza privata grazie alla millantata pretesa di diffondere cultura scientifica, e dove gli spazi vengono concessi tramite le rappresentanze studentesche o imbarazzanti procedure burocratiche che impongono limiti e chiusure, alcuni studenti non hanno esitato nel praticare l'azione diretta per impossessarsi di un luogo in cui l'orizzontalità dei rapporti sociali è la base per la produzione di concreti progetti che si scontrino con la miseria e l'appiattimento di un luogo per eccellenza dedicato al dibattito, alla critica e alla produzione di idee nuove.
Mentre alcuni gruppi concentrano le loro forze nel trovare candidati da presentare nelle liste in vista delle elezioni di Maggio, che si svolgono ogni tre anni ad intervallare periodi di assoluto silenzio politico, e al quale partecipano da sempre meno del 10% degli studenti, è nato uno spazio autogestito, sperimentale per ribadire l'importanza di uscire dai meccanismi istituzionali e autoritari, e nel quale, dopo chissà quanti anni, hanno già trovato ampio spazio anche le riviste, l'editoria e la pubblicistica di tutto il movimento anarchico.
Studenti anarchici

Val di Noto. No Triv in marcia

Circa un migliaio di partecipanti hanno dato vita alla prima vera manifestazione contro le trivellazioni in Sicilia, ed in modo particolare nella Val di Noto, ovvero la zona sud-orientale dell'Isola. Pochi i presenti della zona, per il resto presenze da tutta la regione, con qualche rappresentanza da fuori, come il camper No Tav.
La manifestazione, indetta dal Comitato contro le trivellazioni di Noto, si è spinta dalla periferia a circa 5 km dalla città, in aperta campagna, in uno dei primi terreni acquisiti dalla Panther Oil per effettuare le ricerche.
L'iniziativa ha rilevato le contraddizioni in cui, in questa fase, il movimento contro le trivelle si dibatte; la presenza di numerosi sindaci che si oppongono, a nome delle loro amministrazioni, a che il loro territorio venga fatto oggetto di ricerche petrolifere e, in seguito, di eventuale sfruttamento o trasporto del petrolio, fa si che ancora la centralità istituzionale condizioni la crescita di una realtà di lotta popolare. Il fatto, poi, che la maggior parte di questi sindaci siano di destra, ed in aperto (ma quanto mai scopertamente strumentale) scontro con il governo regionale di Totò Cuffaro, rende ancora più problematica la situazione.
Così sabato 17 era paradossale vedere il corteo preceduto da uomini in fascia tricolore, rappresentanti del trasversalismo politico-istituzionale, seguiti da un corteo al 99% di sinistra ed estrema sinistra, con prevalenza di settori ambientalisti, dei vari partiti comunisti ex ed estraparlamentari, di associazioni di varia natura, fino a noi anarchici, una ventina in ordine sparso, armati di bandiere, giornali e volantini. Il restante 1 per cento era un drappello di militanti di Alleanza nazionale, che, forte di avere un bel po' di sindaci in testa, si sono accodati al corteo sfruttando la situazione contraddittoria di cui ho detto.
Mentre da parte degli organizzatori si tendeva a sottolineare il carattere non ideologico del movimento, ritenendo un fatto positivo il trasversalismo, ed anzi rimarcando come la vera contraddizione era della destra, che contestava Cuffaro, da parte di parecchi settori la presenza della destra era vista con diffidenza, riprovazione, imbarazzo.
Per uscire da questa confusione, in questa fase è importante individuare e praticare percorsi di base, che abbiano come punto di riferimento i cittadini e i contadini interessati, e propongano e costruiscano momenti di lotta che automaticamente scavalcheranno il livello istituzionale, con relative contaminazioni destrorse. Ma è anche un fatto che tutti i movimenti che in Italia si stanno contrapponendo a qualcosa di devastante, siano partiti portandosi dietro contraddizioni di questo tipo.
A Noto, sul sito che la Panther Oil ha acquisito, c'erano, comunque, tutti: dopo alcuni sindaci, ha svolto un intervento anche un compagno della Federazione Anarchica Siciliana, che ha marcato la propria diversità di posizione e di obiettivi raccogliendo numerosi consensi. Nella stessa "arena", c'era anche chi sottolineava la propria diversità di vedute con fischi e grida; ma si era tutti lì, alla stessa manifestazione.
Riuscire a far crescere un movimento che abbia una indipendenza marcata dalle istituzioni, che privilegi l'autorganizzazione e l'azione diretta, è la vera scommessa delle prossime settimane.
Pippo Guerrieri

Brescia: 00Libano

Il Circolo E. Bonometti di Brescia ha organizzato un'iniziativa politico-culturale dal titolo 00Libano, che si inserisce nel solco della tradizione del Circolo, che ha spesso cercato di coniugare l'intervento sociale con quello artistico e culturale.
00Libano ha avuto origine dal reportage fotografico di una compagna recatasi nel sud del Libano nel settembre 2006 pochi giorni dopo la fine dell'aggressione israeliana, lo sbarco delle truppe italiane a Tiro e il loro dispiegamento a sud del fiume Litani. Esso mostra la devastazione dei bombardamenti e lo stato di distruzione delle abitazioni, delle strade, delle scuole, oltre alle persone che vi vivono, gli occhi dei bambini già adulti, ciò che i Libanesi pensano dei responsabili USA e che è espresso in più luoghi per mezzo di scritte e cartelloni.
Un compagno artista ha voluto rielaborare il materiale fotografico e ne ha estrapolato una serie di tele e di interventi in forma di micro videoclip di pochi secondi, inseriti a "commento" nella visione cronologica proiettata a ciclo continuo.
Le tele sono il risultato di una manipolazione in digitale dell'immagine di un oggetto simbolo scelto tra le fotografie della compagna e modificato con colori dalle tonalità industriali. Ne sono risultate una serie di opere multiple dal sapore Pop. Anche i micro videoclip hanno gusto pop, ma sono contaminati dal bagaglio culturale del compagno che spazia tra la cultura musicale contemporanea (punk, tecno, ecc.), e il cinema horror.
Ne è risultata una mostra evento, svoltasi le sere del 9 e 10 marzo 2007, con gli autori che durante la proiezione a ciclo continuo hanno commentato le fotografie e raccontato il viaggio.
L'affluenza di pubblico è stata di almeno cento persone tra compagni e compagne e semplici cittadine, tutti interessati all'argomento sia dal punto di vista artistico che da quello dell'attualità della guerra.
l'incaricato
Per chi fosse interessato contattare antonellabonzi@libero.it o bvis@libero.it

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