A Milano i fascisti rialzano la testa e decidono di aprire un "luogo
di aggregazione" che già dal nome promette bene: "Cuore Nero". I
promotori sono personaggi ben noti: esponenti di AN, ex picchiatori,
personaggi legati a Forza Nuova,Terza Posizione, "intellettuali" legati
alla rivista Orion, irriducibili della curva dell'Inter, skin heads,
etc...
Con personaggi del genere, che nei loro pubblici discorsi inneggiano a
Mussolini, all'odio razziale, alla Repubblica di Salò, è
abbastanza chiaro quale "cultura" vogliono aggregare.
Il centro dovrebbe aprire in Viale Certosa, zona periferica di Milano, a pochi metri dalla cascina autogestita Torchiera.
Subito in zona nasce una ampia mobilitazione, che si allarga a vasti
settori del movimento milanese, per impedirne l'apertura, perché
non può essere riconosciuta nessuna agibilità politica a
chi si fa promotore di ideologie razziste, autoritarie e oppressive.
Il "cuore nero" non inizia a battere perché viene dato alle fiamme prima dell'inaugurazione.
Nel giorno previsto per l'inaugurazione però questi figuri si
danno comunque appuntamento davanti alla sede bruciata. Nonostante la
chiamata molto ampia non superano i 200, e mettono bene in chiaro chi
sono con inni tipo "boia chi molla", croci celtiche, insulti ai
compagni…..
Contemporaneamente nella cascina Torchiera varie centinaia di persone
danno vita ad una giornata di festa: teatro, canti, concerto,
discussioni, cena collettiva. Era evidente la differenza: da una parte
un manipolo di persone che esprimeva solo odio e rabbia (non si capisce
bene contro chi), dall'altra un laboratorio vivo, pensante,
costruttivo.
"Vorremmo che questa sia solo la prima giornata che porti alla
costruzione di un momento di rivendicazione e visibilità.", dice
il volantino del Torchiera , che propone l'organizzazione di una serie
di altre attività antifasciste perché il pericolo non
è affatto scongiurato e i cuori veri devono cambiare questa
Milano, sempre più apatica.
Nello stesso giorno sono anche apparse scritte razziste firmate Forza
Nuova nel quartiere Paolo Sarpi, con tutta probabilità opera
degli stessi figuri.
Contro ogni forma di razzismo e ogni tentativo di spargere veleno solo
la mobilitazione popolare può ributtare indietro questi rifiuti
della storia.
REA
Sabato 14 si è ritrovato, per la seconda volta, a Gemona (UD)
il costituendo forum regionale dei comitati popolari. E' il tentativo
di creare una rete leggera ispirata al patto nazionale di mutuo
soccorso che raccolga tutti i comitati presenti nei nostri territori e
che stanno vivendo un notevole momento di diffusione e di crescita. Da
quelli carnici contro gli elettrodotti e contro la nuova autostrada
passando a quelli della bassa friulana contro le casse di espansione
nel Tagliamento per arrivare ai vari comitati NOTAV e contro la base
militare di Aviano. Nel corso dell'affollata riunione si è
discusso sia del forum in generale che in particolare delle prossime
scadenze di lotta.
Sicuramente il forum è agli inizi e il percorso collettivo
è appena iniziato e dovrà darsi i suoi tempi considerando
anche il fatto che vi partecipano comitati molto variegati. In generale
si respira comunque un sana aria di disaffezione dalla politica
istituzionale e tutti convengono che la controparte è la giunta
regionale del centro-sinistra di Illy che sta portando avanti un
attacco senza precedenti al territorio e all'ambiente in nome della
"crescita". I prossimi appuntamenti sono il 25 aprile a Torviscosa
contro il progetto di un cementificio, il 1 maggio a Cervignano contro
la TAV (in cui si vuole superare il successo dell'anno scorso in cui il
corteo dei comitati superò numericamente quello della triplice)
e il 12 maggio a Trieste in occasione del g8 sullo sviluppo sostenibile.
Un compagno presente
La 2 giorni contro il rigassificatore off-shore organizzata dai
Comitati di Livorno, Pisa e Rosignano si è svolta vicino
Livorno, presso Stagno, frazione già gravemente colpita
dall'inquinamento industriale e che sarà attraversata dal
gasdotto che dovrà portare il gas alla terraferma dall'impianto
galleggiante in mare.
La prima giornata, venerdì 13, si è aperta con mostre e
proiezioni allo scopo di sensibilizzare gli abitanti della zona, la
sera il concerto ha visto una larga partecipazione.
Il pomeriggio successivo si è svolto un dibattito al quale sono
intervenuti rappresentanti dei Comitati contro il rigassificatore,
Medicina Democratica, un rappresentante del movimento No Tav, un membro
dell'associazione MOSUP per la difesa del Delta del Niger. La festa si
è conclusa in serata con un concerto.
D. A.