Umanità Nova, n.13 del 22 aprile 2007, anno 87

inform@zione


Milano: il "Cuore Nero" non batte

A Milano i fascisti rialzano la testa e decidono di aprire un "luogo di aggregazione" che già dal nome promette bene: "Cuore Nero". I promotori sono personaggi ben noti: esponenti di AN, ex picchiatori, personaggi legati a Forza Nuova,Terza Posizione, "intellettuali" legati alla rivista Orion, irriducibili della curva dell'Inter, skin heads, etc...
Con personaggi del genere, che nei loro pubblici discorsi inneggiano a Mussolini, all'odio razziale, alla Repubblica di Salò, è abbastanza chiaro quale "cultura" vogliono aggregare.
Il centro dovrebbe aprire in Viale Certosa, zona periferica di Milano, a pochi metri dalla cascina autogestita Torchiera.
Subito in zona nasce una ampia mobilitazione, che si allarga a vasti settori del movimento milanese, per impedirne l'apertura, perché non può essere riconosciuta nessuna agibilità politica a chi si fa promotore di ideologie razziste, autoritarie e oppressive.
Il "cuore nero" non inizia a battere perché viene dato alle fiamme prima dell'inaugurazione.
Nel giorno previsto per l'inaugurazione però questi figuri si danno comunque appuntamento davanti alla sede bruciata. Nonostante la chiamata molto ampia non superano i 200, e mettono bene in chiaro chi sono con inni tipo "boia chi molla", croci celtiche, insulti ai compagni…..
Contemporaneamente nella cascina Torchiera varie centinaia di persone danno vita ad una giornata di festa: teatro, canti, concerto, discussioni, cena collettiva. Era evidente la differenza: da una parte un manipolo di persone che esprimeva solo odio e rabbia (non si capisce bene contro chi), dall'altra un laboratorio vivo, pensante, costruttivo.
"Vorremmo che questa sia solo la prima giornata che porti alla costruzione di un momento di rivendicazione e visibilità.", dice il volantino del Torchiera , che propone l'organizzazione di una serie di altre attività antifasciste perché il pericolo non è affatto scongiurato e i cuori veri devono cambiare questa Milano, sempre più apatica.
Nello stesso giorno sono anche apparse scritte razziste firmate Forza Nuova nel quartiere Paolo Sarpi, con tutta probabilità opera degli   stessi figuri.
Contro ogni forma di razzismo e ogni tentativo di spargere veleno solo la mobilitazione popolare può ributtare indietro questi rifiuti della storia.
REA

Gemona: forum dei comitati popolari

Sabato 14 si è ritrovato, per la seconda volta, a Gemona (UD) il costituendo forum regionale dei comitati popolari. E' il tentativo di creare una rete leggera ispirata al patto nazionale di mutuo soccorso che raccolga tutti i comitati presenti nei nostri territori e che stanno vivendo un notevole momento di diffusione e di crescita. Da quelli carnici contro gli elettrodotti e contro la nuova autostrada passando a quelli della bassa friulana contro le casse di espansione nel Tagliamento per arrivare ai vari comitati NOTAV e contro la base militare di Aviano. Nel corso dell'affollata riunione si è discusso sia del forum in generale che in particolare delle prossime scadenze di lotta.
Sicuramente il forum è agli inizi e il percorso collettivo è appena iniziato e dovrà darsi i suoi tempi considerando anche il fatto che vi partecipano comitati molto variegati. In generale si respira comunque un sana aria di disaffezione dalla politica istituzionale e tutti convengono che la controparte è la giunta regionale del centro-sinistra di Illy che sta portando avanti un attacco senza precedenti al territorio e all'ambiente in nome della "crescita". I prossimi appuntamenti sono il 25 aprile a Torviscosa contro il progetto di un cementificio, il 1 maggio a Cervignano contro la TAV (in cui si vuole superare il successo dell'anno scorso in cui il corteo dei comitati superò numericamente quello della triplice) e il 12 maggio a Trieste in occasione del g8 sullo sviluppo sostenibile.
Un compagno presente

Livorno: 2 Giornate contro il rigassificatore

La 2 giorni contro il rigassificatore off-shore organizzata dai Comitati di Livorno, Pisa e Rosignano si è svolta vicino Livorno, presso Stagno, frazione già gravemente colpita dall'inquinamento industriale e che sarà attraversata dal gasdotto che dovrà portare il gas alla terraferma dall'impianto galleggiante in mare.
La prima giornata, venerdì 13, si è aperta con mostre e proiezioni allo scopo di sensibilizzare gli abitanti della zona, la sera il concerto ha visto una larga partecipazione.
Il pomeriggio successivo si è svolto un dibattito al quale sono intervenuti rappresentanti dei Comitati contro il rigassificatore, Medicina Democratica, un rappresentante del movimento No Tav, un membro dell'associazione MOSUP per la difesa del Delta del Niger. La festa si è conclusa in serata con un concerto.
D. A.

home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti