Non si può certo dire che la Chiesa cattolica non ce la stia
mettendo tutta. E che non stia cercando di forzare la mano alla classe
politica italiana con un impegno che sarebbe meglio impiegare in una
campagna capace di fare un po' di sacrosanta pulizia dove ce ne
è più bisogno, vale a dire al proprio interno. Fortuna,
verrebbe da dire, che nonostante tutto siamo in Europa, e che
l'influenza dei preti romani, al di là delle Alpi, è
vissuta con meno soggezione e più distacco che non da noi. Dove
non c'è politico (escluso forse l'ex anarchico Boselli, al quale
qualcosa deve pur essere rimasto addosso!), che non si sforzi di
mostrare una devozione filiale e rispettosa non solo per le assillanti
dichiarazioni papali, ma anche per l'ultima berciata dell'ultimo
parroco di campagna.
E si intende che non stiamo parlando solo della lobby cattolica che si
è spalmata trasversalmente in tutti (ma proprio tutti) i
partiti, ma anche degli inverecondi eredi di quella tradizione laica e
anticlericale che in passato riuscì ad ottenere qualche
risultato nell'arginare la bigotta e spregiudicata invadenza
d'Oltretevere. Fortuna che siamo in Europa, dicevo, e anche se come
anarchico non posso né voglio, certo, legittimare una
istituzione sovrastatale quale è il Parlamento europeo, tuttavia
non nascondo un po' di soddisfazione nel vedere come a Strasburgo ogni
tanto compaia qualcuno intenzionato a non cedere di fronte alla
prepotente ingerenza del Vaticano.
Messa dietro le spalle, ormai, la famosa questione delle "radici
cristiane", volutamente ignorate nella stesura della Costituzione
europea, di recente è passata a larga maggioranza una
risoluzione nella quale si stigmatizzano "i commenti discriminatori
formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli
omosessuali". E solo l'affannata mediazione della componente Popolare e
dello stesso presidente dell'assemblea hanno impedito che in tale
risoluzione comparisse, come richiesto da tre parlamentari italiani, il
nome del presidente della Cei, cardinale Bagnasco, quale uno, se non il
principale, di tali "dirigenti religiosi". Naturalmente non sono
mancate le geremiadi delle gerarchie ecclesiastiche per questa
risoluzione, né i te deum per lo scampato pericolo
dell'indicazione, con nome e cognome, del buon Bagnasco.
È curiosa, effettivamente, la reazione del clero. Esattamente
identica a quella di chi tira il sasso e nasconde la mano. Sono
costantemente lì a lamentare presunte discriminazioni ma ormai
non passa giorno, in una deriva parossistica e imbarazzante, che non
escano dichiarazioni ecclesiastiche dure, offensive e volgari sui temi
della famiglia, della sessualità, della libertà di
pensiero e religiosa. È una campagna in piena regola, della
quale tutti i preti devono essere, evidentemente, complici oltre che
convinti, altrimenti non si spiegherebbe il sostanziale silenzio di
quelli, fra loro, che in passato non mancavano, anche se
saltuariamente, di far sentire un cauto e rispettoso dissenso riguardo
alle posizioni più retrive e reazionarie dei vertici.
Oggi è chiaro che non è più così, e
l'appiattimento sulle posizioni papali è sempre più
evidente. Come è evidente la voglia di farla pagare a quegli
italiani che a suo tempo votarono per il divorzio e per l'aborto, e che
oggi vanno sempre meno in chiesa a far benedire la propria unione e
hanno vedute un po' più larghe di quelle in uso nello stato
pontificio. E quindi non c'è mattino che non si alzi un qualche
prelato, più o meno paludato, determinato a passare la giornata
offendendo, minacciando, ricattando a destra e a manca chiunque non si
presti a fare propri i principi morali – anche se tanto morali
non sembrano poi essere – della Chiesa. Con una violenza verbale
sempre più accentuata, in un crescendo di acredine tanto
grottesca quanto vergognosa.
E ce ne è per tutti. Per chi compie scelte sessuali diverse, per
chi non si bagna le mani nelle acquasantiere, per chi decide di
separarsi dal coniuge, per chi rifiuta di frequentare l'ora di
religione, per chi ha deciso di interrompere una gravidanza, per chi
insegue una gravidanza difficile, per chi ritiene che le proprie
convinzioni morali non debbano essere condizionate da quelle del prete.
Tanto per non fare esempi, è di pochi giorni la dichiarazione
del teologo Angelo Amato, già sottopancia di Ratzinger alla
Congregazione del Sant'Uffizio, che ha definito forme di "terrorismo
dal volto umano" l'aborto, l'eutanasia, la pillola Ru 486, i laboratori
dove si manipolano gli embrioni e i parlamenti che "approvano leggi
contrarie all'essere umano". Se fossimo credenti, non potremmo non
vergognarci di essere rappresentati da autorità del genere.
E invece no. E invece sempre più, anche fra i cattolici che una
volta si definivano aperti al mondo o "di sinistra", il dettato
pontificio, quanto più è duro e ultimativo, tanto
più fa presa, riflettendosi nel comportamento passivo e
accondiscendente di quasi tutto il ceto politico. Non a caso, dopo la
risoluzione del Parlamento europeo, il cardinale Ruini ha potuto
affermare, senza tema di smentite, che "in Italia possiamo essere
ottimisti perché buona parte delle forze politiche e
dell'opinione pubblica sono consapevoli dei valori degli italiani
[evidentemente per il nostro i valori della chiesa coincidono
necessariamente con quelli degli italiani in toto. NdA]. Qui,
nonostante qualche pallottola di carta, andiamo abbastanza bene". E
tanto perché sia chiaro che sta parlando a nuora perché
suocera intenda, ecco spuntare, provvidenziale, una lettera inviata a
Bagnasco con l'immancabile proiettile. Non si può escludere,
certamente, il gesto del solito demenziale feticista delle armi, ma la
puntualità di consegna dimostrata in questo caso dalle
farraginose poste italiane non può non destare qualcosa di
più che un sospetto. Tanto più è invadente e
prepotente, infatti, tanto più diventa comodo, per la Chiesa,
tornare a indossare l'aureola del martirio. E far così passare
in secondo piano le drammatiche conseguenze che i suoi ordini
ultimativi, fatti propri dai nostri legislatori, possono avere per
milioni di cittadini.
Bravi, bravi davvero, questi parroci e curati!
MoM