Per il secondo anno consecutivo, a Cervignano del Friuli, il 1°
maggio scendono in piazza i comitati, le associazioni e gruppi
informali di cittadini ambientalisti ed ecologisti della regione per
contestare le devastanti politiche ambientali della giunta regionale di
centro-sinistra presieduta dal governatore Illy.
Un migliaio le persone, "armate" di bandiere "NoTAV", che hanno
partecipato al corteo dietro gli striscioni dei numerosi comitati, nati
su tutto il territorio friulano per fermare gli eco-mostri che si
stanno attuando in regione, contro ogni principio di democrazia, con la
complicità degli amministratori locali e delle diverse lobby
industriali e finanziarie.
Progetti scellerati come la TAV o l'apertura di un nuovo cementificio
nella Bassa Friulana; come le casse di espansione sul fiume Tagliamento
o la realizzazione in Carnia di una nuova autostrada e di due nuovi
elettrodotti, solo per citarne alcuni. Progetti sostenuti dal Re del
caffè Illy che vuole trasformare la regione in un corridoio di
transito, con una lenta ed intollerabile distruzione ambientale e
sociale.
Molto buona anche la presenza degli anarchici provenienti da tutta la
regione e anche dal vicino Veneto che si sono distribuiti nei diversi
comitati di riferimento.
Al termine del corteo, dopo il comizio ufficiale, al quale è
intervenuto un rappresentante del comitato No Tav della Bassa Friulana,
si è svolto una assemblea pubblica molto partecipata dove hanno
preso la parola tutti i rappresentanti delle associazioni ecologiste.
L'assemblea si è conclusa con un invito a rivedersi a Trieste
l'11 e il 12 maggio per manifestare contro il summit internazionale
sullo sviluppo sostenibile organizzato dalla Regione FVG con il
sostegno dell'Unesco, dell'Università e di alcuni centri di
ricerca.
L'incaricato
È ormai tradizione ventennale che a Ragusa gli anarchici
organizzino una manifestazione il Primo Maggio. Nella centralissima
Piazza Pola sono stati montati gazebo e banchetti per libri, con
esposizione di pannelli di controinformazione sulla politica locale
(scempi urbani, stipendi della giunta comunale, pensioni d'oro degli ex
deputati della provincia) e sulle posizioni anarchiche riferite ai
principali temi d'attualità.
Inoltre, a cura dei compagni di Catania, è stata esposta una interessante mostra di manifesti della rivoluzione spagnola.
Il programma delle iniziative della giornata si è snodato a
partire dalle 16,30, con un dibattito sulle condizioni di lavoro,
introdotto da Natale della Federazione Anarchica Siciliana, al quale
sono stati invitati ad intervenire il compagno Mililli, del Partito
Comunista dei Lavoratori e il compagno La Terra della CUB. Una
discussione importante e coinvolgente che ha sviscerato la questione
del precariato, degli infortuni e della nocività, ponendo il
problema dei un maggiore coordinamento tra le forze politiche e
sindacali alternative per far crescere una possibilità di
rilancio del conflitto sociale, oggi messa in discussione dalla
disgregazione di classe esistente.
Dopo un bellissimo spettacolo di artisti di strada, svolto dai compagni
dell'Associazione Tubajana, è venuto il momento dell'atteso
comizio di Pippo Gurrieri, per il quale ogni anno accorrono persone
dalla città e dai comuni limitrofi.
È stato un intervento di oltre un'ora nel corso del quale sono
stati scanditi i principali temi di attualità, dalla guerra alle
elezioni, dalla chiesa alle devastazioni ambientali, con forti accenni
alla politica locale, alle ruberie, le tasse, le truffe e gli sprechi
che pesano sui cittadini. È stato ricordato il compagno Franco
Leggio, morto in dicembre, nel primo Primo Maggio senza la sua
presenza, ed ai numerosi giovani presenti sono state rivolte
particolari argomentazioni volte a sensibilizzarli verso un impegno in
prima persona perché possano decidere del loro futuro. Il
comizio è stato interrotto costantemente da applausi ed ha
riscosso un vivo successo.
È seguito il video sulla rivoluzione spagnola, nel corso del
quale sono stati visti ancora molti manifesti della CNT-FAI, e quindi
sono i cominciati i concerti, con i gruppi locali Plain-D e Diosfera
corporation. Molto attesi da tantissimi ragazzi, fino alla mezzanotte
hanno animato il cuore della vecchia città coinvolgendo i
presenti in un clima di generale entusiasmo.
Così anche questo Primo Maggio se ne è andato; un momento
riuscito di propaganda delle idee anarchiche che premia lo sforzo delle
compagne e dei compagni che con generosità e abnegazione, da
Ragusa e da fuori, sono accorsi a dare un mano per la sua riuscita.
Un'ulteriore occasione di conferma del radicamento dell'anarchismo in
quest'area del territorio siciliano.
L'incaricato
Sono le otto e mezzo quando Carrara inizia a risuonare dei nostri
canti in una limpidissima mattina con il palco addobbato dalle bandiere
rosse e nere che si stagliano davanti alla facciata in marmo bianco del
Teatro Animosi.
Mentre i compagni iniziano ad arrivare si fanno gli ultimi controlli all'impianto e si allestisce il banchetto dei libri.
Alle dieci la piazza è ormai piena e iniziano gli interventi dal palco.
È Natalia Caprili a introdurre la manifestazione a nome dei
gruppi locali, ricordando le ragioni della giornata del Primo Maggio e
la decisione, quest'anno, di dedicare in particolare modo a Nicola
Sacco e Bartolomeo Vanzetti e con loro ai milioni di lavoratori
costretti ancora oggi a lasciare i propri paesi sperando di guadagnarsi
un futuro migliore per trovare poi solo razzismo, violenza e miseria,
la festa dei lavoratori carrarina.
È stata poi la volta di Giovanni Pedrazzi dei cobas del marmo
che si sofferma sulla continua e imperante precarizzazione del mondo
del lavoro e sullo scippo dei diritti consolidati dei lavoratori da
parte dei sindacati confederali, in accordo coi governi, ultimo il
furto legalizzato della liquidazione.
Prende dunque la parola il compagno Urbano a nome del comitato
lavoratori cileni in esilio presenti anche con un loro striscione, con
in intervento incentrato sulla solidarietà verso la lotta del
popolo Mapuche in Cile.
A seguire, il coinvolgente intervento del giovane Federico Denitto, che
dopo aver dato il benvenuto a tutti i compagni anarchici e non,
è passato senza indugio a fornire una fotografia concisa e
completa del panorama politico da un punto di vista libertario,
sottolineando come sia illusorio per l'elettorato di sinistra
continuare a dare fiducia tramite il voto ai vari schieramenti
parlamentari di qualunque colore siano, e concentrando l'attenzione sul
ruolo guerrafondaio interpretato dal governo nei riguardi dei paesi
attualmente afflitti dall'orrore delle guerre di sterminio
imperialiste, con l'ulteriore aumento delle spese militari, in perfetta
continuità con i governi di destra o di sinistra che lo hanno
preceduto. È passato poi a evidenziare come anche in tema di
immigrazione, al di là delle enunciazioni di principio, la
politica concreta del governo mantenga le stesse linee guida di chi lo
ha preceduto. La differenza è nella maggior presa in giro del
proprio stesso elettorato, come macroscopicamente dimostrato dalla
vicenda TAV, ove le dichiarazioni concilianti servono a coprire la
determinazione del governo di sinistra a portare a termine un'opera
spacciata quale pubblicamente utile, mentre è solo l'ennesimo
esproprio per usi privati del denaro pubblico, oltretutto proseguendo
l'opera di devastazione del territorio naturale del nostro paese, in
Val Susa come altrove.
Un intervento carico e spigliato interrotto più volte dagli
applausi della piazza che gli è anche valso subito il soprannome
"Mitraglia" per il ritmo incalzante degno dei più abili rapper.
Ha concluso gli interventi dal palco il più giovane degli
oratori, il piccolo Luca con un brevissimo ma esplicito invito alla
nostra classe dirigente ad andarsene a...
Finiti gli interventi il corteo, di circa mille persone, si muove
quindi attraverso le strade del centro ingrossandosi man mano con gli
ultimi ritardatari per portare le tradizionali corone di garofani rossi
ai vari monumenti e lapidi che ricordano momenti e figure importanti
nella lotta per l'emancipazione umana, con una variante di percorso
rispetto agli anni precedenti per deporne una al cippo in memoria di
Sacco e Vanzetti inaugurato lo scorso agosto.
Ringraziamo tutti i partecipanti e tutti coloro che hanno contribuito allo svolgersi della giornata.
Gli incaricati
Primo Maggio dal duplice volto a Milano: da una parte la
manifestazione istituzionale che si svolge nella mattinata sul percorso
tradizionale tra Porta Venezia ed il Duomo e che è sempre meno
partecipata, sempre più formale, sostenuta in prevalenza dai
quadri politici e sindacali.
Dall'altra la manifestazione/parata quasi rave del Mayday pomeridiano,
promossa dalla CUB e da vari organismi del lavoro precario e
dell'antagonismo, alla quale hanno partecipato migliaia e migliaia di
giovani: un corteo festoso contrassegnato da numerosi TIR carichi di
casse acustiche (e di casse di birra) che ha percorso una buona parte
della città per concludersi a notte inoltrata di fronte al
Castello, alternando interventi orali a musica.
Ancora una volta la Mayday si configura con un tentativo di dare corpo
ad un settore sociale, come quello contraddistinto da precarietà
e flessibilità oltre che da scarso se non nullo utilizzo delle
professionalità acquisite, ricorrendo a strumenti di
comunicazione e di espressione ritenuti idonei per favorire il
coinvolgimento del mondo giovanile, ormai estraneo ai riti del
sindacalismo istituzionale.
Come Federazione Anarchica Milanese siamo stati presenti alla Mayday
con due gazebo/punti di diffusione della nostra stampa e di presa di
contatti (oltre che di ristoro), dopo che nella sede di viale Monza
abbiamo organizzato l'ormai tradizionale pranzo di Primo Maggio che,
anno dopo anno, continua a rappresentare un valido e simpatico momento
conviviale di ritrovo del numeroso e variegato movimento milanese.
max
Come da programma c'è stato il comizio anarchico nei giardini
"Sacco e Vanzetti", adiacenti alla sede del Centro Studi Libertari
"Luigi Fabbri", con la partecipazione di circa una cinquantina di
persone, fra cui il sindaco di centro-sinistra, l'assessore alla
cultura e alcuni immigrati senegalesi. Quasi tutti i presenti poi fra
pranzo e cena hanno passato la giornata in sede. La sera c'è
stato l'applaudito concerto al teatro Studio Morioni dei Liberi Cantori
della marca e dei Linea Maginot. Buona la presenza di pubblico e la
distribuzione di materiale di propaganda fra cui il foglio di
controinformazione locale Controcorrente.
L'incaricato.
A Torino il Primo Maggio è ancora festa popolare,
rappresentazione collettiva di un sentire che ha nelle idee di
libertà, emancipazione degli oppressi, eguaglianza ed
internazionalismo dei riferimenti ideali difficili da scalfire. Negli
ultimi anni la piazza torinese è divenuta sempre più
contenitore eterogeneo per anime diverse, anime in conflitto tra di
loro in maniera secca. Quest'anno Torino è stata scelta per
l'appuntamento nazionale di CGIL, CISL e UIL. Sul palco di Piazza S.
Carlo sono intervenuti i tre segretari confederali e il sindaco
Chiamparino. Erano presenti Bertinotti, Turco, Fassino. In piazza S.
Carlo, radunatisi sin dalle 9, c'erano anche i No Tav, che hanno scelto
di non fare il corteo per trovarsi sotto il palco e dire la propria ai
devastatori e saccheggiatori che sarebbero intervenuti. Bordate di
fischi hanno accompagnato gli interventi del sindaco Chiamparino e dei
tre bonzi sindacali.
Anche gli squatter torinesi si sono ritrovati sotto il palco ed hanno
aperto uno striscione con la scritta "devastatore è lo stato":
immediata la reazione della Digos, guidata dal vicequestore Spartaco
Mortola, oggi a Torino, nel 2001 in servizio a Genova, dove, in
occasione del G8 ebbe modo di distinguersi. Oltre alla Digos interviene
l'antisommossa della PS e la GdF che strattonano e calciano
violentemente gli squatter sottraendo loro lo striscione.
Successivamente il servizio d'ordine sindacale chiede ed ottiene dalla
polizia che il gruppo venga allontanato da sotto il palco e poi
circondato dai mazzieri del sindacato e da birri in tenuta d'assalto.
In piazza Vittorio è l'appuntamento tradizionale per chi
partecipa al corteo. La FAI torinese, che anche quest'anno ha promosso
uno spezzone rosso e nero, è presente con la distribuzione dei
libri (un altro banchetto è sin dalle prime ore in piazza S.
Carlo) e con il proprio camioncino addobbato con bandiere anarchiche e
No Tav. Sul fianco del camion uno striscione con la scritta "Pace agli
oppressi, guerra agli oppressori". In apertura lo striscione "contro lo
stato e il capitale azione diretta". Vani i tentativi del servizio
d'ordine sindacale di far spostare in coda il camion rosso e nero, che
si inserisce nel corteo e sfila diffondendo le nostre canzoni
intervallandole con brevi interventi dal microfono. In questi come nel
volantino distribuito in piazza si ricorda che questo è un primo
maggio di guerra, con l'Italia in prima fila con truppe e armamenti in
Afganistan. Si argomenta come le politiche di questo governo ricalchino
quelle del precedente nei confronti dei migranti, del militarismo, del
lavoro. Si parla del sindacato di stato e del suo essere garante delle
scelte governative, che in questi anni hanno eroso libertà e
diritti. Lo stesso sindacato di stato che si è schierato per le
grandi opere, la truffa miliardaria e legale del dopo tangentopoli. I
comizi volanti sono accolti generalmente bene da gente che sente forte
la difficoltà di portare una bandiera della pace di fronte ad un
governo che taglia i servizi ed aumenta la spesa militare. O anche
gente che vive sulla propria pelle la precarietà del lavoro, i
trasporti fatiscenti, la malasanità. Significativo un gruppo di
No Tav della Val Sangone con bandiera della CGIL, scontrarsi
verbalmente con altri cigiellini proprio sul senso dello sviluppo,
sulla necessità di scelte condivise. Il cosiddetto popolo della
sinistra è lacerato in maniera sempre più visibile e
netta dalle scelte di questo governo e la piazza torinese mostra quello
che i media cercheranno con ogni mezzo di occultare: un disagio forte
che in alcuni casi diviene aperto dissenso.
Lo spezzone rosso nero percorre via Po, attraversa piazza Castello ed
imbocca via Roma dove incrocia il gruppo di squatter cui la polizia
aveva rapinato lo striscione: immediatamente viene aperto lo striscione
analogo "Devastatore è lo stato – libertà per gli
antifascisti" sottratto con la forza dalla Digos dopo la contestazione
alla fiaccolata del 25 aprile e poi riconsegnato ad una compagna che
era andata in questura per farselo restituire.
Poco prima di piazza S. Carlo la polizia blocca l'ingresso alla piazza
allo spezzone rosso e nero cercando di far deviare sulla sinistra il
camion. Segue un fronteggiamento al termine del quale il camion si
ferma lì senza deviare e lo spezzone con i due striscioni entra
in piazza.
Il pranzo con festa nella sede della FAI conclude un primo maggio all'insegna della lotta.
Eufelia
Per il 1° maggio il collettivo A_berica di Vicenza ha
organizzato la "Festa del Non Lavoro", un evento di libera espressione
creativa, presso il Parco del Retrone.
La giornata è iniziata alle 10 con installazioni di vario tipo,
create utilizzando materiali di recupero, e banchetti di
contro-informazione politica e artistica, proseguendo con esibizioni di
burattinai, giocolieri e funamboli.
L'auto-organizzazione della giornata ha seguito il motto "porta
ciò che vuoi trovare", per cui ciascuno ha pensato a procurare
vivande, bibite, scacchi, carte da gioco e tutto ciò che
riteneva adatto all'occasione. Tutti hanno comunque trovato un valido
supporto nell'angolo eno-gastronomico di A_berica.
Il momento culminante è stato lo spettacolo teatrale ispirato
all'evolversi della lotta di resistenza contro la costruzione di una
nuova base americana a Vicenza, con una scenografia allestita
direttamente nel parco nel corso del pomeriggio.
L'affluenza all'evento è stata piuttosto consistente, anche
grazie alla bella giornata, appena rinfrescata da un vento perfetto per
gli aquiloni, mentre da un albero irriverente sventolava la bandiera
rossa e nera.
a_berica@anche.no