Umanità Nova, n.15 del 6 maggio 2007, anno 87

25 aprile. Memoria resistente



Pordenone

Anche quest'anno, per il terzo anno consecutivo, AN non si è fatta viva in piazza il 25 aprile. Addirittura, la destra locale ha rinunciato anche alla manifestazione che da due anni organizza il 24 aprile per ricordare tutti i (loro) morti: una scelta imposta dalle mobilitazioni degli antifascisti e degli anarchici che, anno dopo anno, hanno visibilmente aumentato il loro consenso.
La scelta di mobilitarci anche quest'anno è nata dalla necessità di non "mollare" la piazza e dare una risposta ai provvedimenti di stampo repressivo che hanno colpito alcuni compagni durante le precedenti edizioni del 25 aprile.
Pertanto, abbiamo deciso di presenziare alla manifestazione ufficiale con uno striscione (durante la quale è stato distribuito un volantino) per poi continuare ad occupare la piazza con un banchetto, musica e distribuzione di cibo e bevande. La partecipazione è stata buona. Circa un quarantina di compagni e compagne hanno raccolto l'invito della RAF (Resistenza Antifascista).
La visibilità mediatica è stata debole e quel poco che è passato mirava a far passare gli anarchici e gli antifascisti come dei violenti. Poco spazio alla nostra iniziativa e ampio spazio nei giorni precedenti il 25 aprile alle dichiarazioni di esponenti di AN.
Lino

Udine

Da alcuni mesi si segnala a Udine un preoccupante fiorire di attività dell'estrema destra: diverse aggressioni e  intimidazioni di stampo neonazi sono avvenute nei confronti soprattutto di studenti e di giovani con un look "di sinistra", davanti alle scuole ci sono stati volantinaggi fascisti sistematici e banchetti con diffusione di materiale omofobico, sessista e razzista. Mani "ignote" riempiono i muri della città di svastiche, celtiche e scritte naziste che il Comune si guarda bene dal cancellare.
Di fronte a questi fatti si è costituito in città un Coordinamento Antifascista (in cui sono presenti i compagni anarchici/e del Centro Sociale Autogestito) che, tra le sue varie attività, ha partecipato alla manifestazione ufficiale del 25 aprile distribuendo un volantino di denuncia. Terminato il corteo ufficiale in piazza XXVI luglio il Coordinamento ha organizzato una propria presenza autonoma che ha visto una notevole partecipazione.
Mauro

Trapani

Il 25 aprile, anniversario della Liberazione, è stato festeggiato a Trapani con una importante e apprezzata iniziativa promossa dal locale Coordinamento per la Pace e dai Cobas in uno degli angoli più suggestivi della città, il lungomare di San Liberale. Dal primo pomeriggio fino alla tarda serata, i trapanesi hanno potuto fruire del materiale informativo messo a disposizione dalle associazioni che hanno partecipato all'evento, hanno ascoltato buona musica e hanno avuto l'opportunità di riflettere e confrontarsi sull'importanza dei valori dell'antifascismo e della Resistenza. Il contributo degli anarchici alla buona riuscita dell'iniziativa è stato sottolineato da un nutritissimo banchetto di stampa anarchica e libertaria, dal massiccio volantinaggio e da una bella mostra fotografica dedicata al ruolo che gli anarchici ebbero nella lotta di liberazione dal nazifascismo. Infine, due compagni anarchici sono intervenuti al microfono e hanno evidenziato - più volte interrotti dagli applausi - l'attualità dell'azione antifascista intesa come opposizione a qualunque dominio e a qualsiasi ingiustizia. La conclusione della bella giornata è stata scandita dall'esibizione di due band locali.
TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

Milano

Le ricorrenze sono fondamentali per la politica, come per la religione. Così, per la Repubblica Italiana, ricordare ogni anno il mito fondativo delle proprie istituzioni, è un fatto importante per giustificare la propria esistenza e scongiurare quella separazione sempre più evidente tra se e la società civile. Ma, mentre in tutta Italia questa giornata è festeggiata quasi unicamente dai rappresentanti dello stato e da qualche vecchio reduce, a Milano ha conservato negli anni una particolare partecipazione popolare.
Anche quest'anno, quindi, una manifestazione sentita dalla gente di sinistra, da settori delle classi lavoratrici, così come dai giovani antifascisti. Ovviamente da parte nostra, pur sentendo la necessità di scendere in piazza per incontrare questo popolo e condividendo questa necessità con i compagni delle varie realtà che compongono il Coordinamento Milanese contro la Guerra, non abbiamo potuto fare a meno di sentirci a disagio in un pentolone dove c'era di tutto, ma veramente qualsiasi cosa. Infatti la nostra scelta non è stata proprio quella della partecipazione al corteo. Insieme al coordinamento, la Federazione anarchica milanese ha organizzato un presidio in Piazza San Babila, a cui hanno partecipato un centinaio di compagni. Un presidio composto da diverse anime, con lo scopo di denunciare la politica bellicista e di sudditanza agli USA del governo italiano, in barba agli ideali pacifisti e di non violenza tanto sbandierati da alcuni partiti governativi, pubblicizzando inoltre la manifestazione novarese del 19 maggio contro la produzione locale degli aerei di guerra F 35. Ovviamente è stato assolutamente inevitabile, ed anche giusto da un certo punto di vista, che alcuni personaggi della politica nostrana o alcuni settori del corteo, come quello sionista, siano stati fischiati. I giornali ovviamente hanno fatto un polverone assolutamente sproporzionato su queste ultime vicende, quando in realtà si sono concluse in pochi minuti, qualche fischio, slogan e insulti.
Tra l'altro era tutto già ampiamente previsto, dato che questa era la seconda edizione. Infatti il settore sionista del corteo, posizionato opportunisticamente dietro i reduci dei campi lager, questo 25 aprile ha portato uno striscione con su scritto "anche 5000 sionisti hanno liberato l'Italia". A parte l'arroganza implicita, visto che loro, come al solito, danno per scontato che tutti gli ebrei dovessero essere sionisti, ma oltretutto era chiaro la loro volontà di provocare chi nella sinistra riconosce in Israele uno stato che sta annichilendo e assassinando i palestinesi.
La contestazione è stata contenuta ed anche motivata durante il comizio. Inoltre, è stata giusta, visto l'odiosa opera mistificatrice che fa il sionismo, appropriandosi del dramma della Shoah per giustificare la sua esistenza ed il suo operato.
Ciò su cui non potremo mai essere d'accordo con i compagni comunisti del coordinamento, è sulla seconda strofa del loro slogan preferito. Anche noi ci auspichiamo una "Palestina libera"! Ma, proprio per questo, non l'auguriamo di certo "rossa" ai palestinesi. Che al danno di dover subire la violenza dello stato sionista, debbano pure dover sopportare il peso di uno stato comunista, questo mi sembra troppo!
Riccardo Bonelli

Imola

"Vino rosso, ovviamente, e buon cibo e tanta musica alla festa degli anarchici". Così hanno titolato i giornali locali per raccontare il 25 aprile libertario e antifascista organizzato dai Gruppi Anarchici Imolesi e dal Circolo Culturale Autogestito Peacemaker. E in effetti vino rosso, buon cibo e ottima musica non sono affatto mancati in questa giornata.
Al mattino, in una piazza cittadina, il pubblico comizio di Federico Ferretti, della Federazione Anarchica Italiana. Davanti a un numeroso pubblico, attirato dal volantinaggio effettuato alla manifestazione istituzionale e dalla propaganda murale dei giorni precedenti, Ferretti ha coniugato con efficacia il senso della passata ma sempre attuale esperienza partigiana e antifascista con l'urgenza della lotta contro tutte le forme di oppressione che ancora impediscono la piena liberazione della società. Individuando soprattutto nel militarismo, nel clericalismo, nello sfruttamento capitalista e nel razzismo le persistenti eredità di quel fascismo che fu, sì, distrutto come regime nel 1945 ma che ancora alberga e si alimenta nelle pieghe del potere. Al termine del comizio si è consumato, nel cortile della sede dell'Archivio della Fai, il ricco pranzo di cui si è detto – l'anarchia è la società dell'abbondanza – al quale hanno fatto onore, allietati dalle musiche della banda popolare "Sarach e Trabach", una cinquantina di compagni. Nel pomeriggio, nella serena cornice del parco, lo spettacolo teatrale "De composizione scomposta di un uomo", nel quale la compagnia TeatR.OinMovimento" ha ricostruito con passione ed emozione, il dramma vissuto a Boston, ottant'anni orsono, dagli anarchici Sacco e Vanzetti. A seguire l'applauditissimo concerto del cantautore Andrea Parodi, che ha presentato al pubblico molte delle sue belle composizioni. Al termine lo straordinario concerto del contrabbassista Roberto Bartoli e della cantante e fisarmonicista forlivese Paola Sabbatani, durante il quale sono stati eseguiti "canti sociali e anarchici di fine 800". Tutto ad un livello altissimo, ma particolarmente emozionante l'esecuzione delle "Quattro Stagioni", seguita da circa centocinquanta persone, in un silenzio quanto mai significativo. La giornata si è conclusa, e come poteva essere altrimenti, con il canto collettivo di "Addio Lugano bella".
Oltre a ringraziare e salutare tutti gli intervenuti, molti dei quali giunti anche da altre località, ci sembra doveroso ricordare il contributo fondamentale, per la perfetta riuscita dell'intera giornata, dei compagni e delle compagne del Peacemaker, come sempre ottimi, solidali, e soprattutto insostituibili collaboratori e collaboratrici.
L'incaricato

Bologna

Una cinque giorni antifascista e antirazzista ha caratterizzato le iniziative dei "movimenti" bolognesi dal 21 al 25 aprile 2007.
Promosso principalmente dall'Assemblea Antifascista Permanente di Bologna (AAP) e dal Coordinamento Migranti di Bologna e provincia, questo aprile antifascista ha raccolto l'adesione e la partecipazione di diverse situazioni: dal circolo anarchico "Camillo Berneri" di Bologna al centro sociale XM24, dallo spazio sociale VAG 61 ad individualità del Lazzaretto occupato, dal Coordinamento Studentesco cittadino a diverse situazioni universitarie (Spa, Aula C, collettivo studenti migranti), con la partecipazione dell'USI-AIT.
L'iniziativa è partita sabato 21 aprile, alle ore 16, con un convegno organizzato da AAP presso l'istituto "Ferruccio Parri" (Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia). Adesione del Parri e dell'ANPI bolognese. Hanno preso la parola: Rudy Leonelli dell'AAP che ha introdotto il convegno – "Azione culturale e azione militante per contrastare autoritarismo, razzismo e fascismo" – e presentato il programma della cinque giorni; Armando Sarti, presidente della sezione della Bolognina dell'ANPI che ha presentato una sua personale ricerca sul campo di concentramento delle Caserme Rosse; Mauro Raspanti del centro "Furio Jesi" e della scuola di pace di via Lombardia che ha messo in evidenza la natura fascista del razzismo comunque camuffato, sottolineando il falso mito dell'italiano "brava gente" con cui si è teso a sminuire le responsabilità del regime del ventennio e la continuità delle posizioni razziste nel regime contemporaneo; Mario Coglitore, storico e ricercatore di Venezia, che con una interessante relazione sulla dimensione "culturale" del fascismo ha messo in evidenza la persistenza della "destra profonda" nella contemporaneità, rilevando i caratteri profondi delle derive autoritarie che si innescano nell'immaginario della "piccola borghesia"; Walter Siri, ancora per l'AAP, è intervenuto per sottolineare la necessità dell'azione militante antifascista di fronte allo strutturale rapporto di contiguità che lega destra militante e forze armate dello stato. Ha chiuso le relazioni Luca Alessandrini, direttore dell'Istituto "Parri" con una relazione sulla "liberazione di Bologna" legata alla data del 21 aprile del '45 quando le truppe americane e inglesi entrarono a Bologna; nel suo intervento uno squarcio delle dinamiche della resistenza partigiana nella provincia di Bologna.
Domenica 22 aprile, alle ore 17, è iniziata in piazza dell'Unità la festa-manifestazione organizzata dal Coordinamento Migranti di Bologna e provincia. Al suo secondo anno, questa manifestazione sottolinea la necessità di una nuova liberazione di fronte al razzismo e alle sue politiche. Centinaia di immigrati di ogni nazione e colore (dai peruviani ai cinesi passando per africani e slavi) hanno animato la piazza e partecipato attivamente all'iniziativa. Banchetti con cucina etnica curata dai senegalesi; canti, musiche e balli (ancora senegalesi, marocchini, peruviani); proiezione di due filmati-inchiesta sulla condizione e le lotte degli immigrati; numerosi interventi sia di denuncia delle politiche governative (l'ormai infinita pletora di provvedimenti, tutti del medesimo segno che vanno dalla legge Martelli, alle Turco – Napolitano, alla Bossi – Fini, alla Amato – Ferrero) che delle condizioni di vita e di lavoro con particolare riguardo alla vita nei cantieri edili e nelle fonderie.
Un ulteriore momento dell'attività di questo coordinamento (ormai noto ai lettori di Umanità Nova) che si determina come spazio dell'autoorganizzazione del proletariato immigrato in Italia e che costruisce sulla solidarietà e la pratica assembleare nonché sull'azione diretta il proprio percorso di lotta e di liberazione.
Lunedì 23 aprile, alla sera, presso il circolo Iqbal Masik (zona Barca), cena di autofinanziamento e assemblea generale dell'AAP. Grande partecipazione e ottimo confronto con compagne e compagni del quartiere sulle iniziative di vigilanza e azione antifascista.
Martedì 24 aprile, di nuovo in piazza dell'Unità per la Festa della Resistenza Popolare. Tutti i gruppi promotori delle 5 giornate sono presenti: molti banchetti con libri, giornali, opuscoli; banchetti con dolci, vino e birra; un intero pomeriggio caratterizzato da un continuo susseguirsi di interventi di carattere culturale. Per brevità ci limiteremo ad un elenco: letture di brani e poesie da parte di Pino de Marc e i "poeti resistenti"; azione teatrale del "Teatro Antifascista" che riprende tutti i temi della lotta, dagli anni venti agli anni cinquanta con un particolare inciso sulla rivoluzione spagnola; concerto dell'Hard coro "De Marchi" della scuola popolare di musica Ivan Illich con canzoni del repertorio anticlericale e anarchico; spettacolo del gruppo teatrale "Maria e Libero dal Fosco" che ha rappresentato "l'Incendiario" di Palazzeschi; intermezzi delle "Onde Bastarde" dell'XM24 che spaziano da "figli dell'officina" alla tecno per tornare all'"inno della rivolta".
Centinaia di giovani hanno partecipato a questa giornata di chiaro segno libertario sia nei contenuti che nella coreografia.
Per finire, mercoledì 25 aprile, mentre una folta rappresentanza dell'AAP partecipava alla manifestazione antifascista indetta a Modena da Libera; una quarantina di compagne e compagni si sono ritrovati al centro civico di via Faenza in compagnia di Paolo Finzi, della redazione di A-Rivista anarchia, che ha presentato il lavoro "a forza di essere vento".
Un bilancio più che positivo chiude questa cinque giorni. Le caratteristiche, oltre alla buona partecipazione a tutte le iniziative, che ci preme sottolineare, così come riportato in diversi volantini degli organizzatori, è la diffusione di questa presenza nella città: in cinque giorni si sono toccati quattro quartieri con una presenza visibile e qualificata, efficace presenza di propaganda ma anche concreta opera di contrasto alla presenza "sociale" delle forze reazionarie, autoritarie, razziste e fasciste.
Redb

Torino

Un 25 aprile segnato dal processo contro 10 antifascisti alla sbarra per "devastazione e saccheggio". Nella mattinata del 24 nell'aula 3 del tribunale di Torino sono sfilati altri testimoni dell'accusa, tutti poliziotti, interrogati sul corteo del 18 giugno 2005, quando una carica di polizia disperse in via Po circa 500 manifestanti scesi in piazza per denunciare l'aggressione squadrista al coltello della settimana precedente. I fatti sono noti: nella notte tra il 10 e l'11 giugno del 2005 circa una ventina di fascisti si introdusse di notte nella casa occupata il Barocchio, ferendo due occupanti. Uno dei due, l'intestino traforato da un fendente, dovette essere operato d'urgenza. Solo per un caso non ci scappò il morto, l'ennesimo, nella lunga teoria di assalti e aggressioni che caratterizza questo primo decennio del secolo. Tutti episodi che politici e media minimizzano, trattandoli alla stregua di scontri tra bande, al limite con la delinquenza comune, senza particolare rilievo politico.
Anche nella nostra città, che si sfregia della medaglia d'oro per la Resistenza, le autorità cittadine hanno ignorato le violenze fasciste, ma non hanno mancato di condannare vivamente antifascisti che rischiano da 8 a 15 anni per aver partecipato ad un corteo in cui qualche decina di tavolini e sedie finì in mezzo alla strada per parare una carica durata non più di cinque minuti.
Lo scorso anno, l'ineffabile sindaco Chiamparino, in occasione del corteo indetto dalla FAI per il 10 giugno, ad un anno dai ferimenti e a pochi giorni dall'inizio del dibattimento, dichiarò che nessun corteo poteva essere più distante da lui tranne, forse, uno di Forza Nuova. Notate il "forse".
Nella mattinata del 24 un presidio di solidarietà si è tenuto di fronte al tribunale di Torino.
In serata alla tradizionale fiaccolata del 25 aprile, che ogni anno si svolge alla vigilia del giorno in cui si ricorda l'insurrezione contro il fascismo del 1945, ha avuto un prologo imprevisto da chi vorrebbe che la Resistenza fosse imbalsamata nelle cerimonie ufficiali.
Ospiti non invitati, si sono presentati un gruppo di anarchici che hanno aperto uno striscione di fronte al gonfalone della città. Sullo striscione campeggiava la scritta "Devastatore è lo Stato – Libertà per gli antifascisti - FAI". Dopo una cinquantina di metri è intervenuta con la forza la polizia che ha spintonato gli anarchici e ha sottratto violentemente lo striscione.
Una funzionaria ha gridato "Siete di fronte al gonfalone con la medaglia d'oro per la Resistenza". Gli anarchici hanno risposto che su quella medaglia loro ci stavano sputando addosso.
Peraltro i primi a sputare su quella bandiera sono i vari Chiamparino e Bresso, gli stessi che tacciono di fronte alle violenze fasciste e criminalizzano gli anarchici.
Un rappresentante delle organizzazioni partigiane è intervenuto per chiedere alla polizia di placarsi ma è stato cacciato in malo modo. Il giorno successivo la Stampa ha pubblicato un articolo all'insegna della fantasia al potere e il Tg 3 ha dato la notizia con alcune brevi immagini della contestazione.
Il 25 aprile di fronte alla lapide che ricorda il partigiano anarchico Ilio Baroni, caduto in combattimento il 26 aprile del 1945, sono stati deposti dei fiori ed è stato fatto l'ormai tradizionale brindisi. Roberto Prato della FAI torinese ha poi ricordato la vicenda dei 10 antifascisti sotto processo, seguito dall'intervento di uno di loro, Tobia Imperato, che ha ricordato i 10 anarchici torinesi caduti combattendo il fascismo in Spagna tra il 1936 e il 1939.
Nel pomeriggio gli squatter torinesi hanno fatto una festa ai giardini ir-Reali di fronte al Fenix sgomberato il 20 luglio 2005, lo stesso giorno che alcuni dei 10 antifascisti oggi sotto processo venivano arrestati.
Lo striscione sequestrato il 24 aprile è stato riconsegnato alcuni giorni dopo ad una compagna recatasi in questura per farselo restituire.
Lo stesso striscione ha fatto la sua ricomparsa al corteo del 1° maggio. L'antifascismo non si arresta né si processa.
ma. ma.

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