Anche quest'anno, per il terzo anno consecutivo, AN non si è
fatta viva in piazza il 25 aprile. Addirittura, la destra locale ha
rinunciato anche alla manifestazione che da due anni organizza il 24
aprile per ricordare tutti i (loro) morti: una scelta imposta dalle
mobilitazioni degli antifascisti e degli anarchici che, anno dopo anno,
hanno visibilmente aumentato il loro consenso.
La scelta di mobilitarci anche quest'anno è nata dalla
necessità di non "mollare" la piazza e dare una risposta ai
provvedimenti di stampo repressivo che hanno colpito alcuni compagni
durante le precedenti edizioni del 25 aprile.
Pertanto, abbiamo deciso di presenziare alla manifestazione ufficiale
con uno striscione (durante la quale è stato distribuito un
volantino) per poi continuare ad occupare la piazza con un banchetto,
musica e distribuzione di cibo e bevande. La partecipazione è
stata buona. Circa un quarantina di compagni e compagne hanno raccolto
l'invito della RAF (Resistenza Antifascista).
La visibilità mediatica è stata debole e quel poco che
è passato mirava a far passare gli anarchici e gli antifascisti
come dei violenti. Poco spazio alla nostra iniziativa e ampio spazio
nei giorni precedenti il 25 aprile alle dichiarazioni di esponenti di
AN.
Lino
Da alcuni mesi si segnala a Udine un preoccupante fiorire di
attività dell'estrema destra: diverse aggressioni e
intimidazioni di stampo neonazi sono avvenute nei confronti soprattutto
di studenti e di giovani con un look "di sinistra", davanti alle scuole
ci sono stati volantinaggi fascisti sistematici e banchetti con
diffusione di materiale omofobico, sessista e razzista. Mani "ignote"
riempiono i muri della città di svastiche, celtiche e scritte
naziste che il Comune si guarda bene dal cancellare.
Di fronte a questi fatti si è costituito in città un
Coordinamento Antifascista (in cui sono presenti i compagni anarchici/e
del Centro Sociale Autogestito) che, tra le sue varie attività,
ha partecipato alla manifestazione ufficiale del 25 aprile distribuendo
un volantino di denuncia. Terminato il corteo ufficiale in piazza XXVI
luglio il Coordinamento ha organizzato una propria presenza autonoma
che ha visto una notevole partecipazione.
Mauro
Il 25 aprile, anniversario della Liberazione, è stato
festeggiato a Trapani con una importante e apprezzata iniziativa
promossa dal locale Coordinamento per la Pace e dai Cobas in uno degli
angoli più suggestivi della città, il lungomare di San
Liberale. Dal primo pomeriggio fino alla tarda serata, i trapanesi
hanno potuto fruire del materiale informativo messo a disposizione
dalle associazioni che hanno partecipato all'evento, hanno ascoltato
buona musica e hanno avuto l'opportunità di riflettere e
confrontarsi sull'importanza dei valori dell'antifascismo e della
Resistenza. Il contributo degli anarchici alla buona riuscita
dell'iniziativa è stato sottolineato da un nutritissimo
banchetto di stampa anarchica e libertaria, dal massiccio volantinaggio
e da una bella mostra fotografica dedicata al ruolo che gli anarchici
ebbero nella lotta di liberazione dal nazifascismo. Infine, due
compagni anarchici sono intervenuti al microfono e hanno evidenziato -
più volte interrotti dagli applausi - l'attualità
dell'azione antifascista intesa come opposizione a qualunque dominio e
a qualsiasi ingiustizia. La conclusione della bella giornata è
stata scandita dall'esibizione di due band locali.
TAZ laboratorio di comunicazione libertaria
Le ricorrenze sono fondamentali per la politica, come per la
religione. Così, per la Repubblica Italiana, ricordare ogni anno
il mito fondativo delle proprie istituzioni, è un fatto
importante per giustificare la propria esistenza e scongiurare quella
separazione sempre più evidente tra se e la società
civile. Ma, mentre in tutta Italia questa giornata è festeggiata
quasi unicamente dai rappresentanti dello stato e da qualche vecchio
reduce, a Milano ha conservato negli anni una particolare
partecipazione popolare.
Anche quest'anno, quindi, una manifestazione sentita dalla gente di
sinistra, da settori delle classi lavoratrici, così come dai
giovani antifascisti. Ovviamente da parte nostra, pur sentendo la
necessità di scendere in piazza per incontrare questo popolo e
condividendo questa necessità con i compagni delle varie
realtà che compongono il Coordinamento Milanese contro la
Guerra, non abbiamo potuto fare a meno di sentirci a disagio in un
pentolone dove c'era di tutto, ma veramente qualsiasi cosa. Infatti la
nostra scelta non è stata proprio quella della partecipazione al
corteo. Insieme al coordinamento, la Federazione anarchica milanese ha
organizzato un presidio in Piazza San Babila, a cui hanno partecipato
un centinaio di compagni. Un presidio composto da diverse anime, con lo
scopo di denunciare la politica bellicista e di sudditanza agli USA del
governo italiano, in barba agli ideali pacifisti e di non violenza
tanto sbandierati da alcuni partiti governativi, pubblicizzando inoltre
la manifestazione novarese del 19 maggio contro la produzione locale
degli aerei di guerra F 35. Ovviamente è stato assolutamente
inevitabile, ed anche giusto da un certo punto di vista, che alcuni
personaggi della politica nostrana o alcuni settori del corteo, come
quello sionista, siano stati fischiati. I giornali ovviamente hanno
fatto un polverone assolutamente sproporzionato su queste ultime
vicende, quando in realtà si sono concluse in pochi minuti,
qualche fischio, slogan e insulti.
Tra l'altro era tutto già ampiamente previsto, dato che questa
era la seconda edizione. Infatti il settore sionista del corteo,
posizionato opportunisticamente dietro i reduci dei campi lager, questo
25 aprile ha portato uno striscione con su scritto "anche 5000 sionisti
hanno liberato l'Italia". A parte l'arroganza implicita, visto che
loro, come al solito, danno per scontato che tutti gli ebrei dovessero
essere sionisti, ma oltretutto era chiaro la loro volontà di
provocare chi nella sinistra riconosce in Israele uno stato che sta
annichilendo e assassinando i palestinesi.
La contestazione è stata contenuta ed anche motivata durante il
comizio. Inoltre, è stata giusta, visto l'odiosa opera
mistificatrice che fa il sionismo, appropriandosi del dramma della
Shoah per giustificare la sua esistenza ed il suo operato.
Ciò su cui non potremo mai essere d'accordo con i compagni
comunisti del coordinamento, è sulla seconda strofa del loro
slogan preferito. Anche noi ci auspichiamo una "Palestina libera"! Ma,
proprio per questo, non l'auguriamo di certo "rossa" ai palestinesi.
Che al danno di dover subire la violenza dello stato sionista, debbano
pure dover sopportare il peso di uno stato comunista, questo mi sembra
troppo!
Riccardo Bonelli
"Vino rosso, ovviamente, e buon cibo e tanta musica alla festa degli
anarchici". Così hanno titolato i giornali locali per raccontare
il 25 aprile libertario e antifascista organizzato dai Gruppi Anarchici
Imolesi e dal Circolo Culturale Autogestito Peacemaker. E in effetti
vino rosso, buon cibo e ottima musica non sono affatto mancati in
questa giornata.
Al mattino, in una piazza cittadina, il pubblico comizio di Federico
Ferretti, della Federazione Anarchica Italiana. Davanti a un numeroso
pubblico, attirato dal volantinaggio effettuato alla manifestazione
istituzionale e dalla propaganda murale dei giorni precedenti, Ferretti
ha coniugato con efficacia il senso della passata ma sempre attuale
esperienza partigiana e antifascista con l'urgenza della lotta contro
tutte le forme di oppressione che ancora impediscono la piena
liberazione della società. Individuando soprattutto nel
militarismo, nel clericalismo, nello sfruttamento capitalista e nel
razzismo le persistenti eredità di quel fascismo che fu,
sì, distrutto come regime nel 1945 ma che ancora alberga e si
alimenta nelle pieghe del potere. Al termine del comizio si è
consumato, nel cortile della sede dell'Archivio della Fai, il ricco
pranzo di cui si è detto – l'anarchia è la
società dell'abbondanza – al quale hanno fatto onore,
allietati dalle musiche della banda popolare "Sarach e Trabach", una
cinquantina di compagni. Nel pomeriggio, nella serena cornice del
parco, lo spettacolo teatrale "De composizione scomposta di un uomo",
nel quale la compagnia TeatR.OinMovimento" ha ricostruito con passione
ed emozione, il dramma vissuto a Boston, ottant'anni orsono, dagli
anarchici Sacco e Vanzetti. A seguire l'applauditissimo concerto del
cantautore Andrea Parodi, che ha presentato al pubblico molte delle sue
belle composizioni. Al termine lo straordinario concerto del
contrabbassista Roberto Bartoli e della cantante e fisarmonicista
forlivese Paola Sabbatani, durante il quale sono stati eseguiti "canti
sociali e anarchici di fine 800". Tutto ad un livello altissimo, ma
particolarmente emozionante l'esecuzione delle "Quattro Stagioni",
seguita da circa centocinquanta persone, in un silenzio quanto mai
significativo. La giornata si è conclusa, e come poteva essere
altrimenti, con il canto collettivo di "Addio Lugano bella".
Oltre a ringraziare e salutare tutti gli intervenuti, molti dei quali
giunti anche da altre località, ci sembra doveroso ricordare il
contributo fondamentale, per la perfetta riuscita dell'intera giornata,
dei compagni e delle compagne del Peacemaker, come sempre ottimi,
solidali, e soprattutto insostituibili collaboratori e collaboratrici.
L'incaricato
Una cinque giorni antifascista e antirazzista ha caratterizzato le
iniziative dei "movimenti" bolognesi dal 21 al 25 aprile 2007.
Promosso principalmente dall'Assemblea Antifascista Permanente di
Bologna (AAP) e dal Coordinamento Migranti di Bologna e provincia,
questo aprile antifascista ha raccolto l'adesione e la partecipazione
di diverse situazioni: dal circolo anarchico "Camillo Berneri" di
Bologna al centro sociale XM24, dallo spazio sociale VAG 61 ad
individualità del Lazzaretto occupato, dal Coordinamento
Studentesco cittadino a diverse situazioni universitarie (Spa, Aula C,
collettivo studenti migranti), con la partecipazione dell'USI-AIT.
L'iniziativa è partita sabato 21 aprile, alle ore 16, con un
convegno organizzato da AAP presso l'istituto "Ferruccio Parri"
(Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in
Italia). Adesione del Parri e dell'ANPI bolognese. Hanno preso la
parola: Rudy Leonelli dell'AAP che ha introdotto il convegno –
"Azione culturale e azione militante per contrastare autoritarismo,
razzismo e fascismo" – e presentato il programma della cinque
giorni; Armando Sarti, presidente della sezione della Bolognina
dell'ANPI che ha presentato una sua personale ricerca sul campo di
concentramento delle Caserme Rosse; Mauro Raspanti del centro "Furio
Jesi" e della scuola di pace di via Lombardia che ha messo in evidenza
la natura fascista del razzismo comunque camuffato, sottolineando il
falso mito dell'italiano "brava gente" con cui si è teso a
sminuire le responsabilità del regime del ventennio e la
continuità delle posizioni razziste nel regime contemporaneo;
Mario Coglitore, storico e ricercatore di Venezia, che con una
interessante relazione sulla dimensione "culturale" del fascismo ha
messo in evidenza la persistenza della "destra profonda" nella
contemporaneità, rilevando i caratteri profondi delle derive
autoritarie che si innescano nell'immaginario della "piccola
borghesia"; Walter Siri, ancora per l'AAP, è intervenuto per
sottolineare la necessità dell'azione militante antifascista di
fronte allo strutturale rapporto di contiguità che lega destra
militante e forze armate dello stato. Ha chiuso le relazioni Luca
Alessandrini, direttore dell'Istituto "Parri" con una relazione sulla
"liberazione di Bologna" legata alla data del 21 aprile del '45 quando
le truppe americane e inglesi entrarono a Bologna; nel suo intervento
uno squarcio delle dinamiche della resistenza partigiana nella
provincia di Bologna.
Domenica 22 aprile, alle ore 17, è iniziata in piazza
dell'Unità la festa-manifestazione organizzata dal Coordinamento
Migranti di Bologna e provincia. Al suo secondo anno, questa
manifestazione sottolinea la necessità di una nuova liberazione
di fronte al razzismo e alle sue politiche. Centinaia di immigrati di
ogni nazione e colore (dai peruviani ai cinesi passando per africani e
slavi) hanno animato la piazza e partecipato attivamente
all'iniziativa. Banchetti con cucina etnica curata dai senegalesi;
canti, musiche e balli (ancora senegalesi, marocchini, peruviani);
proiezione di due filmati-inchiesta sulla condizione e le lotte degli
immigrati; numerosi interventi sia di denuncia delle politiche
governative (l'ormai infinita pletora di provvedimenti, tutti del
medesimo segno che vanno dalla legge Martelli, alle Turco –
Napolitano, alla Bossi – Fini, alla Amato – Ferrero) che
delle condizioni di vita e di lavoro con particolare riguardo alla vita
nei cantieri edili e nelle fonderie.
Un ulteriore momento dell'attività di questo coordinamento
(ormai noto ai lettori di Umanità Nova) che si determina come
spazio dell'autoorganizzazione del proletariato immigrato in Italia e
che costruisce sulla solidarietà e la pratica assembleare
nonché sull'azione diretta il proprio percorso di lotta e di
liberazione.
Lunedì 23 aprile, alla sera, presso il circolo Iqbal Masik (zona
Barca), cena di autofinanziamento e assemblea generale dell'AAP. Grande
partecipazione e ottimo confronto con compagne e compagni del quartiere
sulle iniziative di vigilanza e azione antifascista.
Martedì 24 aprile, di nuovo in piazza dell'Unità per la
Festa della Resistenza Popolare. Tutti i gruppi promotori delle 5
giornate sono presenti: molti banchetti con libri, giornali, opuscoli;
banchetti con dolci, vino e birra; un intero pomeriggio caratterizzato
da un continuo susseguirsi di interventi di carattere culturale. Per
brevità ci limiteremo ad un elenco: letture di brani e poesie da
parte di Pino de Marc e i "poeti resistenti"; azione teatrale del
"Teatro Antifascista" che riprende tutti i temi della lotta, dagli anni
venti agli anni cinquanta con un particolare inciso sulla rivoluzione
spagnola; concerto dell'Hard coro "De Marchi" della scuola popolare di
musica Ivan Illich con canzoni del repertorio anticlericale e
anarchico; spettacolo del gruppo teatrale "Maria e Libero dal Fosco"
che ha rappresentato "l'Incendiario" di Palazzeschi; intermezzi delle
"Onde Bastarde" dell'XM24 che spaziano da "figli dell'officina" alla
tecno per tornare all'"inno della rivolta".
Centinaia di giovani hanno partecipato a questa giornata di chiaro segno libertario sia nei contenuti che nella coreografia.
Per finire, mercoledì 25 aprile, mentre una folta rappresentanza
dell'AAP partecipava alla manifestazione antifascista indetta a Modena
da Libera; una quarantina di compagne e compagni si sono ritrovati al
centro civico di via Faenza in compagnia di Paolo Finzi, della
redazione di A-Rivista anarchia, che ha presentato il lavoro "a forza
di essere vento".
Un bilancio più che positivo chiude questa cinque giorni. Le
caratteristiche, oltre alla buona partecipazione a tutte le iniziative,
che ci preme sottolineare, così come riportato in diversi
volantini degli organizzatori, è la diffusione di questa
presenza nella città: in cinque giorni si sono toccati quattro
quartieri con una presenza visibile e qualificata, efficace presenza di
propaganda ma anche concreta opera di contrasto alla presenza "sociale"
delle forze reazionarie, autoritarie, razziste e fasciste.
Redb
Un 25 aprile segnato dal processo contro 10 antifascisti alla sbarra
per "devastazione e saccheggio". Nella mattinata del 24 nell'aula 3 del
tribunale di Torino sono sfilati altri testimoni dell'accusa, tutti
poliziotti, interrogati sul corteo del 18 giugno 2005, quando una
carica di polizia disperse in via Po circa 500 manifestanti scesi in
piazza per denunciare l'aggressione squadrista al coltello della
settimana precedente. I fatti sono noti: nella notte tra il 10 e l'11
giugno del 2005 circa una ventina di fascisti si introdusse di notte
nella casa occupata il Barocchio, ferendo due occupanti. Uno dei due,
l'intestino traforato da un fendente, dovette essere operato d'urgenza.
Solo per un caso non ci scappò il morto, l'ennesimo, nella lunga
teoria di assalti e aggressioni che caratterizza questo primo decennio
del secolo. Tutti episodi che politici e media minimizzano, trattandoli
alla stregua di scontri tra bande, al limite con la delinquenza comune,
senza particolare rilievo politico.
Anche nella nostra città, che si sfregia della medaglia d'oro
per la Resistenza, le autorità cittadine hanno ignorato le
violenze fasciste, ma non hanno mancato di condannare vivamente
antifascisti che rischiano da 8 a 15 anni per aver partecipato ad un
corteo in cui qualche decina di tavolini e sedie finì in mezzo
alla strada per parare una carica durata non più di cinque
minuti.
Lo scorso anno, l'ineffabile sindaco Chiamparino, in occasione del
corteo indetto dalla FAI per il 10 giugno, ad un anno dai ferimenti e a
pochi giorni dall'inizio del dibattimento, dichiarò che nessun
corteo poteva essere più distante da lui tranne, forse, uno di
Forza Nuova. Notate il "forse".
Nella mattinata del 24 un presidio di solidarietà si è tenuto di fronte al tribunale di Torino.
In serata alla tradizionale fiaccolata del 25 aprile, che ogni anno si
svolge alla vigilia del giorno in cui si ricorda l'insurrezione contro
il fascismo del 1945, ha avuto un prologo imprevisto da chi vorrebbe
che la Resistenza fosse imbalsamata nelle cerimonie ufficiali.
Ospiti non invitati, si sono presentati un gruppo di anarchici che
hanno aperto uno striscione di fronte al gonfalone della città.
Sullo striscione campeggiava la scritta "Devastatore è lo Stato
– Libertà per gli antifascisti - FAI". Dopo una
cinquantina di metri è intervenuta con la forza la polizia che
ha spintonato gli anarchici e ha sottratto violentemente lo striscione.
Una funzionaria ha gridato "Siete di fronte al gonfalone con la
medaglia d'oro per la Resistenza". Gli anarchici hanno risposto che su
quella medaglia loro ci stavano sputando addosso.
Peraltro i primi a sputare su quella bandiera sono i vari Chiamparino e
Bresso, gli stessi che tacciono di fronte alle violenze fasciste e
criminalizzano gli anarchici.
Un rappresentante delle organizzazioni partigiane è intervenuto
per chiedere alla polizia di placarsi ma è stato cacciato in
malo modo. Il giorno successivo la Stampa ha pubblicato un articolo
all'insegna della fantasia al potere e il Tg 3 ha dato la notizia con
alcune brevi immagini della contestazione.
Il 25 aprile di fronte alla lapide che ricorda il partigiano anarchico
Ilio Baroni, caduto in combattimento il 26 aprile del 1945, sono stati
deposti dei fiori ed è stato fatto l'ormai tradizionale
brindisi. Roberto Prato della FAI torinese ha poi ricordato la vicenda
dei 10 antifascisti sotto processo, seguito dall'intervento di uno di
loro, Tobia Imperato, che ha ricordato i 10 anarchici torinesi caduti
combattendo il fascismo in Spagna tra il 1936 e il 1939.
Nel pomeriggio gli squatter torinesi hanno fatto una festa ai giardini
ir-Reali di fronte al Fenix sgomberato il 20 luglio 2005, lo stesso
giorno che alcuni dei 10 antifascisti oggi sotto processo venivano
arrestati.
Lo striscione sequestrato il 24 aprile è stato riconsegnato
alcuni giorni dopo ad una compagna recatasi in questura per farselo
restituire.
Lo stesso striscione ha fatto la sua ricomparsa al corteo del 1°
maggio. L'antifascismo non si arresta né si processa.
ma. ma.