Umanità Nova, n.15 del 6 maggio 2007, anno 87

Ginevra: squat sotto attacco
La Tour resiste!



Ginevra è una bella città: turistica, internazionale, con il lago e le montagne (si puo restare in panciolle in riva al lago ammirando la maestosità del Monte Bianco) ma negli ultimi anni le autorità comunali hanno voluto pulirla e renderla più godibile per i ricchi turisti e i numerosi diplomatici che passano da qui eliminando i numerosi squat in città e periferia e reprimendo quelli che ancora esistono e non si arrendono troppo facilmente.

La penuria di appartamenti liberi a Ginevra è ai limiti dell'accettabile (le abitazioni sfitte sono solo lo 0,3%) e gli affitti sono stratosferici. La gestione del mercato dell'appartamento è sottomessa alle più spietate logiche del capitale e solo qualche cooperativa riesce a mettere un piccolo granello nell'ingranaggio acquistando delle case e gestendole più o meno correttamente.
In una simile situazione il ruolo degli squat è fondamentale: tolgono le case dal mercato - la casa è di chi l'abita...- offrendole a chi altrimenti sarebbe in mezzo alla strada e sotto i ponti, sperimentando allo stesso tempo nuovi modi di gestione delle abitazioni e, non da ultimo, sono un luogo di incontro e di attività. Fino a una ventina di anni fa a Ginevra erano molte le case occupate, quando non addirittura quartieri interi. Questo evidentemente non trova il consenso dei proprietari e delle potenti agenzie immobiliari (régies) che, aiutati dal potere politico, si sono ripresi le case per ristrutturarle facendone appartamenti di lusso, o per murare la casa mantenendo così l'offerta estremamente bassa rispetto alla domanda e, quindi, gli affitti alti. Emblematica in questo senso la fine di un'occupazione di qualche anno fa. Il sindacato degli studenti (CUAE) occupa un vecchio albergo vuoto da diversi anni e ne fa appartamenti per studenti. Dopo pochi giorni avviene lo sgombero. Mille promesse: ne faremo appartamenti per gli studenti o popolari. L'albergo é tutt'ora sfitto e ci addestrano i cani della polizia...

In situazione di sgombero si trova anche lo squat de La Tour, uno degli ultimi "politicizzati" rimasti a Ginevra in centro città.
Il 2 dicembre verso al fine degli anni '90, più di un centinaio di persone occupano la casa che marciva giorno dopo giorno. Lo Stato l'aveva sottratta al proprietario perché non si decideva a renderla abitabile, al momento dell'occupazione il proprietario era la BCG (Banca Cantonale di Ginevra). Ma, anche quest'ultima non si decideva a mettere in ordine l'immobile e così ebbe inizio l'occupazione: la casa venne svuotata dalle tonnellate di rifiuti, si ripararono le perdite di acqua, si riparano i vetri rotti per sostituirli nei giorni seguenti, si fece insomma tutto ciò che si doveva fare per rendere abitabile la casa ed erano lavori importanti...
Nel 2002 si costruì anche un "infokiosque" che dal quel momento ha una funzione di biblioteca, videoteca, una sala per le conferenze, salone da the e da gioco e, sopratutto, luogo di memoria e diffusione di materiale libertario e anarchico.
Giorno dopo giorno le attività si moltiplicavano e gli spazi vennero adattati alle nuove esigenze: si costruì una sala per i concerti (in uno scantinato parecchio sotto terra per non disturbare il vicinato), un sala di registrazione, locali per permettere ai gruppi musicali di suonare, nuovi appartamenti e molto ancora. Lo squat prende vita e comincia a raccogliere la simpatia dei vicini e dei militanti della città.
Ma ecco che un impresario compra la casa e "'ci compra', noi e il nostro luogo di vita (da un comunicato della Tour). Il signore con i soldini vorrebbe disporre delle nostre vite solo per il fatto che ha i soldi..."
É chiaro che il fatto che un nuovo proprietario acquisti la casa per farci degli appartamenti di lusso significa la chiusura di questa importante esperienza. Ma poi, per cosa? Costruire appartamenti inaccessibili (come se a Ginevra non ne esistessero già...), oppure un centro commerciale per fare soldi. All'affermazione dell'impresario che per giustificare la sua iniziativa ha detto "Qui ho dei soldi che dormono", gli squatter della Tour hanno risposto: "E noi, qui, abbiamo dei bambini e delle famiglie che dormono"...

La situazione è al momento molto critica. Le autorità si sono calmate e si sono messe un po' in disparte. Gli occupanti della casa hanno organizzato dei turni di ronda per evitare, come spesso è accaduto in Svizzera, che la polizia possa intervenire quando nella casa non c'è nessuno. Quindi qualcuno è sempre presente, giorno e notte.

Come già detto, la situazione a Ginevra per il movimento squat, e per tutti coloro che vogliono sottrarre un bene fondamentale come l'abitazione alle logiche del mercato, il periodo è difficile.
Solo negli ultimi mesi due case occupate sono state minacciate di sgombero: lo squat "de la Tour" e il "Rhino". Fortunatamente sono due situazioni abbastanza conosciute ed è stato possibile, nel secondo caso in modo particolare, mobilitare molta gente in loro difesa. Ma molte altre situazioni non hanno potuto godere di una tale "visibilità mediatica" (come è sicuramente il caso per il Rhino, un po' meno per la Tour) o di un aiuto militante, come per la Tour, e sono state sgomberate nel silenzio più assoluto. La sinistra istituzionale non muove un dito in loro difesa, salvo per la situazione del Rhino dato che era una buona occasione per raccogliere voti e consensi in periodo elettorale. La sinistra alternativa e di base lotta contro un gigante e non trova la forza di organizzarsi e di resistere senza l'appoggio delle popolazione. Una sorta di Golia contro Davide.
La lotta che i compagni e le compagne della "Tour" stanno portando avanti è una lotta che riguarda tutti noi e che non ha frontiere. "La casa è di chi l'abita", come recita una canzone anarchica. Loro difendono quest'idea quotidianamente e lottano affinché questo non diventi un lontano ricordo in un mondo dove dei grassi proprietari possono decidere della nostra situazione con un semplice schioccare di dita e gettarci da un giorno all'altro in strada.

Michele Bricòla

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