Ginevra è una bella città: turistica, internazionale, con
il lago e le montagne (si puo restare in panciolle in riva al lago
ammirando la maestosità del Monte Bianco) ma negli ultimi anni
le autorità comunali hanno voluto pulirla e renderla più
godibile per i ricchi turisti e i numerosi diplomatici che passano da
qui eliminando i numerosi squat in città e periferia e
reprimendo quelli che ancora esistono e non si arrendono troppo
facilmente.
La penuria di appartamenti liberi a Ginevra è ai limiti
dell'accettabile (le abitazioni sfitte sono solo lo 0,3%) e gli affitti
sono stratosferici. La gestione del mercato dell'appartamento è
sottomessa alle più spietate logiche del capitale e solo qualche
cooperativa riesce a mettere un piccolo granello nell'ingranaggio
acquistando delle case e gestendole più o meno correttamente.
In una simile situazione il ruolo degli squat è fondamentale:
tolgono le case dal mercato - la casa è di chi l'abita...-
offrendole a chi altrimenti sarebbe in mezzo alla strada e sotto i
ponti, sperimentando allo stesso tempo nuovi modi di gestione delle
abitazioni e, non da ultimo, sono un luogo di incontro e di
attività. Fino a una ventina di anni fa a Ginevra erano molte le
case occupate, quando non addirittura quartieri interi. Questo
evidentemente non trova il consenso dei proprietari e delle potenti
agenzie immobiliari (régies) che, aiutati dal potere politico,
si sono ripresi le case per ristrutturarle facendone appartamenti di
lusso, o per murare la casa mantenendo così l'offerta
estremamente bassa rispetto alla domanda e, quindi, gli affitti alti.
Emblematica in questo senso la fine di un'occupazione di qualche anno
fa. Il sindacato degli studenti (CUAE) occupa un vecchio albergo vuoto
da diversi anni e ne fa appartamenti per studenti. Dopo pochi giorni
avviene lo sgombero. Mille promesse: ne faremo appartamenti per gli
studenti o popolari. L'albergo é tutt'ora sfitto e ci addestrano
i cani della polizia...
In situazione di sgombero si trova anche lo squat de La Tour, uno degli
ultimi "politicizzati" rimasti a Ginevra in centro città.
Il 2 dicembre verso al fine degli anni '90, più di un centinaio
di persone occupano la casa che marciva giorno dopo giorno. Lo Stato
l'aveva sottratta al proprietario perché non si decideva a
renderla abitabile, al momento dell'occupazione il proprietario era la
BCG (Banca Cantonale di Ginevra). Ma, anche quest'ultima non si
decideva a mettere in ordine l'immobile e così ebbe inizio
l'occupazione: la casa venne svuotata dalle tonnellate di rifiuti, si
ripararono le perdite di acqua, si riparano i vetri rotti per
sostituirli nei giorni seguenti, si fece insomma tutto ciò che
si doveva fare per rendere abitabile la casa ed erano lavori
importanti...
Nel 2002 si costruì anche un "infokiosque" che dal quel momento
ha una funzione di biblioteca, videoteca, una sala per le conferenze,
salone da the e da gioco e, sopratutto, luogo di memoria e diffusione
di materiale libertario e anarchico.
Giorno dopo giorno le attività si moltiplicavano e gli spazi
vennero adattati alle nuove esigenze: si costruì una sala per i
concerti (in uno scantinato parecchio sotto terra per non disturbare il
vicinato), un sala di registrazione, locali per permettere ai gruppi
musicali di suonare, nuovi appartamenti e molto ancora. Lo squat prende
vita e comincia a raccogliere la simpatia dei vicini e dei militanti
della città.
Ma ecco che un impresario compra la casa e "'ci compra', noi e il
nostro luogo di vita (da un comunicato della Tour). Il signore con i
soldini vorrebbe disporre delle nostre vite solo per il fatto che ha i
soldi..."
É chiaro che il fatto che un nuovo proprietario acquisti la casa
per farci degli appartamenti di lusso significa la chiusura di questa
importante esperienza. Ma poi, per cosa? Costruire appartamenti
inaccessibili (come se a Ginevra non ne esistessero già...),
oppure un centro commerciale per fare soldi. All'affermazione
dell'impresario che per giustificare la sua iniziativa ha detto "Qui ho
dei soldi che dormono", gli squatter della Tour hanno risposto: "E noi,
qui, abbiamo dei bambini e delle famiglie che dormono"...
La situazione è al momento molto critica. Le autorità si
sono calmate e si sono messe un po' in disparte. Gli occupanti della
casa hanno organizzato dei turni di ronda per evitare, come spesso
è accaduto in Svizzera, che la polizia possa intervenire quando
nella casa non c'è nessuno. Quindi qualcuno è sempre
presente, giorno e notte.
Come già detto, la situazione a Ginevra per il movimento squat,
e per tutti coloro che vogliono sottrarre un bene fondamentale come
l'abitazione alle logiche del mercato, il periodo è difficile.
Solo negli ultimi mesi due case occupate sono state minacciate di
sgombero: lo squat "de la Tour" e il "Rhino". Fortunatamente sono due
situazioni abbastanza conosciute ed è stato possibile, nel
secondo caso in modo particolare, mobilitare molta gente in loro
difesa. Ma molte altre situazioni non hanno potuto godere di una tale
"visibilità mediatica" (come è sicuramente il caso per il
Rhino, un po' meno per la Tour) o di un aiuto militante, come per la
Tour, e sono state sgomberate nel silenzio più assoluto. La
sinistra istituzionale non muove un dito in loro difesa, salvo per la
situazione del Rhino dato che era una buona occasione per raccogliere
voti e consensi in periodo elettorale. La sinistra alternativa e di
base lotta contro un gigante e non trova la forza di organizzarsi e di
resistere senza l'appoggio delle popolazione. Una sorta di Golia contro
Davide.
La lotta che i compagni e le compagne della "Tour" stanno portando
avanti è una lotta che riguarda tutti noi e che non ha
frontiere. "La casa è di chi l'abita", come recita una canzone
anarchica. Loro difendono quest'idea quotidianamente e lottano
affinché questo non diventi un lontano ricordo in un mondo dove
dei grassi proprietari possono decidere della nostra situazione con un
semplice schioccare di dita e gettarci da un giorno all'altro in strada.
Michele Bricòla