Umanità Nova, n.16 del 13 maggio 2007, anno 87

Inform@zione


Torna la rubrica Inform@zione che la settimana scorsa era slittata per lasciare spazio ai resoconti delle numerose iniziative del Primo maggio e del 25 aprile.

Milano: incontro sulla precarietà del lavoro

Sabato pomeriggio 5 maggio si è svolto nella sede dell'Ateneo Libertario il preannunciato incontro contro la precarietà del lavoro.
Un incontro serrato che si è protratto dalle 15,30 fino alle 19 coinvolgendo una quarantina di presenti.
Come è stato detto in apertura, quella della precarizzazione è sicuramente una piaga in continua espansione, anche grazie all'utilizzo di leggi appropriate e del comportamento sottomesso e complice del sindacato confederale. Una piaga che erode diritti fondamentali conquistati dai lavoratori e contemporaneamente riduce i loro salari. Scopo dell'incontro, pertanto, era quello del confronto diretto tra situazioni sottoposti a questo attacco per elaborare assieme strumenti e progetti per uscire da questo tunnel o perlomeno ridurre i danni.
È stato importante anche il confronto in positivo tra varie anime del sindacalismo di base rappresentate nelle singole situazioni (CUB, USI, Conf.Cobas, Slai Cobas) e nel contempo un confronto anche con aree dell'opposizione sociale mobilitate contro la precarietà.
L'incontro si è dato un primo momento di esposizione e di approfondimento delle esperienze e contraddizioni presenti in ciascuna situazione: il comitato di lotta nel comune di San Giuliano; la struttura ospedaliera del San Raffaele, settore sanità privata; la Sacra Famiglia, struttura ospedaliera anch'essa privata della curia milanese; i precari della scuola; la Wind/Infostrada a Sesto San Giovanni che ha esternalizzato 275 lavoratori e lavoratrici del call center; la TNT – TRACO cooperativa nel settore dei trasporti; gli appalti delle pulizie nelle Ferrovie (che sono in lotta  per rispondere ai recenti attacchi di ulteriore precarizzazione); gli operatori delle cooperative sociali, sfruttati anche in nome della ideologia della bontà, quella del servizio ai più deboli, per negare i diritti.
Il quadro che ne è uscito è quello della tendenza da parte delle aziende sempre più impegnate ad esternalizzare parti della propria attività al fine di ridurre costi e soprattutto ridurre le tutele ai lavoratori; l'utilizzo di appalti sottoposti a periodiche gare in cui l'unico criterio per vincere è quello della riduzione dei costi, situazione che ricade interamente sulle spalle dei lavoratori con aumento dello sfruttamento, espulsioni, riduzioni del salario; l'utilizzo di false cooperative con l'unico scopo di ridurre i diritti dei lavoratori (è stato anche suggerito di farle funzionare realmente per farne saltare i meccanismi), introduzione sempre maggiore nelle aziende di quote di lavoratori interinali.
È poi iniziato un dibattito più generale per il restante tempo rimasto (non troppo).
Ci si è interrogati sulla validità dell'utilizzo degli "sportelli" (strumenti d'informazione contrattuale e legale) da estendere nel territorio e collegare fra loro o se lasciare questa gestione alle strutture più propriamente sindacali. Quale tipo di intesa ci può essere, senza contrapposizione, tra la funzione che svolge il sindacato di base e quelle esperienze che si sviluppano nella rete del precariato. Quali forme di lotta possono essere rapportate alle nuove tipologie contrattuali, quando il peso degli scioperi tradizionali riducono notevolmente la loro efficacia e occorre inventare nuove tecniche di lotta per gli obbiettivi da raggiungere. È stata sottolineata l'opportunità di dar voce alle tante situazioni deboli, anche per sostenerle adeguatamente in modo coordinato e solidale, con particolare attenzione a quelle in cui si possono ottenere dei risultati concreti e per trarne delle indicazioni valide per tutti.
Ci sono stati anche interventi che ponevano il problema di non limitarsi, nella lotta, al semplice miglioramento delle condizioni salariali, ma finalizzale alla messa in discussione del sistema capitalistico.
Tutte considerazioni validissime, ma che debbono trovare un filo conduttore coerente e soprattutto in grado di ottenere risultati concreti rispetto gli obbiettivi prefissati.
Per questo si è deciso di continuare l'approfondimento sui mezzi e gli obbiettivi comuni da perseguire per un intervento da contrapporre alla precarizzazione del lavoro.
Il prossimo incontro si terrà venerdì 8 giugno, alle ore 21, all'Ateneo Libertario.
Enrico

Torviscosa: contro il nuovo cementificio

Oltre 1000 persone hanno partecipato nella mattina del 25 aprile nella piazza centrale di Torviscosa (UD) alla manifestazione indetta dai comitati ambientali che si battono contro il progetto di nuovo mega-cementificio in zona della ditta Grigolin.
Questo nuovo impianto (ovviamente caldeggiato dalla giunta regionale di centro-sinistra di Illy salvo alcuni distinguo vedremo quanto concreti) porterebbe ad ulteriore innalzamento delle emissioni inquinanti in una zona già fortemente industrializzata e molto penalizzata dal punto di vista ambientale e della salute.
In una mattinata piena di sole oltre agli abitanti della zona si sono uniti molti dei comitati ambientali regionali che si battono contro le devastazioni del territorio. Particolarmente significativa la presenza dei comitati carnici contro la nuova autostrada e gli elettrodotti e dei comitati NOTAV con numerose bandiere. Dal palco hanno parlato molti sindaci della zona contrari al progetto e molti rappresentanti dei comitati fra cui un compagno anarchico del comitato di difesa ambientale della bassa friulana.
Erano presenti anche altri compagn* anarchici della bassa, di Udine e di Trieste. Per fortuna poco visibili le presenze partitiche in piazza (nessuna bandiera ma solo un paio di volantini di RC e della lega).
Pur con tutti i limiti questa giornata ha rappresentato un ulteriore e riuscita tappa di mobilitazione comune dei comitati regionali.
Per info e foto: www.info-action.info
Un compagno presente

Trieste: scampagnata NO TAV

Nonostante il cielo plumbeo che minacciava temporale, nella mattinata di sabato 5 maggio si è svolta una scampagnata contro la linea ad alta velocità che dovrebbe collegare Trieste a Divaccia (Slovenia). L'iniziativa si è svolta in una delle più belle valli della provincia triestina, la Val Rosandra. Tale scelta non è stata casuale: infatti uno dei progetti del TAV prevede lo scavo decine di chilometri di gallerie attraverso questa valle devastando tutto il territorio, inquinando il torrente che la attraversa e rendendo la vita per vegetali ed animali  impossibile.
Durante la manifestazione sono stati affissi sulle pareti rocciose che sovrastano la valle due striscioni: uno riportava la scritta "NO TAV" e l'altro "NO TAC", perché sia la linea ad alta velocità che quella ad alta capacità sono devastanti ed economicamente e socialmente inutili.
Molti volantini sono stati distribuiti tra gli abitanti della Valle, che hanno dimostrato solidarietà ai manifestanti. L'iniziativa di sabato rientra in un calendario più ampio di mobilitazioni contro le devastanti politiche ambientali della giunta di centro-sinistra del Friuli-Venezia Giulia: dai rigassificatori (la giunta si è espressa favorevolmente all'istallazione di ben due impianti GNL) al cementificio di Torviscosa (colossale opera collegata al TAV) fino alla nuova autostrada tra la Carnia e il Cadore e ai progetti di nuovi elettrodotti nella stessa Carnia, un angolo ancora verde ai confini con l'Austria.
Contro tali politiche si è formato un forum tra tutti i comitati della regione mentre a Trieste, in collegamento con il forum dei comitati, si è creata la "Rete contro lo sviluppo insostenibile", finalizzata a organizzare alcune iniziative di lotta (tra cui la scampagnata) in contemporanea al G8 sullo sviluppo sostenibile in programma proprio a Trieste tra il 10 e 12 maggio.
La mobilitazione culminerà nelle giornate dell'11 e del 12 maggio: l'11 maggio è in programma un convegno che collegherà la realtà ambientale del Friuli-Venezia Giulia con le politiche di sviluppo europee e i cambiamenti climatici e naturali a livello globale. Il 12 maggio un corteo di protesta, in cui saranno presenti i comitati della regione, partirà dalla stazione alle 15 per terminare davanti al consiglio regionale.
Per informazioni: www.info-action.info
Raffaele

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