Torna la rubrica Inform@zione che la
settimana scorsa era slittata per lasciare spazio ai resoconti delle
numerose iniziative del Primo maggio e del 25 aprile.
Sabato pomeriggio 5 maggio si è svolto nella sede dell'Ateneo
Libertario il preannunciato incontro contro la precarietà del
lavoro.
Un incontro serrato che si è protratto dalle 15,30 fino alle 19 coinvolgendo una quarantina di presenti.
Come è stato detto in apertura, quella della precarizzazione
è sicuramente una piaga in continua espansione, anche grazie
all'utilizzo di leggi appropriate e del comportamento sottomesso e
complice del sindacato confederale. Una piaga che erode diritti
fondamentali conquistati dai lavoratori e contemporaneamente riduce i
loro salari. Scopo dell'incontro, pertanto, era quello del confronto
diretto tra situazioni sottoposti a questo attacco per elaborare
assieme strumenti e progetti per uscire da questo tunnel o perlomeno
ridurre i danni.
È stato importante anche il confronto in positivo tra varie
anime del sindacalismo di base rappresentate nelle singole situazioni
(CUB, USI, Conf.Cobas, Slai Cobas) e nel contempo un confronto anche
con aree dell'opposizione sociale mobilitate contro la
precarietà.
L'incontro si è dato un primo momento di esposizione e di
approfondimento delle esperienze e contraddizioni presenti in ciascuna
situazione: il comitato di lotta nel comune di San Giuliano; la
struttura ospedaliera del San Raffaele, settore sanità privata;
la Sacra Famiglia, struttura ospedaliera anch'essa privata della curia
milanese; i precari della scuola; la Wind/Infostrada a Sesto San
Giovanni che ha esternalizzato 275 lavoratori e lavoratrici del call
center; la TNT – TRACO cooperativa nel settore dei trasporti; gli
appalti delle pulizie nelle Ferrovie (che sono in lotta per
rispondere ai recenti attacchi di ulteriore precarizzazione); gli
operatori delle cooperative sociali, sfruttati anche in nome della
ideologia della bontà, quella del servizio ai più deboli,
per negare i diritti.
Il quadro che ne è uscito è quello della tendenza da
parte delle aziende sempre più impegnate ad esternalizzare parti
della propria attività al fine di ridurre costi e soprattutto
ridurre le tutele ai lavoratori; l'utilizzo di appalti sottoposti a
periodiche gare in cui l'unico criterio per vincere è quello
della riduzione dei costi, situazione che ricade interamente sulle
spalle dei lavoratori con aumento dello sfruttamento, espulsioni,
riduzioni del salario; l'utilizzo di false cooperative con l'unico
scopo di ridurre i diritti dei lavoratori (è stato anche
suggerito di farle funzionare realmente per farne saltare i
meccanismi), introduzione sempre maggiore nelle aziende di quote di
lavoratori interinali.
È poi iniziato un dibattito più generale per il restante tempo rimasto (non troppo).
Ci si è interrogati sulla validità dell'utilizzo degli
"sportelli" (strumenti d'informazione contrattuale e legale) da
estendere nel territorio e collegare fra loro o se lasciare questa
gestione alle strutture più propriamente sindacali. Quale tipo
di intesa ci può essere, senza contrapposizione, tra la funzione
che svolge il sindacato di base e quelle esperienze che si sviluppano
nella rete del precariato. Quali forme di lotta possono essere
rapportate alle nuove tipologie contrattuali, quando il peso degli
scioperi tradizionali riducono notevolmente la loro efficacia e occorre
inventare nuove tecniche di lotta per gli obbiettivi da raggiungere.
È stata sottolineata l'opportunità di dar voce alle tante
situazioni deboli, anche per sostenerle adeguatamente in modo
coordinato e solidale, con particolare attenzione a quelle in cui si
possono ottenere dei risultati concreti e per trarne delle indicazioni
valide per tutti.
Ci sono stati anche interventi che ponevano il problema di non
limitarsi, nella lotta, al semplice miglioramento delle condizioni
salariali, ma finalizzale alla messa in discussione del sistema
capitalistico.
Tutte considerazioni validissime, ma che debbono trovare un filo
conduttore coerente e soprattutto in grado di ottenere risultati
concreti rispetto gli obbiettivi prefissati.
Per questo si è deciso di continuare l'approfondimento sui mezzi
e gli obbiettivi comuni da perseguire per un intervento da contrapporre
alla precarizzazione del lavoro.
Il prossimo incontro si terrà venerdì 8 giugno, alle ore 21, all'Ateneo Libertario.
Enrico
Oltre 1000 persone hanno partecipato nella mattina del 25 aprile
nella piazza centrale di Torviscosa (UD) alla manifestazione indetta
dai comitati ambientali che si battono contro il progetto di nuovo
mega-cementificio in zona della ditta Grigolin.
Questo nuovo impianto (ovviamente caldeggiato dalla giunta regionale di
centro-sinistra di Illy salvo alcuni distinguo vedremo quanto concreti)
porterebbe ad ulteriore innalzamento delle emissioni inquinanti in una
zona già fortemente industrializzata e molto penalizzata dal
punto di vista ambientale e della salute.
In una mattinata piena di sole oltre agli abitanti della zona si sono
uniti molti dei comitati ambientali regionali che si battono contro le
devastazioni del territorio. Particolarmente significativa la presenza
dei comitati carnici contro la nuova autostrada e gli elettrodotti e
dei comitati NOTAV con numerose bandiere. Dal palco hanno parlato molti
sindaci della zona contrari al progetto e molti rappresentanti dei
comitati fra cui un compagno anarchico del comitato di difesa
ambientale della bassa friulana.
Erano presenti anche altri compagn* anarchici della bassa, di Udine e
di Trieste. Per fortuna poco visibili le presenze partitiche in piazza
(nessuna bandiera ma solo un paio di volantini di RC e della lega).
Pur con tutti i limiti questa giornata ha rappresentato un ulteriore e
riuscita tappa di mobilitazione comune dei comitati regionali.
Per info e foto: www.info-action.info
Un compagno presente
Nonostante il cielo plumbeo che minacciava temporale, nella
mattinata di sabato 5 maggio si è svolta una scampagnata contro
la linea ad alta velocità che dovrebbe collegare Trieste a
Divaccia (Slovenia). L'iniziativa si è svolta in una delle
più belle valli della provincia triestina, la Val Rosandra. Tale
scelta non è stata casuale: infatti uno dei progetti del TAV
prevede lo scavo decine di chilometri di gallerie attraverso questa
valle devastando tutto il territorio, inquinando il torrente che la
attraversa e rendendo la vita per vegetali ed animali impossibile.
Durante la manifestazione sono stati affissi sulle pareti rocciose che
sovrastano la valle due striscioni: uno riportava la scritta "NO TAV" e
l'altro "NO TAC", perché sia la linea ad alta velocità
che quella ad alta capacità sono devastanti ed economicamente e
socialmente inutili.
Molti volantini sono stati distribuiti tra gli abitanti della Valle,
che hanno dimostrato solidarietà ai manifestanti. L'iniziativa
di sabato rientra in un calendario più ampio di mobilitazioni
contro le devastanti politiche ambientali della giunta di
centro-sinistra del Friuli-Venezia Giulia: dai rigassificatori (la
giunta si è espressa favorevolmente all'istallazione di ben due
impianti GNL) al cementificio di Torviscosa (colossale opera collegata
al TAV) fino alla nuova autostrada tra la Carnia e il Cadore e ai
progetti di nuovi elettrodotti nella stessa Carnia, un angolo ancora
verde ai confini con l'Austria.
Contro tali politiche si è formato un forum tra tutti i comitati
della regione mentre a Trieste, in collegamento con il forum dei
comitati, si è creata la "Rete contro lo sviluppo
insostenibile", finalizzata a organizzare alcune iniziative di lotta
(tra cui la scampagnata) in contemporanea al G8 sullo sviluppo
sostenibile in programma proprio a Trieste tra il 10 e 12 maggio.
La mobilitazione culminerà nelle giornate dell'11 e del 12
maggio: l'11 maggio è in programma un convegno che
collegherà la realtà ambientale del Friuli-Venezia Giulia
con le politiche di sviluppo europee e i cambiamenti climatici e
naturali a livello globale. Il 12 maggio un corteo di protesta, in cui
saranno presenti i comitati della regione, partirà dalla
stazione alle 15 per terminare davanti al consiglio regionale.
Per informazioni: www.info-action.info
Raffaele