Nel 2004 un'inchiesta del Washington Post rivelò che oltre la
metà degli homeless che affollano la capitale statunitense era
finito per strada dopo aver perso il lavoro per esser risultato
positivo ai test antidroga a cui negli USA devono sottoporsi
periodicamente quasi tutti i dipendenti pubblici e buona parte di
quelli privati. I test antidroga sono stati introdotti
dall'Amministrazione Reagan nei primi anni '80: secondo l'ACLU
(American Civil Liberties Union) nel solo periodo che va dal 1983 al
1998 sarebbero stati oltre 5 milioni i lavoratori licenziati
perché risultati positivi ai test antidroga, mentre secondo la
NORML (organizzazione per la legalizzazione della marijuana) sarebbero
state oltre 12 milioni le persone licenziate o sanzionate in seguito a
test che dimostravano l'uso di cannabis. Secondo il neocon Newt
Grinwich "i test antidroga hanno rappresentato la più grande
opera di pulizia sociale mai effettuata nella storia degli Stati
Uniti...".
Questo scenario da incubo potrebbe presto realizzarsi anche in Italia.
Mercoledì 9 maggio, 41 bimbi delle scuole elementari di
Stroppiana (VC) vengono coinvolti in un incidente stradale sulla
bretella autostradale Casale Santhià, col bilancio di due
piccoli morti e di altri 20 feriti. Il pullman si era ribaltato
sull'autostrada poco dopo una sosta ad un autogrill perché
l'autista aveva improvvisamente perso i sensi.
Secondo le prime ricostruzioni, alle origini del mancamento del
conducente ci sarebbe un malore, forse una congestione, causata da una
bibita ghiacciata che l'uomo aveva consumato all'autogrill. La polizia
stradale, però, lo fa sottoporre a esami del sangue da cui
emerge la presenza di tracce di cannabis. Immediatamente M. T., viene
arrestato e si ritrova piantonato all'ospedale di Casale Monferrato,
dove è tuttora ricoverato per una frattura.
Parte così l'ennesimo linciaggio mediatico contro la cannabis e
contro chi la consuma. In realtà, non vi è alcuna
dimostrazione che la cannabis abbia influito sull'incidente. Anche se
alcuni giornali si spingono ad affermare che le tracce di THC trovate
nel sangue dell'uomo dimostrerebbero l'assunzione di cannabis nel
pomeriggio, poco prima di iniziare il viaggio di ritorno, mentre altri
riferiscono che lo stesso autista, risultato negativo ad altre
sostanze, avrebbe ammesso il consumo di cannabis la sera prima, in
effetti i metaboliti della cannabis sono rintracciabili nel sangue e
nelle urine anche 60 (sessanta) giorni dopo l'ultima assunzione (ed il
fatto che i sanitari e la polizia abbiano usato l'espressione "tracce"
indica che ne sono state trovate in una "quantità non
rilevabile", mentre se M. T. avesse fumato poco prima, il quantitativo
sarebbe stato rilevabile) e, come dichiara il tossicologo Silvio Viale,
"la positività ai metaboliti della cannabis non dimostra la
presenza di alcun effetto farmacologico al momento dell'incidente".
Inoltre, è tutto da dimostrare il legame tra incidenti stradali
ed uso di cannabis. Secondo The Lancet (la più antica ed
autorevole rivista medica del mondo) "... non solo non ci sono prove
che l'uso di cannabis condizioni sfavorevolmente la guida dei veicoli,
ma anzi sembra piuttosto provato il contrario... chi guida sotto
l'effetto di cannabis tende ad andare più piano e ad essere
più prudente", mentre il professor Gianluigi Ghessa,
neuropsicofarmacologo dell'Università di Cagliari, ha spiegato
che dagli studi e dai rilevamenti sui casi "L'azione del principio
attivo della cannabis, il Thc riduce in effetti la coordinazione
motoria e diminuisce la capacità della guida, né
più né meno dell'alcool, o anche delle benzodiazepine,
usate da moltissimi italiani, ma con la differenza che chi assume
alcool e si mette alla guida ha pochi riflessi e in più una
certa temerarietà, mentre chi fuma cannabis è meno
temerario, si può dire più prudente". La rivista di
divulgazione scientifica New Scientist ha messo in luce come le recenti
ricerche che associano l'uso di marijuana agli incidenti stradali siano
spesso basate su vere e proprie gabole statistiche: ad esempio nel caso
di un macabro studio francese condotto sui cadaveri dei guidatori morti
negli incidenti stradali e ripreso dal British Medical Journal, i
ricercatori nei casi in cui nel sangue trovavano tracce sia di alcool
che di cannabis, attribuivano a quest'ultima la causa dell'incidente
anche se, a differenza dei metaboiliti della cannabis, le tracce di
alcool scompaiono dal sangue al massimo dopo poche ore e quindi se si
trovano, vuol dire che il soggetto era sicuramente sotto l'effetto di
alcool.
I media italiani non si occupano però di queste piccole
sottigliezze e neanche del fatto che non s'è mai sentito dire di
nessuno svenuto alla guida per aver fumato una canna il giorno prima,
mentre sarebbe parecchio credibile che l'autista dopo aver preso una
bibita gelata all'autogrill (nonostante facesse molto caldo e come
tutti sanno fa male assumere sostanze fredde di colpo quando fa caldo)
abbia poi avuto un "abbiocco" quando dieci minuti dopo guidava.
Comunque, dopo che è arrivata la notizia che sarebbero state
riscontrate tracce di cannabis nel sangue dell'autista del bus, i
peggiori criminali fascisti e leghisti hanno colto l'occasione per
riprendere la loro isterica campagna anti-cannabis. Il loro obiettivo
dichiarato è, come ha dichiarato AN, l'introduzione di test
antidroga obbligatori sul modello USA: "Autisti pubblici e privati,
tassisti, insegnanti, bidelli: tutti coloro che per professione
ricoprono un pubblico esercizio e possono influire con il proprio
comportamento sulla vita degli altri dovrebbero essere sottoposti a
controlli e test antidroga periodici. E chi si droga deve essere
cacciato via". Immediatamente buona parte dell'Unione (che solo pochi
giorni prima non aveva risparmiato di complimenti il conducator
stalinista di Torino Sergio Kiamparino che aveva dichiarato che
"bisogna rovinare la vita dei consumatori di droga") si accoda alla
proposta. Si dicono subito d'accordo l'Italia dei Valori e Cristina De
Luca, sottosegretario al ministero della Solidarietà sociale,
mentre Lidia Turko promette che "entro l'estate ci saranno test
obbligatori per i lavoratori la cui occupazione comporta la sicurezza
di altri". Dato che entro l'estate ci sarà la firma del
memorandum del pubblico impiego, è probabile che i test
antidroga verranno proprio inseriti all'interno di questo
memorandum…
Se l'introduzione dei test di antidroga segnerà di fatto la
guerra aperta verso quei quasi quattro milioni le persone che, secondo
le stesse stime governative, in Italia fanno uso di cannabis, i
movimenti antiproibizionisti non potranno rispondere che intensificando
le mobilitazioni che negli ultimi mesi peraltro si sono fatte
più frequenti, nonostante la censura dei media di regime. Dopo
il duplice successo della Street Antipro del 14 aprile scorso a Roma
(che ha visto la presenza di almeno 40mila persone) e della Million
Marijuana March (che s'è tenuta sempre a Roma e che ha visto
30mila presenze), altre street parade antiproibizionista si preparano a
percorrere le strade d'Italia: la prima in ordine è il 26 maggio
Canapisa (giunta ormai alla sua settima edizione), in partenza alle 18
da P.za S. Antonio, naturalmente a Pisa.
robertino