Umanità Nova, n.17 del 20 maggio 2007, anno 87

Caccia alle streghe
Cannabis: l'Unione prepara i roghi


Nel 2004 un'inchiesta del Washington Post rivelò che oltre la metà degli homeless che affollano la capitale statunitense era finito per strada dopo aver perso il lavoro per esser risultato positivo ai test antidroga a cui negli USA devono sottoporsi periodicamente quasi tutti i dipendenti pubblici e buona parte di quelli privati. I test antidroga sono stati introdotti dall'Amministrazione Reagan nei primi anni '80: secondo l'ACLU (American Civil Liberties Union) nel solo periodo che va dal 1983 al 1998 sarebbero stati oltre 5 milioni i lavoratori licenziati perché risultati positivi ai test antidroga, mentre secondo la NORML (organizzazione per la legalizzazione della marijuana) sarebbero state oltre 12 milioni le persone licenziate o sanzionate in seguito a test che dimostravano l'uso di cannabis. Secondo il neocon Newt Grinwich "i test antidroga hanno rappresentato la più grande opera di pulizia sociale mai effettuata nella storia degli Stati Uniti...".
Questo scenario da incubo potrebbe presto realizzarsi anche in Italia.
Mercoledì 9 maggio, 41 bimbi delle scuole elementari di Stroppiana (VC) vengono coinvolti in un incidente stradale sulla bretella autostradale Casale Santhià, col bilancio di due piccoli morti e di altri 20 feriti. Il pullman si era ribaltato sull'autostrada poco dopo una sosta ad un autogrill perché l'autista aveva improvvisamente perso i sensi.
Secondo le prime ricostruzioni, alle origini del mancamento del conducente ci sarebbe un malore, forse una congestione, causata da una bibita ghiacciata che l'uomo aveva consumato all'autogrill. La polizia stradale, però, lo fa sottoporre a esami del sangue da cui emerge la presenza di tracce di cannabis. Immediatamente M. T., viene arrestato e si ritrova piantonato all'ospedale di Casale Monferrato, dove è tuttora ricoverato per una frattura.
Parte così l'ennesimo linciaggio mediatico contro la cannabis e contro chi la consuma. In realtà, non vi è alcuna dimostrazione che la cannabis abbia influito sull'incidente. Anche se alcuni giornali si spingono ad affermare che le tracce di THC trovate nel sangue dell'uomo dimostrerebbero l'assunzione di cannabis nel pomeriggio, poco prima di iniziare il viaggio di ritorno, mentre altri riferiscono che lo stesso autista, risultato negativo ad altre sostanze, avrebbe ammesso il consumo di cannabis la sera prima, in effetti i metaboliti della cannabis sono rintracciabili nel sangue e nelle urine anche 60 (sessanta) giorni dopo l'ultima assunzione (ed il fatto che i sanitari e la polizia abbiano usato l'espressione "tracce" indica che ne sono state trovate in una "quantità non rilevabile", mentre se M. T. avesse fumato poco prima, il quantitativo sarebbe stato rilevabile) e, come dichiara il tossicologo Silvio Viale, "la positività ai metaboliti della cannabis non dimostra la presenza di alcun effetto farmacologico al momento dell'incidente". Inoltre, è tutto da dimostrare il legame tra incidenti stradali ed uso di cannabis. Secondo The Lancet (la più antica ed autorevole rivista medica del mondo) "... non solo non ci sono prove che l'uso di cannabis condizioni sfavorevolmente la guida dei veicoli, ma anzi sembra piuttosto provato il contrario... chi guida sotto l'effetto di cannabis tende ad andare più piano e ad essere più prudente", mentre il professor Gianluigi Ghessa, neuropsicofarmacologo dell'Università di Cagliari, ha spiegato che dagli studi e dai rilevamenti sui casi "L'azione del principio attivo della cannabis, il Thc riduce in effetti la coordinazione motoria e diminuisce la capacità della guida, né più né meno dell'alcool, o anche delle benzodiazepine, usate da moltissimi italiani, ma con la differenza che chi assume alcool e si mette alla guida ha pochi riflessi e in più una certa temerarietà, mentre chi fuma cannabis è meno temerario, si può dire più prudente". La rivista di divulgazione scientifica New Scientist ha messo in luce come le recenti ricerche che associano l'uso di marijuana agli incidenti stradali siano spesso basate su vere e proprie gabole statistiche: ad esempio nel caso di un macabro studio francese condotto sui cadaveri dei guidatori morti negli incidenti stradali e ripreso dal British Medical Journal, i ricercatori nei casi in cui nel sangue trovavano tracce sia di alcool che di cannabis, attribuivano a quest'ultima la causa dell'incidente anche se, a differenza dei metaboiliti della cannabis, le tracce di alcool scompaiono dal sangue al massimo dopo poche ore e quindi se si trovano, vuol dire che il soggetto era sicuramente sotto l'effetto di alcool.
I media italiani non si occupano però di queste piccole sottigliezze e neanche del fatto che non s'è mai sentito dire di nessuno svenuto alla guida per aver fumato una canna il giorno prima, mentre sarebbe parecchio credibile che l'autista dopo aver preso una bibita gelata all'autogrill (nonostante facesse molto caldo e come tutti sanno fa male assumere sostanze fredde di colpo quando fa caldo) abbia poi avuto un "abbiocco" quando dieci minuti dopo guidava. Comunque, dopo che è arrivata la notizia che sarebbero state riscontrate tracce di cannabis nel sangue dell'autista del bus, i peggiori criminali fascisti e leghisti hanno colto l'occasione per riprendere la loro isterica campagna anti-cannabis. Il loro obiettivo dichiarato è, come ha dichiarato AN, l'introduzione di test antidroga obbligatori sul modello USA: "Autisti pubblici e privati, tassisti, insegnanti, bidelli: tutti coloro che per professione ricoprono un pubblico esercizio e possono influire con il proprio comportamento sulla vita degli altri dovrebbero essere sottoposti a controlli e test antidroga periodici. E chi si droga deve essere cacciato via". Immediatamente buona parte dell'Unione (che solo pochi giorni prima non aveva risparmiato di complimenti il conducator stalinista di Torino Sergio Kiamparino che aveva dichiarato che "bisogna rovinare la vita dei consumatori di droga") si accoda alla proposta. Si dicono subito d'accordo l'Italia dei Valori e Cristina De Luca, sottosegretario al ministero della Solidarietà sociale, mentre Lidia Turko promette che "entro l'estate ci saranno test obbligatori per i lavoratori la cui occupazione comporta la sicurezza di altri". Dato che entro l'estate ci sarà la firma del memorandum del pubblico impiego, è probabile che i test antidroga verranno proprio inseriti all'interno di questo memorandum…
Se l'introduzione dei test di antidroga segnerà di fatto la guerra aperta verso quei quasi quattro milioni le persone che, secondo le stesse stime governative, in Italia fanno uso di cannabis, i movimenti antiproibizionisti non potranno rispondere che intensificando le mobilitazioni che negli ultimi mesi peraltro si sono fatte più frequenti, nonostante la censura dei media di regime. Dopo il duplice successo della Street Antipro del 14 aprile scorso a Roma (che ha visto la presenza di almeno 40mila persone) e della Million Marijuana March (che s'è tenuta sempre a Roma e che ha visto 30mila presenze), altre street parade antiproibizionista si preparano a percorrere le strade d'Italia: la prima in ordine è il 26 maggio Canapisa (giunta ormai alla sua settima edizione), in partenza alle 18 da P.za S. Antonio, naturalmente a Pisa.

robertino

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