È stata recentemente presentata e lanciata una nuova linea
fashion della polizia, in vendita nei negozi di tutt'Italia, "per
avvicinare la polizia alla gente", a prezzi certo non proletari ma
comunque alla portata delle tasche giovanili (T-shirt 80 euro, polo
100, felpa 160), dato che parte del ricavato è destinato "ai
familiari di poliziotti caduti nell'espletamento del dovere". Nelle
diverse collezioni autunno-inverno ed estate-primavera, per uomo, donna
e persino bambino, realizzate da vari stilisti, si possono scegliere
capi d'abbigliamento "disinvolto" con i colori e i loghi dei vari
reparti della polizia, Digos e Nocs in testa.
Un'altra recentissima notizia, quasi passata inosservata, parla invece
di un altro genere di avvicinamento della polizia alla gente e si
riferisce alla prima sentenza di condanna nei confronti dello Stato per
le violenze poliziesche a Genova nel luglio 2001.
Il ministero dell'Interno è stato infatti condannato a risarcire
Marina Spaccini della Rete Lilliput, 50 anni, pediatra triestina,
volontaria per quattro anni in Africa, per il cruento pestaggio che
subì da parte della polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del
20 luglio 2001.
Nel corso del procedimento, i poliziotti e i dirigenti di polizia hanno
sostenuto che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che
c'era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov,
che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie
smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice
istruttore Angela Latella che, dal momento che gli agenti coinvolti
erano ovviamente travisati e quindi non identificabili, ha deciso di
condannare il Ministero dell'Interno. La cifra che verrà pagata
alla pacifista non è certo rilevante (5.000 euro tra
invalidità, danni morali ed esistenziali), ma sul piano della
ricerca della verità è già qualcosa; l'importante
è che non passi il paradigma che, tra le migliaia di persone che
nei giorni del G8 subirono violenze, sevizie e soprusi di ogni genere,
solo una non se le meritava.
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