Umanità Nova, n.18 del 27 maggio 2007, anno 87

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Torino: consegnato foglio di via al sindaco Chiamparino

A Torino il crimine imperversa. Bande di delinquenti si rendono responsabili quotidianamente di orribili delitti, di violenze inaccettabili e tante tante menzogne. Domenica 20 maggio alcuni amici della libertà hanno deciso di dire la loro in occasione della marcia per la legalità, organizzata da preti e parrocchiani del quartiere Borgo Vittoria, in primis nella figura di padre Danilo Magni, e alla quale ha presenziato anche il sindaco Sergio Chiamparino. Qualche centinaio di bambini (mentre la Stampa riferiva duemila manifestanti) con le magliette e i palloncini gialli trascinati in piazza a chiedere più applicazione della legge, vale a dire più polizia, più volanti, più gente in galera, in una città esasperata dalle contraddizioni sociali che genera, e alle quali non sa rispondere che con la repressione e la retorica sulla legge e la sicurezza.
Poco prima che il corteo partisse per le vie del quartiere qualcuno ha voluto richiamare brevemente l'attenzione per fare sentire alta una voce fuori dal gregge. Mentre alcuni compagni aprivano un lungo striscione con su scritto "Chiamparino Socialmente Pericoloso" al sindaco veniva notificato un foglio di via obbligatorio, della durata di anni tre ed entro ventiquattr'ore. Gli Amici della Libertà (ente morale) segnalano infatti all'attenzione pubblica questo pericolosissimo criminale, reo di diversi reati, e nello specifico di devastazione e saccheggio (per aver sempre promosso il progetto dell'Alta Velocità), istigazione a delinquere (per aver sempre coperto e solidarizzato con le forze dell'ordine, colpevoli di abusi e violenze nei confronti degli abitanti di questa città, e in particolar modo contro quelli extracomunitari), concorso in sequestro di persona (per aver permesso sul territorio il mantenimento e ora il raddoppio di un Centro di Permanenza Temporanea).
Il suddetto provvedimento scaturisce dall'esigenza di apportare qualche miglioramento alla qualità della vita in Torino, che è andata progressivamente deteriorandosi anche in seguito all'operato dell'associazione a delinquere guidata dal Chiamparino. Operato favorito, tra gli altri, dal questore Stefano Berrettoni, uso all'intimidazione di ogni dissenso tramite l'invio di numerose denunce penali, reiterate minacce di "sorveglianza speciale" e il "bando" dalla città di individui ritenuti incompatibili con l'ordinario svolgimento delle quotidiane ingiustizie sociali. Lo striscione è stato sequestrato e alcune persone identificate dalla polizia.

Un Amico della Libertà

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