Ad un anno dall'inizio della protesta degli insegnanti che diede il via
alla rivolta popolare [1] Oaxaca sembra tornata alla normalità,
anche se negli ultimi mesi ci sono stati alcuni avvenimenti che vale la
pena di segnalare.
A marzo è stata annunciata la nascita di "Voces
Oaxaqueñas Construyendo la Autonomía y la Libertad"
(VOCAL), che si definisce come uno "spazio di incontro" con quella
parte di popolo oaxaquegno lontana dall'elettoralismo e dai partiti
politici. Una aggregazione formata da "individualità autonome,
collettivi libertari, spazi autogestiti, singoli
antiautoritari,organizzazioni magoniste, collettivi zapatisti, gruppi
anarchici, barricadieri e barricadiere, componenti della APPO e alcuni
de 'l'altra campaña'" [2]. Un chiaro segnale del punto al quale
è arrivato il dissidio all'interno della APPO a causa delle
posizioni assunte rispetto alle elezioni.
"VOCAL" non si è presentata, almeno per il momento, come una scissione della APPO, ma è evidente che la frattura avvenuta nel congresso dello scorso febbraio e approfondita nell'assemblea straordinaria di marzo è di quelle profonde. Non è un caso che uno tra i suoi primi comunicati sia stato per protestare contro una portavoce della APPO che aveva accusato il gruppo di essere composto da "provocatori e violenti" [3]. A questo vanno aggiunte le critiche mosse all'elettoralismo "tattico" della APPO provenienti persino da aree non anarchiche [4]. Ed è significativo che le recenti determinazioni del "Consiglio Statale" insistano in modo pressante su come gestire le divergenze politiche esistenti: dei 15 punti del Documento ben 5 sono dedicati a questo genere di problemi [5].
Negli scorsi mesi sono anche proseguite le iniziative di piazza per chiedere la liberazione dei prigionieri (ancora una quarantina) e la cacciata del Governatore. Ma sono continuati anche gli arresti dei militanti più in vista, come quello di un noto esponente della APPO e di "VOCAL", al quale si riferisce il Comunicato che pubblichiamo su questo numero del giornale. Nei primi giorni di maggio sono tornati in azione anche gli insegnanti della "Sezione 22" che hanno occupato per qualche ora diversi edifici pubblici e, negli stessi giorni, un gruppo di attivisti si è ripreso temporaneamente i microfoni di "Radio Universidad".
Con l'avvicinarsi della scadenza elettorale è tornato in
primo piano lo politica e il suo spettacolo: l'odiato Governatore ha
liberato 379 indios detenuti, riconoscendo nella povertà la
matrice dei loro reati, ed ha annunciato sostegni economici agli
imprenditori danneggiati dalla rivolta popolare.
Il mese scorso le vicende di Oaxaca hanno fatto una fugace apparizione
sui media nostrani a causa della partecipazione dell'Italia, come
"invitato speciale", al locale "Festival delle arti" e di un appello al
suo boicottaggio, solo parzialmente riuscito.
Pepsy
Riferimenti
[1] Si vedano gli altri articoli su Oaxaca pubblicati su "Umanità Nova", disponibili su web
http://www.ecn.org/uenne/archivio2006.html e http://www.ecn.org/uenne/archivio2007.html
[2] Vedi http://www.regeneracionradio.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1330&Itemid=43
[3] Vedi http://www.regeneracionradio.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1333&Itemid=43
[4] Vedi, ad esempio, "Táctica e ideología: La APPO y la tentación electoral".
http://www.lahaine.org/index.php?blog=3&p=20611
[5] Vedi "Acuerdos de la sesion del Consejo estatal de la Asamblea
Popular de los Pueblos de Oaxaca del 3 de abril de 2007."
http://www.asambleapopulardeoaxaca.com/boletines/?m=200704&paged=2