Umanità Nova, n.25 del 22 luglio 2007, anno 87

Oltre la cronaca
I segreti dei servizi


"È in corso una inchiesta che io credo non porterà da nessuna parte..." (F. Cossiga a proposito dell'archivio del SISMI)

Continua la poco appassionante soap opera sui servizi segreti, favorita da una estate sbarazzina e dalla mancanza di altri scandali dei quali discutere. La stessa natura del tema, dopotutto il termine "segreti" viene usato per una ragione... rende difficile conoscere compiutamente avvenimenti e protagonisti e, spesso, le parole spese sono un esercizio di giornalismo virtuale, frutto di informazioni provenienti dalla stessa fonte della quale si vorrebbero svelare i misteri. Anche per questo motivo sull'argomento si fa molta letteratura e poca "sostanza". Avere a che fare con certi fatti è come trovarsi davanti ad una mano di poker nella quale uno dei giocatori può sempre pescare dal mazzo le carte che preferisce. Con un prevedibile risultato finale.
L'errore più comune nel quale si cade è quello di sopravvalutazione o sottovalutazione: a volte si tende a credere che questi apparati abbiano una conoscenza ed una incidenza sulla realtà superiore a quella che effettivamente hanno o, al contrario, si pensa che il loro ruolo e potere siano eccessivamente esagerati. Questo non significa indicare la via di mezzo come quella giusta, ma solo tenere sempre presente che le personali visioni della realtà influenzano le valutazioni che si danno a proposito di questi argomenti.
Prendiamo, ad esempio, una notizia comparsa su un quotidiano nella prima settimana di luglio [1]. Secondo il cronista esisterebbero dei documenti che provano che nel 2001 il SISMI (o almeno il suo capo) aveva intenzione di costruire delle prove relative alla presenza di infiltrati di destra all'interno del Black Bloc che aveva agito a Genova durante le proteste contro i G8. Questo falso sarebbe stato fatto per aiutare la "sinistra" in difficoltà dopo le elezioni perse ed i fatti di Genova e al fine di screditare la "destra". E tale azione avrebbe causato addirittura il "licenziamento" del capo del SISMI. Non abbiamo assolutamente idea dell'attendibilità di quanto riportato, ma possiamo - con maggiore sicurezza - affermare che le voci a proposito di infiltrati nei Black Bloc sono abbondantemente circolate, durante e dopo il luglio genovese [2]. Ma non sono state usate certo per colpire la destra.

Sebbene si corra sempre il rischio di trovarsi invischiati in qualche operazione di disinformazione, è possibile occuparsi dell'attività degli spioni descrivendone il funzionamento piuttosto che lasciandosi trascinare dalla cronaca.

Il compito principale di questi apparati è quello di "proteggere" lo Stato e le sue istituzioni, a prescindere dal Governo in carica e dagli interessi e dalle convinzioni personali. Questo, almeno in teoria. Il modo in cui tale compito viene svolto può cambiare a seconda delle forze politiche in carica, per cui può accadere, per esempio, che per un Governo sia essenziale mantenere buoni rapporti con un determinato paese e che per quello successivo questo non sia altrettanto importante. Per cui l'attività svolta dagli spioni è sicuramente influenzata da chi siede nella stanza dei bottoni. A queste considerazioni scontate va aggiunta la variabile umana, i dirigenti e gli agenti hanno sicuramente delle simpatie (ed antipatie) politiche e spesso anche degli interessi personali che possono influenzare la loro attività al pari delle direttive governative e che, in alcuni casi, potrebbero entrare in contrasto con esse. Con i risultati che è facile immaginare.
Gli scandali che si sono succeduti negli anni e che hanno visto coinvolti i "servizi", ad ogni livello, possono essere - pragmaticamente - letti proprio come un segnale della discrepanza tra i compiti istituzionali, le direttive governative e gli interessi personali o di gruppo, diversamente mescolati fra loro. Non a caso l'organo deputato a verificarne il lavoro si chiama "Comitato di controllo", proprio perché avrebbe il compito di controllare un apparato che evidentemente ha bisogno di essere tenuto sotto continua osservazione. Descrivere le attività principali dei "servizi" può essere utile a fornire degli strumenti di lettura degli effetti che il loro lavoro produce, una attività più importante che elaborare fin troppo facili dietrologie.

Una delle più importanti attività in questione, usata da sempre, riguarda l'offuscamento della comunicazione. Rendere inintelligibile una informazione o nasconderla in qualche modo, significa impedire ad altri di leggerla o di comprenderla e il lavoro degli spioni consiste proprio nella trasformazione di informazioni considerate "pericolose" in qualcosa di incomprensibile alla maggior parte delle persone. Strettamente collegato all'offuscamento è ovviamente il segreto: le informazioni vengono messe a disposizione solo di una ristretta cerchia di persone. I "servizi" dovrebbero avere, come attività principale, quella di scoprire i segreti altrui e di mantenere riservati quelli dello Stato. A riprova di questo, il compito di un traditore è esattamente l'opposto: svelare i segreti di chi dovrebbe servire e mantenere riservati quelli altrui. Questa attività è alla base della creazione di archivi (dossier, fascicoli, banche dati, ecc...) costituiti dalle informazioni sulle quali riescono a mettere le mani. Molto spesso non ha alcuna importanza la rilevanza ai fini istituzionali di tali dati, ma solo la loro esistenza ordinata in archivi che possono essere consultati, all'occorrenza, da chi ha il potere per farlo. Il lavoro di archivista oggi è diventato il lavoro di Sisifo perché le fonti informative sono sempre più difficili da gestire in quanto l'enorme mole di dati a disposizione (anche a causa di Internet e della comunicazione elettronica) rende maggiormente problematica la ricerca di informazioni significative. Per questo il proliferare degli archivi non significa necessariamente un aumento della loro utilità pratica, in quanto le informazioni devono essere disponibili al momento opportuno piuttosto che conservate a memoria futura. La maggior parte degli ultimi scandali fanno appunto riferimento più ad episodi di cronaca recente che alla rivelazione di segreti del lontano passato.

Altra attività fondamentale dei "servizi" è la disinformazione. Questa ha sia lo scopo di intossicare i canali di comunicazione delle controparti (di solito i "servizi" dei paesi stranieri, ma non solo) con informazioni false, inutili o controproducenti, sia coprire le informazioni che si desidera mantenere segrete. Quando, ed è accaduto spesso, i "servizi" vengono accusati di depistaggio, non stanno facendo altro che il loro lavoro istituzionale, cioè quello di indirizzare su una falsa pista chi si sta avvicinando troppo a qualche verità che non si vuole sia scoperta. Specularmente, quando qualcuno passa ad un giornalista documenti che si vuole diventino pubblici è possibile che il fatto sia frutto di un ordine piuttosto che di un favore o di un tradimento. Naturalmente non è necessario che le storie passate ai cronisti siano "vere". Se poi i giornalisti sono sul libro paga dei "servizi" il paradosso è garantito. L'attività di disinformazione non può essere svolta esclusivamente dai "servizi", ma deve trovare il sostegno del sistema dei media, in quanto per funzionare deve raggiungere la famigerata opinione pubblica alla quale è rivolta. Uno dei recenti esempi è l'insieme di falsità prodotte a proposito delle "armi di distruzione di massa" irachene, al quale hanno dato un contributo anche gli spioni nostrani, una colossale menzogna che non avrebbe ottenuto il successo che ha avuto senza la complicità attiva dei mass media ufficiali che hanno riproposto, ordinatamente, le bugie provenienti dagli apparati segreti statali.

Infine c'è da tenere presente che, fin troppo frequentemente, i mezzi di comunicazione riescono ad incanalare l'attenzione in una direzione mentre i pericoli arrivano da un'altra. Ci si scandalizza tanto di un archivio del SISMI e intanto è stato approvato un Decreto Legge che liberalizza l'uso dei dispositivi RFID [3], è in arrivo in Italia la banca dati del DNA [4] e gli spioni USA potranno archiviare persino l'elenco dei cibi che mangiano i passeggeri degli aerei [5]. Che ci siano dei problemi nel settore del controllo sociale che vanno a scapito della libertà se ne è accorto persino il Garante della Privacy che, da quando esiste, non riesce a far altro che "preoccuparsi" e che non sa neppure quante (sic!) siano le banche dati degli apparati di sicurezza [6].

Restando all'attualità, vediamo che negli ultimi mesi non c'è avvenimento importante nel quale non salti fuori lo zampino degli spioni. Una lettura, nemmeno tanto originale, punterebbe l'attenzione su due fatti: da una parte i problemi di tenuta del Governo in carica che si trova ad essere coinvolto (suo malgrado) in tutte le magagne che stanno venendo fuori, vere o inventate che siano. Dall'altra, la "riforma" dei "servizi" che è ancora ferma in Parlamento e che dovrebbe aumentare notevolmente [7] il loro potere, soprattutto nel campo delle azioni definite "lecite ma illegali". Una volta i "servizi segreti" venivano chiamati, con preoccupazione, "apparati separati", intendendo con questa definizione delle strutture che riuscivano a rendersi pericolosamente autonome dal potere politico che dovrebbe controllarli.

Questa definizione potrebbe tornare nuovamente di moda.

Pepsy

Riferimenti

[1] Vedi "Falso di Pompa sul G8 bruciò il capo del SISMI", La Stampa del 7/7/2007.
[2] "A. Pecoraro Scanio: Questo è il dato. Oggi è di nuovo la televisione di Stato che fa vedere immagini che poi sono state riprese da tutti. Per esempio, un certo Liam Stevens di 26 anni di Birmingham, intervistato dei giornalisti dice «mi sono trovato lì, a battermi con i black bloc ma sono nero, perché sono un nazista». Non so se da parte di qualcuno vi sia stata tolleranza perché in realtà vi sono molti neofascisti infiltrati in queste aree cosiddette di black bloc (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Ulivo e di Rifondazione comunista - Commenti e applausi polemici dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista). Non a caso si chiamano tute nere; non è un caso." Dal resoconto della discussione del 23/7/2001 alla Camera. Vedi http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed021/pdfs004.pdf
[3] Vedi "Repressione. Censura e controllo", Umanità Nova n.18 del 21/5/2006.
[4] Vedi "Impronta genetica: le nuove frontiere del controllo. Una società ridotta a cella", Umanità Nova n. 34 del 29/10/2006.
[5] Vedi http://www.security-int.com/news/2007/06/28/us-and-eu-sign-airline-passenger-security-deal.asp
[6] Si veda il testo della Relazione annuale del Garante sul sito http://www.garanteprivacy.it/
[7] Vedi "Servizi e segreti. Cambiano i nomi, resta l'impunità ", Umanità  Nova n.7 del 25/2/2007





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