L'ondata di caldo che ha colpito fra il 24 e il 26 giugno l'Italia del
sud ha provocato in Sicilia gravissimi disagi: black out elettrici e
incendi. "Il 99% [degli incendi] sono di origine dolosa" ha dichiarato
il capo della Protezione civile, Bertolaso. Ebbene anche il 100% dei
black out elettrici sono di origine dolosa, nel senso che sono stati
provocati da una gestione vergognosa dell'energia in Sicilia. D'altra
parte ci vuole poco a capirlo visto che l'ondata di caldo ha colpito
tutto il sud Italia, dalla Campania alla Puglia e alla Calabria
però lo stillicidio di sospensioni dell'elettricità ha
riguardato solo la Sicilia.
Vediamo i fatti. L'emergenza elettrica è apparsa in tutta la sua
gravità nel primo pomeriggio del 26 giugno quando TERNA, il
gestore delle rete elettrica, ha disposto black out a rotazione
ufficialmente per rispondere al sovraccarico dei consumi e alle
necessità dovute all'opera antincendio. Balle: a quell'ora
intere zone della Sicilia erano al buio da diverse ore. A Palermo, per
esempio, una parte della città era senza corrente dalle 10 a
causa di un guasto che aveva messo fuori servizio il cavo, l'unico, che
unisce la Sicilia al continente. La rete di trasmissione siciliana fa
schifo; per la verità è l'intera rete dell'Italia
meridionale che non va però quella siciliana è
particolarmente vulnerabile. È un fatto noto, lo scoprimmo dopo
il black out del settembre 2003 quando ci accorgemmo che la corrente
elettrica in Sicilia venne ripristinata dopo che nel resto del paese.
In realtà l'ondata di caldo era prevedibilissima – siamo a
giugno e il caldo in Sicilia non è una novità specie in
tempi di cambiamenti climatici che solo gli imbecilli possono ormai
considerare come eventi eccezionali! – come purtroppo erano
prevedibilissimi i black out che non rappresentano una novità in
Sicilia, regione che guida la poco invidiabile classifica delle regioni
per quanto riguarda il numero di interruzioni medie nelle forniture di
elettricità: 4,2 interruzioni per utente contro una media
nazionale di 2,4.
"La madre di tutti i problemi nelle forniture di energia elettrica in
Sicilia è la rete: incompleta ed obsoleta" ha ricordato "Italia
oggi" del 28 giugno 2007. Se questo è il dato di base,
oggettivo, della situazione energetica siciliana, rimane veramente
paradossale che ci si lamenti del caldo, addossandogli tutte le
responsabilità dei disagi estivi, badando però ad
evitare, in Sicilia come nel resto d'Italia, di imboccare la via
dell'utilizzo del sole e delle altre fonti rinnovabili e ad impatto
ambientale limitato se non nullo. La Sicilia, come gran parte del
paese, potrebbe diventare un'isola felice grazie all'autosufficienza
energetica che la natura potrebbe garantirle.
Ma evidentemente il business non ritiene che le fonti rinnovabili siano
una fonte di guadagno: meglio importare petrolio e gas, rilanciare il
carbone e riesumare il nucleare, sbandierando i pericoli di imminenti
black out.
Meglio parlare di emergenza caldo d'estate e di emergenza freddo
d'inverno, facendo finta che i cambiamenti climatici siano eventi del
futuro invece che espressione drammatica del presente. Meglio ripetere
fino alla noia che bisogna difendere la terra dall'assalto
dell'inquinamento, anche se poi si fa di tutto perché in
concreto nulla cambi.
Indagator