Umanità Nova, n.26 del 2 settembre 2007, anno 87

Ricordando... Raffaele Pedone


Comunico a tutti i compagni e lettori di Umanità Nova che mio padre Raffaele Pedone ha concluso il suo percorso di vita all'ospedale di Città di Castello il giorno 12 agosto scorso. Coerente con il suo ideale fino alla fine.
Fu promotore di un vasto movimento dei lavoratori del mare sul porto di Napoli, nell'immediato dopoguerra, praticando il metodo dell'assemblea e l'azione diretta. Conobbe l'anarchismo grazie al compagno Giuseppe Sallustro e agli altri del gruppo di Torre del Greco. Continuò l'esperienza con modalità analoghe a quelle precedenti all'Olivetti di Pozzuoli, non come sindacalista, ma operaio fra operai. Soprattutto e costantemente come anarchico.
Ben presto aderì alla F.A.I. fino alla la metà degli anni sessanta circa. A lui, ad Ettore Di Rosa con altri compagni di altre località fu affidata per alcuni anni la Commissione di Corrispondenza della Federazione. Non condivise la svolta "organizzatrice", sostenendo le scelte e le iniziative dei G.I.A. con Aurelio Chessa, Pio Turroni, Michele Damiani...
Nel 1990 si trasferì insieme alla mia famiglia a Perugia. Ha vissuto momenti di grande gioia e intensa partecipazione con i compagni del "Louise Michel" di Napoli, con i compagni Umbri, all'inaugurazione dell'Archivio Berneri-Chessa grazie a Fiamma, al convegno su Malatesta qualche anno fa a Napoli. Gli abbiamo dato l'ultimo saluto al Cimitero di Ponte Felcino nel modo, credo, che avrebbe voluto lui.

Antonio Pedone





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