Comunico a tutti i compagni e lettori di Umanità Nova che mio
padre Raffaele Pedone ha concluso il suo percorso di vita all'ospedale
di Città di Castello il giorno 12 agosto scorso. Coerente con il
suo ideale fino alla fine.
Fu promotore di un vasto movimento dei lavoratori del mare sul porto di
Napoli, nell'immediato dopoguerra, praticando il metodo dell'assemblea
e l'azione diretta. Conobbe l'anarchismo grazie al compagno Giuseppe
Sallustro e agli altri del gruppo di Torre del Greco. Continuò
l'esperienza con modalità analoghe a quelle precedenti
all'Olivetti di Pozzuoli, non come sindacalista, ma operaio fra operai.
Soprattutto e costantemente come anarchico.
Ben presto aderì alla F.A.I. fino alla la metà degli anni
sessanta circa. A lui, ad Ettore Di Rosa con altri compagni di altre
località fu affidata per alcuni anni la Commissione di
Corrispondenza della Federazione. Non condivise la svolta
"organizzatrice", sostenendo le scelte e le iniziative dei G.I.A. con
Aurelio Chessa, Pio Turroni, Michele Damiani...
Nel 1990 si trasferì insieme alla mia famiglia a Perugia. Ha
vissuto momenti di grande gioia e intensa partecipazione con i compagni
del "Louise Michel" di Napoli, con i compagni Umbri, all'inaugurazione
dell'Archivio Berneri-Chessa grazie a Fiamma, al convegno su Malatesta
qualche anno fa a Napoli. Gli abbiamo dato l'ultimo saluto al Cimitero
di Ponte Felcino nel modo, credo, che avrebbe voluto lui.
Antonio Pedone