Umanità Nova, n.28 del 16 settembre 2007, anno 87

Guerra ai poveri. Il pacchetto sicurezza del governo


Il governo Prodi sta mettendo a punto un pacchetto sicurezza che dovrebbe essere pronto nelle prossime settimane, prima della fine di settembre. In questo provvedimento dovrebbero trovare posto misure volte a contrastare la criminalità organizzata e i comportamenti delittuosi e devianti che suscitano il maggior allarme sociale. Verrebbero quindi accomunati mafiosi, ladri, rapinatori, lavavetri, disegnatori con bomboletta sui muri, venditori ambulanti non autorizzati, parcheggiatori abusivi, questuanti vari. L'impressione è che il riferimento alla criminalità organizzata sia solo uno specchietto per le allodole e che il governo si prepari a varare una serie di misure populiste tipiche da campagna elettorale. In questo caso il populismo è forcaiolo, quindi non si manifesta in distribuzione di festa o farina, ma di forca, la terza "f" che il popolo ama e di cui volentieri si accontenta se mancano le prime due. I tempi sono magri, lo sanno tutti, e dalla imminente finanziaria non ci si può certo aspettare vada a cercare i soldi lì dove effettivamente stanno e quindi tutto finirà come al solito in tagli alla spesa sociale e in prelievi sul lavoro dipendente. Questo governo ha ereditato dagli anni del berlusconismo assetti sociali che non ha intenzione di modificare, anzi: l'italietta profonda, clericale, fascista, populista, razzista, accidiosa che è stata risvegliata dal suo torpore negli ultimi quindici anni, è oggi ben sveglia e in marcia, blandita anche dalla sinistra che spera così di rafforzare il proprio momentaneo potere. Curioso, ma fino ad un certo punto, che Prodi ed i suoi avessero chiesto il voto per "mandare a casa" Berlusconi: in effetti erano solo interessati ad un cambio di politici, non di politica. È chiaro che la macchina produttrice di capri espiatori è cinicamente e drammaticamente in moto. La parola magica è legalità. Che può andare bene per il potere mafioso che controlla territori, popolazione, economia, politica. Ma anche per chi sporca e disturba. O, magari, è solo percepito così: ma tanto basta, non importa la realtà dei fatti, bensì la percezione che si ha di se stessi, degli altri e dell'ambiente in cui si vive. E dato che il secolare problema della criminalità organizzata, delle mafie è un poco difficile e pericoloso da affrontare, dato il suo peso economico e politico, si incomincia ad applicare la legalità a chi certo non vota, non ha un lavoro vero (?), è deviante, fastidioso, ecc. ecc.; poi magari si aggiunga l'obbligatorietà della custodia cautelare ai ladri e ai rapinatori (norma di sicuro immediato successo elettorale che magari tra un anno la Corte Cotituzionale toglierà di mezzo…); infine nuovi reati per le emergenze sociali: appunto questuanti, lavavetri, disegnatori di murales, con condimento di lavoro coatto stile "leggi sui poveri" dell'Inghilterra del '600 e del '700. Dalla storia non si impara nulla, anzi il potere e il capitale si ripetono tragicamente: prima si disastra un tessuto sociale e poi si reprimono pezzi di società scartati dal nuovo assetto economico-sociale o riottosi ad entrarvi. Con l'aggravante, in questa vicenda italiana triste e cinica che il tutto è anche un'efficacissima cortina fumogena sulle vicende giudiziarie che interessano direttamente un bel pezzo di dirigenza DS, i D'Alema ed i Fassino intercettati nell'ambito della vicenda della mancata scalata alla BNL non solo a complimentarsi con gli scalatori, ma a farsi anche parte attiva di oscuri scambi di favori con la destra in parlamento perché non fossero messi i bastoni tra le ruote ai "furbetti del quartierino". Insomma, si prendono più piccioni con una fava sola: al popolo a cui si svuotano ogni giorno le tasche, si offre qualcuno più povero e sfigato con cui prendersela; ai benpensanti, la conferma che le città devono essere gestite con "ordine&pulizia" e quindi basta con inutili contrapposizioni tra destra e sinistra su questi temi; a tutti, il velo su una vicenda un po' sgradevole che rischiava di dar grossi problemi a pezzi significativi del governo e del nascente Pd. Il tutto a costo zero per il governo stesso. Anche Padoa Schioppa sarà contento.

W.B.


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