Fra le innumerevoli vessazioni "legali" nei confronti del cittadino,
che Pierre Joseph Proudhon addebitava allo Stato nella sua famosa
invettiva, ne mancava una. Oggi non più, e di questo va reso
merito alla fantasia e alla creatività persecutoria di cui il
Potere si mostra capace, quando si tratta di rompere i cosiddetti ai
suoi sottoposti.
Fra tutte, infatti, mancava la schedatura. E questo non perché
il potere ottocentesco pensasse che arrivare a schedare i cittadini
fosse una aberrazione di cui vergognarsi ma, più semplicemente,
perché non aveva i mezzi tecnici sufficienti alla bisogna. E
difatti, oggi che i mezzi tecnici sono a disposizione anche più
del necessario, di schedature se ne sta facendo una bella indigestione.
E la creatività, come si diceva, non manca.
Bene, proviamo a fare un piccolo e, sicuramente incompleto, elenco.
Se telefoni tutto viene registrato, se ti porti dietro il cellulare,
ogni tuo movimento è registrato. Se usi il telepass i tuoi
spostamenti sono registrati. Se fai una qualsiasi operazione bancaria,
questa viene registrata. Se entri in un supermercato, un aeroporto, un
edificio pubblico, per non parlare di una banca, la tua visita è
registrata. Se ti sposti tranquillamente in un qualsiasi centro storico
amministrato da un buon sindaco sceriffo (ormai la stragrande
maggioranza) la tua passeggiata è registrata. Se vai allo
stadio, a un concerto, a una manifestazione pubblica, vieni registrato.
Quando fai il bravo e agevoli la raccolta differenziata, i tuoi rifiuti
vengono registrati. Il tuo computer è addirittura una miniera di
registrazioni. E se questo breve elenco, sicuramente da completare, non
fosse sufficiente, proviamo a pensare alle registrazioni dal satellite
– che tutto vede e tutto sa – e a quelle dei vari Echelon
sparsi per il mondo, e il conto è presto fatto. L'onesto
dilettante Orwell aveva solo da imparare!
Sembrerebbe poter bastare, no? E invece d'ora in poi, se sputi per
terra o bevi una tazzina di caffè, rischi di ritrovarti con una
nuova, prestigiosa registrazione, quella del Dna.
Stiamo vivendo, non c'è dubbio, un delirio collettivo. Spinti da
una informazione sempre più triviale e scandalistica,
sollecitati da amministratori locali e nazionali che vedono nella
dissennata "tolleranza zero" un modo per riacquistare
credibilità, scossi da "clamorosi" casi di cronaca nera
sapientemente enfatizzati per sollecitare i peggiori sentimenti e le
più incontrollabili paure, assediati da una isteria montante che
vede in ogni "diverso" un terribile pericolo da eliminare ad ogni
costo, resi insofferenti a qualsiasi richiesta di solidarietà e
aiuto, risoluti a ignorare che sono le dinamiche sociali a imporre i
flussi migratori, siamo ormai diventati tutti incapaci di ragionare con
un minimo di obiettività e di riportare le cose nei loro giusti
termini. E di questo, ovviamente, ne approfittano, rapaci come jene e
sciacalli, quei cialtroni patentati che sono legittimamente delegati a
governare e regolare le cose nostre.
Bene, non basta che l'Italia (come riportava un ottimo articolo di
Robertino apparso sul n. 23 di "Umanità Nova") abbia la
(s)ventura di avere il più alto numero di poliziotti pro capite
al mondo, non basta che le statistiche sui reati commessi nel nostro
paese mostrino, da anni, un trend decisamente al ribasso (e questo
nonostante l'aumento della popolazione e la cosiddetta "invasione"
degli stranieri, brutti, sporchi e cattivi), non basta sapere da sempre
che prevenzione e regole meno disumane – economiche e sociali
– sono le uniche armi adatte a spuntare le tensioni dei nostri
tempi, no, tutto questo non basta, e nell'indecente gioco al rialzo di
chi la spara più grossa e idiota, ecco spuntare questa nuova
banca. A favore della quale, naturalmente, oltre a essersi spesi
pubblicamente non solo gli esponenti della destra (e questo è
nell'ordine delle cose) ma anche gli aspiranti giustizieri della notte
che pullulano in tutte le sinistre, si spenderanno anche un bel tocco
di quattrini, allegramente sottratti, è ovvio, a spese
socialmente ben più produttive.
Del resto, da una classe politica che inneggia, con simpatica
autoreferenzialità, al maiale day, che definisce Garibaldi un
cretino, solo per aver contribuito al processo di unificazione
dell'Italia, che favoleggia di ventimila (diconsi: ventimila) circoli
della libertà, quando in effetti pare che siano solo cinque, che
fa un eroe di un don Gelmini, che risolve le malefatte mondiali
sequestrando il secchiello a un lavavetri, e che tutta quanta si fa
mettere alle corde da un esagitato comico genovese, "aprendo un
dibbbbatttito" come da consegna, cos'altro potremmo aspettarci? Un po'
di intelligenza e un po' di umanità? Ma mi facci il piacere, mi
facci...
Massimo Ortalli