Umanità Nova, n.29 del 23 settembre 2007, anno 87

Controllo globale. Il DNA del dominio


Fra le innumerevoli vessazioni "legali" nei confronti del cittadino, che Pierre Joseph Proudhon addebitava allo Stato nella sua famosa invettiva, ne mancava una. Oggi non più, e di questo va reso merito alla fantasia e alla creatività persecutoria di cui il Potere si mostra capace, quando si tratta di rompere i cosiddetti ai suoi sottoposti.
Fra tutte, infatti, mancava la schedatura. E questo non perché il potere ottocentesco pensasse che arrivare a schedare i cittadini fosse una aberrazione di cui vergognarsi ma, più semplicemente, perché non aveva i mezzi tecnici sufficienti alla bisogna. E difatti, oggi che i mezzi tecnici sono a disposizione anche più del necessario, di schedature se ne sta facendo una bella indigestione. E la creatività, come si diceva, non manca.
Bene, proviamo a fare un piccolo e, sicuramente incompleto, elenco.
Se telefoni tutto viene registrato, se ti porti dietro il cellulare, ogni tuo movimento è registrato. Se usi il telepass i tuoi spostamenti sono registrati. Se fai una qualsiasi operazione bancaria, questa viene registrata. Se entri in un supermercato, un aeroporto, un edificio pubblico, per non parlare di una banca, la tua visita è registrata. Se ti sposti tranquillamente in un qualsiasi centro storico amministrato da un buon sindaco sceriffo (ormai la stragrande maggioranza) la tua passeggiata è registrata. Se vai allo stadio, a un concerto, a una manifestazione pubblica, vieni registrato. Quando fai il bravo e agevoli la raccolta differenziata, i tuoi rifiuti vengono registrati. Il tuo computer è addirittura una miniera di registrazioni. E se questo breve elenco, sicuramente da completare, non fosse sufficiente, proviamo a pensare alle registrazioni dal satellite – che tutto vede e tutto sa – e a quelle dei vari Echelon sparsi per il mondo, e il conto è presto fatto. L'onesto dilettante Orwell aveva solo da imparare!
Sembrerebbe poter bastare, no? E invece d'ora in poi, se sputi per terra o bevi una tazzina di caffè, rischi di ritrovarti con una nuova, prestigiosa registrazione, quella del Dna.
Stiamo vivendo, non c'è dubbio, un delirio collettivo. Spinti da una informazione sempre più triviale e scandalistica, sollecitati da amministratori locali e nazionali che vedono nella dissennata "tolleranza zero" un modo per riacquistare credibilità, scossi da "clamorosi" casi di cronaca nera sapientemente enfatizzati per sollecitare i peggiori sentimenti e le più incontrollabili paure, assediati da una isteria montante che vede in ogni "diverso" un terribile pericolo da eliminare ad ogni costo, resi insofferenti a qualsiasi richiesta di solidarietà e aiuto, risoluti a ignorare che sono le dinamiche sociali a imporre i flussi migratori, siamo ormai diventati tutti incapaci di ragionare con un minimo di obiettività e di riportare le cose nei loro giusti termini. E di questo, ovviamente, ne approfittano, rapaci come jene e sciacalli, quei cialtroni patentati che sono legittimamente delegati a governare e regolare le cose nostre.
Bene, non basta che l'Italia (come riportava un ottimo articolo di Robertino apparso sul n. 23 di "Umanità Nova") abbia la (s)ventura di avere il più alto numero di poliziotti pro capite al mondo, non basta che le statistiche sui reati commessi nel nostro paese mostrino, da anni, un trend decisamente al ribasso (e questo nonostante l'aumento della popolazione e la cosiddetta "invasione" degli stranieri, brutti, sporchi e cattivi), non basta sapere da sempre che prevenzione e regole meno disumane – economiche e sociali – sono le uniche armi adatte a spuntare le tensioni dei nostri tempi, no, tutto questo non basta, e nell'indecente gioco al rialzo di chi la spara più grossa e idiota, ecco spuntare questa nuova banca. A favore della quale, naturalmente, oltre a essersi spesi pubblicamente non solo gli esponenti della destra (e questo è nell'ordine delle cose) ma anche gli aspiranti giustizieri della notte che pullulano in tutte le sinistre, si spenderanno anche un bel tocco di quattrini, allegramente sottratti, è ovvio, a spese socialmente ben più produttive.
Del resto, da una classe politica che inneggia, con simpatica autoreferenzialità, al maiale day, che definisce Garibaldi un cretino, solo per aver contribuito al processo di unificazione dell'Italia, che favoleggia di ventimila (diconsi: ventimila) circoli della libertà, quando in effetti pare che siano solo cinque, che fa un eroe di un don Gelmini, che risolve le malefatte mondiali sequestrando il secchiello a un lavavetri, e che tutta quanta si fa mettere alle corde da un esagitato comico genovese, "aprendo un dibbbbatttito" come da consegna, cos'altro potremmo aspettarci? Un po' di intelligenza e un po' di umanità? Ma mi facci il piacere, mi facci...

Massimo Ortalli



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