Al processo in corso a Genova [*] contro 25 compagni accusati di
"devastazione e saccheggio" è arrivato il momento dell'accusa.
Secondo il PM non ci fu alcuna "caccia a manifestanti inermi,
perché il corteo di Via Tolemaide non era composto da pacifisti
ma da persone che avevano scelto deliberatamente di contrapporsi alle
forze dell'ordine, non si stavano difendendo né erano in
pericolo di vita." (cfr. Corriere della Sera, 10/10/07)
Questa, in estrema sintesi, la tesi dell'accusa che nel corso di tre
udienze ha presentato una ricostruzione degli avvenimenti del 21 luglio
2001 con estremo dettaglio quando si è trattato di episodi che
hanno visto protagonisti i manifestanti e con maggiore disinvoltura
quando si è trattato delle violenze compiute da polizia e
carabinieri su persone inermi e indifese. I primi sarebbero la prova
che tutti i manifestanti erano violenti, le seconde che c'è
stato qualche eccesso da parte delle forze dell'ordine, ma che questo
andrebbe giudicato a parte. Ma dove? Forse in un contesto nel quale,
siamo sicuri che, le migliaia di foto ed i filmati che hanno permesso
di individuare 25 colpevoli in mezzo ai manifestanti non sarebbero in
grado di portare all'identificazione di un solo agente.
Stesso discorso si è sentito a proposito dell'uso - da parte
degli agenti - di gas pericolosi, di spranghe di ferro o di altre armi
fuori ordinanza. Il PM non nega che determinati episodi siano avvenuti,
sarebbe davvero difficile farlo, ma sostiene che tali episodi non hanno
rilevanza in questo processo e che dovrebbero essere affrontati in,
tanto per cambiare, altre sedi.
Come si può capire leggendo le trascrizioni delle udienze
pubblicate sul sito di "supporto legale"
(http://www.supportolegale.org), quella che viene fatta dall'accusa
è una "ricostruzione a metà" di quanto accaduto, come se
a partecipare agli scontri fossero stati solo i manifestanti, come se i
colpi di pistola sparati, gli inseguimenti ed i pestaggi fossero sempre
"altra cosa", della quale non ci si debba occupare.
Prendiamo le telefonate al 113, portate ad esempio del clima di paura
che si sarebbe diffusa in quelle ore in parte dei cittadini genovesi, e
che sono state anche trasmesse in tv, dove però abbiamo sentito
anche, per restare nello stesso ambito, le espressioni di gioia di una
agente alla notizia della morte di Carlo Giuliani. Giusto per chiarire
il "clima" esistente fra le forze dell'ordine.
Ridurre tutto quanto è accaduto in quelle giornate alle azioni
di una o più persone è qualcosa che contrasta con la
pretesa di fornire una ricostruzione "oggettiva" degli avvenimenti,
come se fosse possibile isolare il comportamento degli accusati da
tutto quello che stava avvenendo intorno a loro.
Prosegue anche il processo per l'assalto alla Scuola Diaz, ritornato
recentemente sulle prime pagine dei media in occasione delle polemiche
sulla "macelleria messicana". In questo caso ad essere sul banco degli
imputati sono gli agenti, magari proprio gli stessi che durante gli
avvenimenti relativi al processo ai 25 si sono distinti nella gestione
dell'ordine pubblico. Un procedimento che va avanti soprattutto a
"colpi di mano" procedurali e che rischia di finire, ma non ci sarebbe
da meravigliarsi, in un nulla di fatto.
Ancora in corso, siamo a 150 udienze, il processo contro altri agenti
delle forze dell'ordine imputati delle violenze commesse contro i
manifestanti fermati e rinchiusi a Bolzaneto, che prosegue con
l'interrogatorio degli accusati. Mentre a Cosenza, il processo al "Sud
Ribelle", 13 compagni accusati di "cospirazione", è ripreso a
fine settembre e si trascina tra il disinteresse generale verso la
conclusione prevista nella primavera del 2008.
Si avvicina, per molti di questi procedimenti il momento della
conclusione di un percorso giudiziario, lungo, poco interessante dal
punto di vista mediatico ma, ed è questo il punto dolente, anche
poco partecipato da molti di quelli che in quei giorni di Genova erano
in piazza. Il bilancio finale dovrà tenere presente anche questo.
Pepsy
[*] "Umanità Nova" si è occupata dei processi in altri
articoli, tutti disponibili sul sito web
http://www.ecn.org/uenne/archivio