Come sappiamo il sistema "stato" non si regge solo sul monopolio
della forza o sul sistema capitalista ma anche, specialmente ai giorni
nostri, sulla propaganda della sua ideologia. Il razzismo, nemmeno
tanto strisciante, che in questi ultimi mesi sta appestando l'aria
è diffuso a piene mani dai mezzi di comunicazione di massa,
quelli che spiegano alle persone che un italiano alla guida che uccide
un pedone ha un alto tasso alcolico nel sangue mentre se lo fa un
extracomunitario allora è semplicemente ubriaco.
In un servizio pubblicato dal "Times on line" il 14 ottobre scorso [1],
uno degli scopritori del DNA, il premio Nobel James Watson, si è
lasciato andare ad uno dei suoi (non rari) ragionamenti scandalosi.
L'ultima volta era successo una decina di anni orsono, quando i media
avevano titolato "Abortite i nascituri che hanno i geni
dell'omosessualità, afferma un premio Nobel" e all'epoca si era
difeso dicendo che avevano travisato il suo pensiero, in quanto la sua
intenzione era solo quella di riconoscere alla donna il diritto di
abortire nel caso non desiderasse un figlio gay e non di indicare cosa
sia giusto o sbagliato. Anche questa volta il quasi ottantenne
scienziato ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno fatto
immediatamente il giro del mondo e suscitato diverse polemiche.
In poche parole Watson ha affermato, a proposito della popolazione
africana, che "tutte le nostre politiche sociali si basano sul fatto
che la loro intelligenza è uguale alla nostra, nonostante tutte
le ricerche dimostrino che ciò non è vero". Questa
affermazione è stata immediatamente interpretata come una
dichiarazione della inferiorità intellettuale delle persone di
colore ed ha subito provocato reazioni [2].
In realtà, leggendo il testo originale l'affermazione fatta
è oltremodo ambigua in quanto non c'è scritto come
qualcuno potrebbe pensare leggendo i resoconti che "i bianchi sono
più intelligenti dei neri", ma piuttosto che "l'intelligenza dei
bianchi non è uguale a quella dei neri". La cosa più
grave è che a dimostrazione (sic!) di tale bizzarra idea viene
testualmente affermato che "le persone che hanno a che fare con
dipendenti neri sanno che questo è vero". Al che qualcuno si
potrebbe legittimamente chiedere che razza di scienziato sia uno che
porta come prova di una sua affermazione una chiacchiera da treno
piuttosto che uno studio ricco di dati.
Solo di passaggio, vale la pena di ricordare che, ancora oggi,
"l'intelligenza" è qualcosa di difficilmente definibile in modo
scientificamente oggettivo e, ancor più, difficilmente
misurabile in modo monodimensionale. I cosiddetti "test" di
intelligenza, misurano (ammesso che funzionino) solo qualche
particolare aspetto di essa ed è da sempre risaputo che essendo
stati progettati e testati su una parte della popolazione funzionano
(quando funzionano) solo sui suoi membri e che i risultati ottenuti da
due popolazioni diverse non sono scientificamente comparabili.
Se le affermazioni di Watson si possono forse considerare solo come una
trovata pubblicitaria [3] che serve ad avere un po' di spazio sui
media, meno simpatiche sono tutte le discussioni di contorno che
alimentano, in un certo modo, il dibattito sulla superiorità -
inferiorità razziale, terreno fertile per tutti i razzisti.
Altro aspetto preoccupante è che si va propagando la certezza
che tutto sia spiegabile attraverso lo studio del DNA. Sicuramente le
ricerche sulla "catena della vita" sono importanti ma, altrettanto
sicuramente non sono definitivi, soprattutto quando si ha a che fare
con il campo della coscienza. Per esempio, sono anni che si continua ad
affermare che la schizofrenia avrebbe una base genetica e lo stesso
Watson ne fa cenno, ma - almeno per il momento - queste sono ancora
solo delle affermazioni senza alcun serio riscontro scientifico. Se da
una parte è comprensibile la speranza di trovare nel DNA la
spiegazione e quindi la cura di alcune malattie, non si può
dimenticare che dietro questo genere di ricerche ci sono enormi
interessi finanziari, che con la salute hanno di solito poco a che
vedere.
La polemica su queste dichiarazioni non durerà a lungo, visto
anche che Watson ha già affermato che le frasi che gli sono
state attribuite sono frutto di un fraintendimento, ma episodi del
genere forniscono comunque un contributo alla costruzione
dell'ideologia razzista e, per questa ragione, vanno contestate in modo
determinato e radicale.
Pepsy
Note
[1] Tutte le citazioni sono riprese dal testo integrale in inglese che si può leggere su questa pagina web
http://entertainment.timesonline.co.uk/tol/arts_and_entertainment/books/article2630748.ece
[2] Dopo l'uscita dell'articolo sono state annullate le previste tappe inglesi delle conferenze dello studioso.
[3] L'articolo "incriminato" serviva esplicitamente a promuovere il suo ultimo libro, in uscita a fine ottobre.