Umanità Nova, n.37 del 18 novembre 2007, anno 87

Verso un nuovo stato autoritario. Il feticcio della sicurezza

 

Bologna, ottobre 2005, Cofferati fa sgomberare le baracche sulle rive del fiume Reno, dove si rifugiano prevalentemente romeni clandestini.
Opera, provincia di Milano, dicembre 2006, 400 cittadini danno fuoco ad un campo rom regolarmente costruito, senza alcuna reazione da parte delle istituzioni.
Milano, febbraio-marzo 2007, numerose manifestazioni organizzate dai comitati di quartiere o direttamente dal sindaco, chiedono a gran voce più polizia e sostengono l'equazione immigrati = criminali.
Pavia, settembre 2007, vengono cacciati dei rom rumeni da una folla inferocita che urla "alle camere a gas".
Firenze, ottobre 2007, il sindaco Dominici fa un'ordinanza in cui si prevede l'arresto per chi sta ai semafori a lavare i vetri.
Torino, ottobre 2007, viene bruciato un campo rom.
Per ultimo gli eventi romani, con le reazioni del governo di centro-sinistra che, al completo, vota un decreto sicurezza terrificante, già analizzato nello scorso numero di UN ed anche nel presente.
Che cosa sta accadendo in Italia? Che cosa c'è dietro questo allarmismo sempre più crescente, questo odio razzista montante nella società che inneggia alle deportazioni di massa, alla vendetta, che cosa c'è dietro questo delirio fomentato da giornalisti criminali e cavalcato da politicanti (compreso Beppe Grillo) e politici di "razza" (come Veltroni)?
Sicuramente non è facile per gente come noi riprendersi da queste ondate, alcune volte si ha la netta sensazione che se provi a contrapporti pubblicamente, potresti rischiar grosso.
Qualcuno ci prova, si organizzano qua e là nella penisola qualche presidio contro il razzismo dilagante, contro il decreto sicurezza e in solidarietà con i rom. Ma a dir il vero, sono molto poco frequentati.
Ma uno sforzo è necessario farlo, proprio in questa direzione. Così ben vengano questi presidi o anche iniziative come questa di UN, per cercar di reagire e riflettere insieme.
Guardando l'elenco all'inizio dell'articolo, a cui mancano sicuramente molte altre notizie, viene in mente che ci troviamo di fronte ad un concatenarsi di eventi non casuale. Sono troppi e sempre di più coinvolgono larghi strati di popolazione, appartenenti alle classi subalterne.
Non è un caso che l'estrema destra sta crescendo sull'onda di questi rigurgiti razzisti dal basso. Intervengono e sono tra i promotori di fiaccolate e manifestazioni. Sono in prima fila nell'organizzare ronde e azioni punitive. Ed il tutto con il plauso sempre più esplicito di settori di popolazione. Ormai possiamo vedere i loro manifesti anche in quartieri che prima erano off-limits per loro.
Non penso che ci sia il fascismo alle porte, non ritengo che nessuna delle attuali organizzazioni di estrema destra abbia la possibilità concreta di crescer a tal punto da ripercorrere la strada che fu intrapresa dal vecchio partito di Mussolini. In Italia ed in Europa, ancora non c'è una tale situazione di crisi e di contraddizioni, da spingere nuovamente ampli settori sociali verso il fascismo.
Ma ciò non vuol dire che la situazione sia meno grave. Se sempre più giovani dei quartieri periferici entreranno in contatto con i fascisti e si nutriranno di sentimenti xenofobi ed antisociali, se si moltiplicheranno i focolai razzisti e forcaioli, questo significa che si diffonderà sempre di più una mentalità ed una "cultura" fascistoide nella società.
Tutto questo è voluto dal potere che ne profitterà ampliamente, con il centro-destra o il centro-sinistra. Non c'è bisogno di immaginare, è già davanti ai nostri occhi. Il disegno di uno stato "democratico" sempre più autoritario, sempre più onnipotente, in cui il potere esecutivo, prevarrà sempre di più sugli altri poteri, è presente. L'ipotesi di uno stato che restringerà sempre di più gli spazi di libertà per le classi subalterne, per gli individui e per il dissenso, è in atto. La realtà di uno stato che, per tenere il consenso, demolisce e distrugge le baracche dove si annida la miseria e la disperazione, esiste già. E questo lo fa e lo farà con il plauso della folla, che grida ed esige le espulsioni di massa e la caccia allo straniero, che vuole ed esige più polizia e più carcere.
E dato che questa operazione non deve esser lasciata alla destra, la sinistra la sta facendo propria. Così abbiamo un Veltroni che un anno va nelle baraccopoli africane ad abbracciare i bambini, l'anno dopo fa sgomberare quelle della città di cui è sindaco, con i bambini dentro.
Così abbiamo Rifondazione Comunista, che pur di non lasciar cadere il governo, ci sta e vota, anzi grida vittoria per il solo fatto che il decreto rispetterà le normative europee e che saranno i giudici monocratici a ratificare le espulsioni.
In poche parole, meglio che sia "la sinistra" a costruire lo stato autoritario piuttosto che lo faccia la destra. Ma per chi sta in basso, cosa cambia?
Per noi anarchici e libertari è un'ennesima dimostrazione della natura del potere, ma anche una nuova battaglia da combattere, se possibile non in solitudine ma cercando il più gran numero di alleanze necessarie. 

Riccardo Bonelli

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