"L'elefante ha partorito il topolino": come commentare altrimenti il
congresso mondiale dell'energia organizzato dal W.E.C. (World Energy
Congress) e conclusosi il 15 novembre a Roma? Per la verità chi
poteva aspettarsi una conclusione seria di un congresso organizzato da
questa "organizzazione non governativa", sostenuta però da tutti
i governi e finanziata dai principali gruppi energetici mondiali? Fra i
soci sostenitori della sezione italiana del W.E.C. troviamo, per
esempio, ENI, ENEL, Edison, ERG e Assoelettrica mentre Confindustria,
Assocostieri, Assopetroli, Unione petrolifera, Ansaldo energia, ABB,
SOGIN, Capitalia sono fra i "soci ordinari". Solo qualche imbecille
poteva illudersi che il carrozzone del W.E.C. arrivasse a conclusioni
serie. D'altra parte la presentazione del Congresso aveva mostrato che
l'evento, propagandato con grande evidenza da stampa e Tv, veniva
utilizzato dalla lobby filonucleare italiana per contribuire al
lavaggio del cervello a cui siamo sottoposti da qualche mese
finalizzato a convincere gli italiani della necessità di
riprendere la via del nucleare, interrotta dopo le lotte del movimento
antinucleare degli anni '80 e il disastro di Chernobyl. Il primo giorno
del Congresso, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA) ha
presentato un rapporto sulla realtà attuale e sulle prospettive
future dell'energia nucleare. Evitiamo di scendere nei particolari del
rapporto, ampiamente citato dai media di domenica 11 e lunedì 12
novembre. La sua sintesi è che "esistono opportunità per
un'espansione significativa dell'energia nucleare nei prossimi anni".
Naturalmente grande enfasi sui media che, prostrati di fronte ai
padroni dell'energia convenuti a Roma, hanno rilanciato le tesi del
rapporto senza porsi neppure qualche minimo problema, e grande
soddisfazione del presidente del Comitato organizzatore del Congresso,
quel voltagabbana di Chicco Testa che nel giro di pochi anni è
passato dai congressi degli ambientalisti istituzionali di Legambiente
alle ben più lucrose poltrone di manager pubblico e privato
(prima ENEL e ora ACEA e Banca Rothschild).
Siccome però "il diavolo fa le pentole e non i coperchi"
l'ubriacatura nuclearista del Congresso è durata appena 24 ore:
il giorno dopo, infatti, è stato presentato un secondo rapporto,
"Deciding the future", realizzato dagli esperti del W.E.C., nel quale
si sostiene che:
- di petrolio ce n'è in abbondanza;
- l'unico, eventuale, problema è quello di doverlo andare a
trovare in posti meno facilmente accessibili degli attuali, problema
facilmente risolvibile investendo sulle nuove tecnologie;
- lo scenario da perseguire è quello in cui un grande sforzo di
cooperazione a livello planetario permetta di distribuire equamente
l'energia disponibile salvaguardando l'ambiente.
Nei giorni successivi il Congresso è proseguito stancamente
evidenziando l'incapacità del sistema economico capitalistico di
risolvere la crisi energetico-ambientale. La conclusione del carrozzone
romano è stata una sola: poiché il mondo ha sufficienti
risorse energetiche non è prevedibile nessun "picco" del
petrolio e, più in generale, delle fonti non rinnovabili (gas,
carbone e uranio). Pertanto il sistema "potrà soddisfare con
facilità e in forme socialmente sostenibili l'atteso raddoppio
della domanda di energia prevista prima del 2050" e sarà anche
possibile al contempo "rallentare l'aumento delle emissioni entro il
2020, stabilizzarle entro il 2035 e iniziare a ridurle in termini reali
entro il 2050" ma solo se ci "sarà una cooperazione senza
precedenti tra governi e industrie, con tempistica e obiettivi
realistici" (rapporto citato del W.E.C.).
Tutto possibile quindi secondo i padroni dell'energia, l'importante
è non cambiare nulla degli stili di vita e dei modelli di
consumi, anzi esportandoli anche ai paesi emergenti.
Francamente potevano evitare di organizzare un Congresso mondiale,
muovere 4mila delegati, sprecare una frana di energia per raccontare
queste stupidaggini alle quali, probabilmente, non crede neppure chi
l'ha scritte!
Indagator