Umanità Nova, n.38 del 25 novembre 2007, anno 87

Sull'uso delirante della storia


Forse non tutti sanno che personaggio è Luigi Papo; si tratta di uno dei cosiddetti esperti in foibe, con un passato di comandante di reparti repubblichini operanti in Istria, responsabili di innumerevoli crimini. Catturato a Trieste dai partigiani dopo la liberazione riuscì a farla franca, fuggendo a Roma, dove visse due anni sotto falso nome (Paolo De Franceschi), finché Scelba non lo fece cancellare dall'elenco dei 750 criminali di guerra per cui la Jugoslavia aveva chiesto l'estradizione. Nel 1946 Papo editò e firmò con tale pseudonimo un macabro libello, intitolato "Foibe", con cui iniziò la sua attività anticomunista, creando e diffondendo un improbabile "Albo d'Oro" con i nomi di oltre ventimila "giuliano-dalmati" quali presunte vittime della barbarie partigiana e slava. In tale elenco, come ben documentato nelle ricerche della storica Claudia Cernigoi, figurano in realtà i nomi anche di dispersi e morti sui vari fronti di guerra, di civili periti durante i bombardamenti, di fascisti giustiziati per le loro responsabilità nella guerra civile.
A questo elenco, già del tutto inattendibile, Papo vi ha aggiunto di testa sua anche un certo numero di altri nominativi, relativi a fatti accaduti in tempi anche recenti e in contesti del tutto diversi, tra cui il generale Giorgeri, ucciso dalle BR nell'87 e il militare Millevoi, caduto durante l'intervento in Somalia nel '93.
L'ultimo aggiornamento ha però davvero dell'incredibile. Così come riportato nel sito www.isfida.it, nella sezione "con l'Italia nel cuore", risulta inserito pure il nome di Carlo Falvella "da Trieste, ucciso da elementi slavi nel 1972".
Carlo Falvella, era un dirigente dell'organizzazione neo-fascista Fuan di Salerno e rimase ucciso da una coltellata durante un'aggressione a due compagni. Per questo fatto, come ormai è storia, venne processato e condannato l'allora militante anarchico Giovanni Marini, per l'anagrafe nato a Sacco (SA) nel 1942.
Per cui definirlo un "elemento slavo" appare davvero paradossale, ma d'altra parte vale la pena ricordare la tesi dello stesso Papo secondo cui "La storia quando serve alla propaganda può benignamente venire falsata".

emmerre



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