Questo è il secondo di una
serie di tre articoli dedicati alle basi della guerra. Il prossimo
tratterà occupazioni militari di "casa nostra". Quello
precedente, comparso su UN 41, era dedicato alle servitù
militari.
Oltre le basi dell'esercito nostrano, vi sono altre due tipi di basi,
come distinzioni di massima, presenti sul territorio italiano: le basi
statunitensi e le basi NATO. Le prime appartengono al governo degli
Stati Uniti d'America e sono cogestite (vedi la vicenda del CERMIS)
dagli apparati militari italiani, mentre le seconde appartengono alla
NATO. Il termine NATO è l'acronimo di North Atlantic Treaty
Organization, ovvero Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. Indica
l'organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa,
creata nel 1949 in supporto al Patto Atlantico che venne firmato a
Washington D.C. il 4 aprile 1949.
Stiamo parlando, secondo cifre ufficiali su entrambe le basi, di 127
basi, di oltre 2000 edifici di proprietà nato-statunitense e di
altri 1.100 in affitto, per un totale di 1.780.000 metri cubi, di
15.500 militari stanziali e di oltre 4.500 civili addetti alle basi.
Sia le basi Nato che quelle Statunitensi si dividono poi tra quelle
rappresentate da forze di aria, di terra e di mare e della Agenzia di
sicurezza nazionale (NSA) soltanto per quelle statunitensi.
Le basi statunitense di aria più importanti, gestite dall'USAF,
ovvero dalla United States Air Force, forza armata separata ed
indipendente dell'esercito americano, nata il 18 settembre 1947 che
conta, a livello complessivo, 9.000 velivoli in servizio ed oltre
352.000 uomini e donne sparsi in tutto il mondo sono quelle della base
di Aviano in Friuli Venezia Giulia con lo squadrone F-18; quella di
Ghedi (Brescia), deposito anche di bombe nucleari; quella di Cameri
(NO), base aerea Usa con copertura NATO.
Le basi Nato di aria più importanti sono quella di Aviano,
costituite dalla 16a Forza aerea e dal 31° Gruppo di caccia; quella
di Vicenza, rappresentata dalla 5a Forza aerea tattica, ed infine
quelle pugliesi di Gioia del Colle, sede del 36° Stormo
dell'aeronautica militare, di Amendola, aeroporto militare, di san Vito
dei Normanni, base Radar e di Brindisi, sede dell'aeroporto militare e
base di intervento logistica.
Le basi statunitensi di terra più importanti (US Army) sono
quella di Camp Ederle (Vicenza) dove risiedono un battaglione
aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità
nucleare, tre compagnie del genio. Sezioni importante delle
telecomunicazioni. Si parla di oltre 2.000 persone tra civili e
militari. La base di Finale Ligure, stazione di telecomunicazione, la
base di Camp-Darby (Pisa-Livorno), il più grande deposito
logistico di tutto il Mediterraneo: oltre 1 milione e mezzo di
munizioni: lì funziona l'Ottavo Gruppo di supporto USA ed US
Army per l'appoggio alle forze statunitensi nel Mediterraneo, nel Golfo
Persico, nella Africa del Nord e nella Turchia. Infine quella di Napoli
dove ha sede la compagnia della Security Force del corpo dei Marines.
Ed infine quelle della costa Romagnola (Rimini e Rimini Miramare), dove
hanno sede il Gruppo logistico per l'attivazione di bombe nucleari ed
un centro di telecomunicazioni USA.
Le basi Nato di terra più importanti sono quella di Verona, dove
risiede la struttura delle forze di terra dell'Europa mediorientale, e
quella di Roma sede centrale delle Forze di terra dell'area
Mediterranea.
Le più importanti basi della marina militare americana sono
quelle di Gaeta, ex sede della 6a Flotta, ora trasferita nella
più grande sede navale di tutta Europa, quella di Taranto;
quella di Napoli, dove sono di stanza le forze navali USA per tutta
l'Europa meridionale ed i gruppi di sommergibili; quella di Sigonella,
supporto logistico della 6a Flotta, nonché sede di diversi
squadroni tattici dell'aviazione da guerra statunitense.
Le più importanti basi Nato navali sono quella di Napoli, quella
di Taranto, divenuto all'"insaputa" di tutti, tranne che al compagno
D'Alema, porto Nato, quella di San Bartolomeo (La Spezia), centro di
ricerche per la guerra sottomarina, composta da tre strutture che non
risultano da alcuna parte: il Saclant, addetto a svolgere ricerche
marine di interesse militare, il Maricocesco, fornisce pezzi di
ricambio per navi e sommergibili ed infine il Mariperman commissione
per gli esperimenti sui materiali da guerra.
Come ho ricordato prima le basi sono molte di più e quindi si
può ben dire che il nostro territorio sia una vera polveriera
inquinata ed inquinante ed il più grande centro di logistica e
di attacco militare di tutta l'Europa meridionale. La parte orientale
dell'Italia ha ed avrà un peso sempre più importante,
dato che si affaccia verso zone di interesse specifico (Medioriente ed
Africa settentrionale) sia NATO che Statunitensi. Il fatto che molte
basi coincidano o siano interscambiabili ce la dice molto lunga sulla
struttura dell'Alleanza Atlantica (NATO) e su chi la governa (ed anche
in quale modo). L'unica risposta credibile è un antimilitarismo
coerente e conseguente: lo ripeto, a noi non interessa sostituire basi
americane con altre italiane od europee che siano, e su questo, come su
altri argomenti, non solo non ci sono governi amici, ma sono tutti,
egualmente, nemici.
Pietro Stara